Home page di Isopoda.net, sito di Francesco Tomasinelli.

Oggi vi vorrei parlare di uno dei migliori fotografi naturalisti italiani, il genovese Francesco Tomasinelli, e del suo sito Isopoda.net. Francesco è un biologo che unisce alle sue non comuni doti di fotografo anche grandi capacità di divulgazione, che ne fanno uno dei migliori fotoreporter naturalistici italiani. Le immagini di Francesco non sono semplicemente degli esercizi di stile fini a se se stessi: di macrofotografi che sanno ottenere uno scatto perfetto è pieno il mondo (anche se io, sfortunatamente, non sono tra questi!). Le foto di Francesco sono diverse: esse raccontano sempre storie, di solito di animali poco conosciuti o snobbati dai più, ma anche di persone e luoghi che la passione di questo artista della pellicola (e del digitale) gli ha fatto incontrare. E dove le sue immagini non riescono ad arrivare, ci pensa la sua penna ad integrare informazioni e notizie, nel migliore stile della tradizione italiana di divulgazione naturalistica. Il sito raccoglie molte delle spettacolari immagini di Francesco, i cui articoli sono stati pubblicati da numerose pubblicazioni tanto italiane quanto straniere. Insomma, una vera e propria perla nel panorama del web naturalistico italiano. Non mancate di visitarlo!

http://www.isopoda.net

PS Francesco Tomasinelli - pochi lo sanno - è amico di lunga data del comico Antonio Ornano, divenuto famoso sul piccolo schermo per il personaggio del Biologo Naturalista Stefano Tommaselli. Sì, avete indovinato: il nome del personaggio non è casuale. E' stato proprio Francesco Tomasinelli ad ispirarlo, oltre che a fornire ad Antonio Ornano notizie ed informazioni per rendere più memorabili i propri sketch. La riprova? Questa - spassosa! - intervista doppia apparsa in video tempo fa. Chi dei due imita chi? Ciao!

Biodiversità, una ricchezza per tutti. Foto di Andrea Mangoni.
Biodiversità. Collage di Andrea Mangoni.
Il 2010 è stato l'anno internazionale della Biodiversità, ovverosia l'anno dedicato all'infinita ricchezza della Vita. E' un tema che come sapete mi ha sempre interessato tantissimo, e che ho cercato di sviluppare più e più volte, sotto punti di vista differenti, proprio con questo blog. Così, è stato con enorme piacere che ho accettato al proposta di Livio Leoni di Mahengechromis di aderire, assieme ad altri blogger italiani specializzati in argomenti scientifici, all'iniziativa di un Carnevale della Biodiversità. Ogni due mesi 12 blogger scriveranno un articolo sulla base di un tema comune, che ognuno svilupperà in maniera peculiare e consona al proprio stile. Che dire? Un grazie enorme a Livio per l'opportunità, non vedo l'ora che si cominci! Qui sotto trovate il bando, così come riportato ne L'Orologiaio Miope. Si parte a Dicembre!
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Il 15 Dicembre c.a., a conclusione del 2010, anno internazionale della biodiversità, partirà un’iniziativa tra i più prestigiosi blog naturalistici italiani per continuare a sottolineare l’importanza del temain oggetto, sia all’interno della comunità scientifica sia tra il pubblico.
La prima edizione del Carnevale della Biodiversità avrà come tema:
“INFINITE FORME BELLISSIME”,
tema che i vari Autori svilupperanno con varie sfaccettature in base ai loro personali stili ed interessi. Il blog “L’orologiaio miope” (http://www.lorologiaiomiope.com/) accoglierà questa prima edizione, passando in rassegna gli articoli scritti dagli altri blogger e segnalandone i link. I blog partecipanti al progetto saranno I seguenti:
Continuo proceso de cambio http://procesodecambio.linxedizioni.it/
L’orologiaio miope http://www.lorologiaiomiope.com/
Mahengechromis Divagazioni di un ciclidofilo http://mahengechromis.blogspot.com/
Oryctes Frammenti di natura http://oryctesblog.blogspot.com/
Paperfish fish biology in progress http://paperfishbiology.blogspot.com/
Il Carnevale della Biodiversità avrà scadenza bimestrale, continuando per tutto il 2011, e sarà ospitato a turno da alcuni dei blog partecipanti. Il gruppo coordinatore augura buon lavoro a tutti i blog che hanno aderito alprogetto e buona lettura a tutti coloro che vorranno partecipare con noi a questo Carnevale.
Livio Leoni, Marco Ferrari, Lisa Signorile
Gallo di razza Polverara. Foto di Andrea Mangoni.

Arriva sempre il momento di tirare le fila di quanto fatto e di quanto ancorac'è da fare. Questo è uno di quei momenti, di quelli in cui spieghi a te stesso e agli altri cosa hai fatto e dove vuoi andare. Che dite, partiamo?

  1. In campo editoriale, si accavallano diversi progetti. Un primo libro sulla Gallina Polverara, in fase di "ricerca disperata di un editore"; un libro sulla Gallina Boffa, che vedrà quasi certamente la via dell'autopubblicazione (forse su Lulu); ed infine, un progetto propostomi dai gestori del forum di Agraria.org, di cui sono uno dei moderatori: un manuale pratico di pollicoltura. Se vi sembra poco, langue nel cassetto un prototipo di manualetto sul Natural Gardening...

  2. In campo avicolo, i progetti che mi vedono impegnato in primissima persona sono fondamentalmente quattro, di varia importanza ed intensità. Il primo ed il più importante è quello che riguarda il recupero della straordinaria Gallina Boffa. Quest'anno le cose sono andate abbastanza male, e alla fine dell'anno ci ritroviamo con un gruppo di 9 riproduttori per le prossime stagioni... Pochissimi, e considerato che anche l'allevamento dell'anziano allevatore umbro non era numericamente troppo ben messo, si può dire che la razza è davvero a livelli ancora critici. Mi aspetta la costruzione di nuovi pollai e l'avvio - precocissimo - di una nuova stagione riproduttiva, nei limiti del possibile. Il secondo è il recupero del ceppo Rossetto della Gallina di Polverara. Rispetto all'anno scorso, ho fatto qualche passo avanti. Sono riuscito a cedere altre due giovani coppie di esemplari ed un galletto ad altrettanti amici, portando così a quattro i nuclei di riproduttori oltre al mio, per un totale (contando anche gli animali ceduti l'anno scorso) di almeno 9 capi estraneial mio allevamento; a questi si aggiungono poi i miei riproduttori e la loro prole, 3 galli e 5 galline pure oltre ad alcuni incroci. Insomma, il rischio di estinzione del ceppo è forse momentaneamente scongiurato, ma occorrerà lavorare ancora a lungo per avere la certezza di averlo messo al sicuro. Ci sono poi altri due progetti, quello sulle anatre mute autoctone e quello sul tacchino azzurro di Rossetto. Nel primo caso le cose sono andate abbastanza bene, e posso contare su almeno due maschi e quattro femmine discreti; nel secondo caso invece le cose vanno peggio. L'unica femmina che possiedo ha perduto un occhio dopo una serie di malattie che mi avevano fatto disperare di poterla salvare. Non mi resta che attendere la prossima stagione riproduttiva, per vedere se riuscirà a riprodursi.

  3. In campo naturalistico, invece, dicarne al fuoco ce n'è forse di meno, ma altrettanto gustosa. Due sono fondamentalmente i progetti che vorrei veder partire il prossimo anno: uno riguardante i fiori spontanei e le zone umide delle mie zone, uno concernente l'educazione ambientale nelle scuole ed un'altro relativo all'organizzazione di un Festival della Biodiversità.

Ok, che dite? Vi sembra abbastanza?

Bene... veniamo ad altro...

Ho un bimbo di 7 mesi, un lavoro su turni 5 giorni a settimana (notti comprese), ed una moglie (adorata) che rivendica giustamente diritti sulle ore della mia giornata che mantengano in qualche modo una parvenza di libertà. Posso occuparmi dei progetti che sto seguendo solo rubando tempo a ciascuna di queste parti della mia vita. I siti Oryctes.com e GallinaBoffa.com hanno costi annuali di dominio, e nemmeno il cibodegli animali è esattamente free. Insomma, mi riesce di coltivare almeno la maggior parte del mais, ma frumento, avena, sorgo e soia li devo pagare. In più mi aspetta la costruzione di nuovi pollai per la prossima stagione riproduttiva, e questa volta non riuscirò a farli con materiali di recupero. Così come ci saranno certamente spese editoriali per la preparazione e l'uscita dei libri cui sto lavorando.

Non ho voluto finora mettere pubblicità con google adsense nel blog - lo ammetto, non mi piace e la trovo fastidiosa. Ho anche rifiutato di ospitare pubblicità di casinò e gioco d'azzardo on line, seppur ben pagate - a parte che non centrava una beata mazza con gli argomenti del blog, la trovavo una cosa eticamente scorretta. Detto questo, se le righe che leggete qui vi fanno pensare, magari anche sorridere, o vi sono d'aiuto... aiutate il blog ad andare avanti. Ci sono molti modi, potete trovarli anche in questa pagina. Ma riassumendo il tutto...

  1. Metodo simpatico ed alternativo: regalateci un libro. Ho pubblicato una pagina con i libri in "dotazione" al blog, libri che mi aiutano a portare avanti tutta una serie di ricerche. Qualunque libro non nell'elenco si rivelerà prezioso. I libri più antichi, scevri da problemi di copyright, verranno col tempo digitalizzati e messi a gratuitamente a disposizione dei lettori del blog. Maggiori informazioni alla pagina BIBLIOTECA.

  2. Metodo altrettanto simpatico: regalateVI un libro. Per ogni libro delle Edizioni WILD, acquistato mediante QUESTA PAGINA, Oryctes.com otterrà una piccola donazione. Idem se acquisterete una copia del libro dedicato ai Coleotteri che trovate QUI.

  3. Metodo pratico: potete sostenere questi progetti anche tramite una donazione attraverso Paypal, cliccando sul pulsante in basso:

Insomma, ci sono vari modi per aiutarci a portare avanti questi progetti. Alcuni, come l'amico Silvano, hanno optato per una donazione; altri invece per aiutarci a digitalizzare alcune opere. In ogni caso, qualunque aiuto possiate o vogliate dare a questo blog, vi ringrazio fin d'ora di cuore.
Andrea

Primo piano di un gallo di Boffa. Foto di Andrea Mangoni.
In questo post vorrei inserire una serie di scatti di tacchini di varie razze e ceppi locali, scelti tra quelli che in questi anni mi hanno colpito di più. Si tratta di un semplice invito ad osservare con attenzione la biodiversità avicola che ci circonda, e magari guardare agli animali da cortile con occhi diversi. Il fatto che alcuni di questi ceppi siano estinti o quasi, dovrebbe far riflettere sul bagaglio di preziosi geni che l'attuale generazione di avicoltori sta lasciando indietro.
BRONZATO DEI COLLI EUGANEI
Razza leggera, colorazione bronzata. Il ceppo fotografato è quello dell'Istituto Duca degli Abruzzi di Padova.
Coppia di Tacchini Bronzati dei Colli Euganei. Foto di Andrea Mangoni.Maschio di Tacchino Bronzato dei Colli Euganei. Foto di Andrea Mangoni.
BIANCO DEI COLLI EUGANEI
Si trattava di un ceppo del bronzato dei Colli Euganei completamente bianco, selezionato dall'allevatore padovano Bruno Rossetto. Attualmente estinto.
Maschio di tacchino Bianco degli Euganei. Foto di Andrea Mangoni.Maschio di tacchino Bianco degli Euganei. Foto di Andrea Mangoni.
AZZURRO DI ROSSETTO
Molto simile all'antica razza Lilla di Corticella, ma di dimensioni paragonabili al Bronzato dei Colli Euganei. Selezionato dal sig. Bruno Rossetto, attualmente sull'orlo dell'estinzione. Ne rimangono alcuni esemplari allevati dall'Associazione "La Fattoria in Città" (PD); una femmina presente nel mio allevamento. Foto storiche del 1996 per gentile concessione di Bruno Rossetto.
Tacchino azzurro di Rossetto. Foto per concessione del sig. Rossetto.Maschio di Tacchino azzurro di Rossetto. Foto per concessione del sig. Rossetto.
BRONZATO DEI LESSINI
Ceppo leggero locale similissimo al Bronzato euganeo, se ne differenzia per la pelle giallo paglierino. Allevato da poche famiglie del comprensorio dei Monti Lessini e del mantovano.
Maschio di tacchino Bronzato dei Lessini. Foto di Andrea Mangoni.Maschio di tacchino Bronzato dei Lessini. Foto di Andrea Mangoni.
LILLA-ROSSASTRO (CAMPONOGARA)
Ceppo locale presente presso poche famiglie di Camponogara, con esemplari di colorazione lilla-rossastra e di taglia leggermente superiore a quella dei Bronzati euganei, ma tuttavia ancora più leggeri dei Bronzati Comuni.
Femmina di tacchino lilla rossastro di Camponogara. Foto di Andrea Mangoni.Maschio di tacchino lilla rossastro di Camponogara. Foto di Andrea Mangoni.
NERO (FIGLINE VALDARNO)
Ceppo nero locale di taglia medio-grande, presente in alcune fattorie della zona. Non mi è stato possibile avere informazioni su di esso.
Maschio di tacchino nero di Figline. Foto di Andrea Mangoni.Maschio di tacchino nero di Figline. Foto di Andrea Mangoni.

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AVICOLTURA E BIODIVERSITA': LETTURE PER SAPERNE DI PIU'

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Giovane gallo di Polverara. Foto di Andrea Mangoni.

Nasce nel blog una nuova pagina, quella dedicata agli animali da cedere. Si tratterà di esemplari che non potrò, per motivi di spazio, tenere nel mio allevamento, ma che mi dispiacerebbe destinare alla mensa perchè, per qualche motivo, il loro patrimonio genetico può risultare prezioso o perchè penso possano avere delle buone chance per dare qualche soddisfazione ad altri allevatori, specie se intenzionati a divertirsi facendo selezione.

Si comincia con 4 capi, tre galli ed una gallinella, tutti incroci di Polverara di ceppo Rossetto oppure esemplari puri ma di seconda scelta. Di ogni esemplare verranno indicati pregi e difetti, oltre che eventuali indirizzi e suggerimentio di selezione. Li potete vedere cliccando sul link in alto a destra oppure su quello qui sotto. A presto!

ANIMALI DA CEDERE

info@robertamaieli.com
E' passato un anno da quando vi ho parlato della galinsoga, comunissima erbaccia presente negli orti di mezz'Italia. E a distanza di un anno, la nostra amica Manù ha postato tra i commenti del blog la ricetta dell'Ajiaco, preparazione culinaria tipica colombiana che vede l'utilizzo per l'appunto della galinsoga (guascas in lingua locale). La ripropongo come post così come lei l'ha scritta, in quanto rappresenta un bello spaccato su una cultura (culinaria) differente che permette di sfruttare quelle che per noi sono erbacce, confermando così il fatto che nei nostri orti coltiviamo di norma solo una piccola parte delle tantissime specie commestibili che potremmo avere a disposizione. Un grazie infinite quindi a Manù, e buon appetito!
INGREDIENTI
  • 1 petto di pollo
  • aglio e cipolla
  • 1 bicchiere di riso
  • brodo di pollo
  • 6 piccole patate gialle tagliate a metà
  • 1 pannocchia di mais tagliata a metà
  • 4 patate medie sbucciate e tagliate a fette di 5mm
  • 1/2 pugno di scalogno
  • 1/2 pugno di coriandolo (se piace)
  • 4 cucchiai di guascas (o galinsoga)
  • 1/2 tazza di panna
  • 1 cucchiaio di capperi scolati
  • 1 avocado maturo
  • sale
PREPARAZIONE
Per prima cosa preparare un riso bianco facendo un soffritto di aglio e cipolla, versandoci un bicchiere di riso, facendolo rosolare (fiamma alta), aggiungendoci due bicchieri di acqua, salando, coprendo la pentola ,abbassando la fiamma al minimo e puntando 20 minuti esatti.
La notte prima marinare i petti di pollo con l’aglio, la cipolla ed il sale. In una casseruola mettere il petto di pollo, aggiungere l’acqua e cuocere fino a che sia tenero. Trasferire il pollo in un piatto. Tagliare il petto di pollo in strisce (consigliabile l'utensile MANO). Cuocere le patate nella casseruola con il brodo di pollo fino a che inizia a disgregarsi. Aggiungere più brodo a piacere. A questo punto la zuppa dovrebbe essere densa e morbida. Aggiungere gli scalogni, il coriandolo, le patate affettate, la galinsoga e il mais. Quando è tutto cotto rimuovere galinsoga e scalogno. Servire il pollo in scodelle per zuppa e versarci la zuppa sopra. Versare 3 cucchiai di panna e 1 cucchiaino di capperi tritati in ciascuna ciotola,qualche cucchiaiata di riso... e a chi piace, l'avocado tagliato a cubotti! buen provecho!!

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Galinsoga parviflora. Foto di Andrea Mangoni.
Gallina di razza cocincina gigante. Foto di Andrea mangoni, esemplare di Marco Toffoli.
Come allevare polli e galline? Oggigiorno sempre più persone sentono la necessità di un differente rapporto con la Natura e - perché no? - col cibo. Una sorta di "ritorno alle origini", per molti, perché magari i propri genitori o nonni facevano i contadini. Ecco quindi, per tutti coloro che desiderino iniziare ad allevare galline ma che non sappiano da dove partire, un semplice decalogo su ciò che vale la pena sapere per iniziare col piede giusto.
  1. Partite con le idee chiare. Cosa desiderate? Un pollaio prettamente ornamentale, una produzione di uova per tutta la famiglia, dei polli da carne? Sapere bene quello che comportano le nostre scelte inizialo è molto importante. Orientarsi verso una o l'altra delle opzioni sopracitate non è indifferente, e influenzerà in maniera forte le nostre scelte iniziali. In particolar modo, la scelta della razza diventerà a questo punto fondamentale, visto che influenzerà tutte le caratteristiche del nostro allevamento. Riflettete quindi sulle vostre esigenze, pianificate in anticipo e non vi troverete con sorprese sgradite.
  2. Prendetevi i vostri spazi. Ovverosia, calcolate con attenzione quanto spazio occorre al vostro allevamento. I polli avranno necessità di movimento, di pascolare in un prato sicuro e di muoversi liberamente, oltre che di un ricovero notturno. Calcolate una media, se possibile di 10 metri quadrati per capo (come in allevamento biologico). In caso di problemi di spazio, potreste scendere fino a 2,5 metri quadri per capo (come in allevamento all'aperto), ma sappiate che ciò significherà non poter più contare su di un pascolo verde (perchè i polli lo trasformeranno nel deserto dei Tartari); inoltre, i polli saranno probabilmente più soggetti ad ammalarsi di coccidiosi ed altre malattie parassitarie. Riuscireste però a garantir loro ancora quel minimo spazio che consente a questi animali di godere di benessere psicologico e di espletare tutti i loro comportamenti specifici. Il numero di polli andrà calcolato in base alle nostre esigenze: un gruppo di 8 - 10 ovaiole potrà bastare per il fabbisogno di uova di una famiglia di 4 persone, mentre un piccolo allevamento famigliare di polli da carne potrà essere costituito da due gruppo di 25 animali acquistati in due periodi distinti dell'anno. In caso invece di razze ornamentali, potrebbero bastare anche un gallo e 3-5 galline; in caso di razze nane gli spazi potrebbero pure essere ragionevolmente diminuiti.
  3. Occhio al pascolo. E' una parte fondamentale dell'allevamento. Le galline infatti possono integrare col pascolo anche il 50% della propria dieta, con conseguente risparmio per le vostre tasche e per la salute dei vostri animali. Calcolate, come detto sopra, 10 metri quadri di pascolo per capo. Il prato dovrà esser costituito da piante che sono gradite ai polli - ad es. tarassaco, galinsoga, trifoglio, erba medica, piantaggine, ecc... Per fornire ombra, piantate qualche albero da frutto che non richieda trattamenti antiparassitari: un albero di cacki, per esempio, oppure una pergola di actinidia o di uva fragola. Anche cespugli come il ribes saranno graditi. Nel caso viviate in zone ricche di predatori, potrà essere necessario costruire una recinzione solida e ben congegnata. Per difendervi dall'attacco di volpi e cani, che scavano volentieri, interrate la rete di recinzione per circa 50 cm; lasciatela invece lasca - non tesa - nella parte superiore, in maniera che se gli animali dovessero tentare di scalarla questa si possa rivelare per loro troppo instabile, facendoli così desistere. in caso abbiate invece timore di attacchi di rapaci, pensate a ricoprire il recinto con una buona rete da fagiani.
  4. Una dimora sicura. Il ricovero notturno degli animali dovrà avere determinate caratteristiche che garantiscano loro benessere. Calcolate l'area della costruzione in maniera che sia disponibile un metro quadrato di area ogni 4 animali. Ad esempio, per un gruppo di 8 ovaiole lo spazio minimo per il ricovero degli animali dovrà essere di circa 2 metri quadri, ovverosia uno spazio di due metri per uno. Curate che non vi siano correnti d'aria e spifferi. Un terzo dell'area di base sarà occupata da un posatoio dove gli animali potranno dormire la notte; questo, costituito da listelli di legno ad angoli smussati di spessore di circa 3 cm, dovrà esser posto a circa 50 cm di altezza. Al di sotto del posatoio notturno potrà essere disposto un cassone raccoglifeci per facilitare la pulizia. Utilizzate un fondo in cemento o legno per evitare che alcuni predatori come i ratti possano penetrare nel ricovero scavando una galleria, e disponetevi sopra una lettiera di truciolo depolverato per facilitare le operazioni di pulizia. Nel ricovero notturno troveranno spazio pure i nidi per la deposizione delle uova.
  5. Scegliete attentamente la razza in base alle vostre esigenze. Un'ovaiola ha caratteristiche differenti da un pollo ornamentale così come da un pollo da carne o a duplice attitudine. date se possibile la preferenza a razze locali e/o autoctone, abituate da secoli alle condizioni di vita delle nostre campagne. In ogni caso, tra le ovaiole le migliori sono probabilmente le Livorno commerciali (o "da capannone"), e gli ibridi noti come Isa Warren o Isa Brown. Tra i polli da carne va invece segnalata tutta una serie di ibridi commerciali pesanti, caratterizzati da rapidissimi indici di crescita. Sarebbe però a mio avviso più interessante ed utile dare la preferenza a razze a duplice attitudine e ad accrescimento un po' più lento, come ad esempio Bionda Piemontese, Polverara, Millefiori di Lonigo, Bianca di Saluzzo, Modenese; tra le razze estere invece sono ottime a questo scopo la Plymouth Rock barrata, la New Hampshire, la Rhode Island. Per le razze ornamentali invece non c'è che l'imbarazzo della scelta.

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  7. Scegliete con cura l'allevatore da cui prendere gli animali. Gli ibridi commerciali e le Livorno da capannone le trovate anche nei mercati avicoli, e nel caso delle ovaiole spesso si tratta di animali vissuti nei capannoni e che a fine carriera trovano la strada del mercato piuttosto che quella della pentola. Ma in molti altri casi gli animali vanno cercati col lumicino presso allevatori di fiducia, che possano garantire una buona qualità degli standard (ove previsto) e soprattutto ottime cure igieniche sanitarie agli animali. Iniziare con un gruppo di animali sano e robusto non ha prezzo; se allevate razze ornamentali o da esposizione, vale la pena anche assicurarsi che il ceppo di partenza non sia troppo inincrociato e che gli animali siano davvero in standard (in questo caso, dovete studiarvi bene lo standard della razza che vi interessa!), onde trovarsi rifilate solenni fregature.
  8. Curate l'introduzione dei polli nella loro nuova casa. Se in pollaio non vi sono altri animali, chiudete i polli nel ricovero notturno e lasciateli ambientare per un paio di giorni. Somministrate acqua fin da subito e cibo dal giorno successivo all'acquisto. Se invece ci sono già altri polli, attenzione alle lotte gerarchiche che nasceranno: i nuovi arrivati saranno certamente tartassati dai vecchi ospiti. Teneteli per la prima settimana in una capiente gabbia nel ricovero notturno, in modo che gli altri polli si abituino alla loro presenza. In seguito, lasciate sempre disponibili alcuni trespoli sicuri su cui i nuovi arrivati possano rifugiarsi e allo stesso modo predisponete dei pannelli divisori a "L" per costutuire dei nascondigli visivi. In capo ad una-due settimane la nuova gerarchia dovrebbe essere consolidata. Non introducete mai un gallo adulto in un pollaio che ne ospiti già uno: vi trovereste di fronte a lotte all'ultimo sangue.
  9. Occhio all'alimentazione. L'acqua dovrà essere sempre pulita e quindi andrà cambiata di frequente. Se tenuto nel ricovero notturno, l'abbeveratoio andrà posizionato su una griglia sollevata dal pavimento. Il cibo dovrà essere abbondante ed adeguato alle esigenze degli animali in allevamento, posto in mangiatoie all'interno del ricovero notturno. Ovaiole e pulcini in crescita necessiteranno di alimenti con maggior componente proteica; agli altri animali potremo dare un mangime base costituito da una miscela di granaglie, ad esempio composta per il 50% di mais e per il resto da orzo, avena, farina di soia, sorgo, riso grana verde. Le verdure dovranno far parte della dieta così come le erbe selvatiche, in caso essi non abbiano già il pascolo disponibile, e possibilmente servite agli animali in una rastrelliera sollevata dal terreno.
  10. Prevenire è meglio che curare. Una corretta alimentazione, oltre che essere fondamentale per il benessere dell'animale, può contribuire a prevenire alcune patologie. E' inoltre importante garantire la massima pulizia, cambiando ogni due settimane (o anche più, se necessario) la lettiera del ricovero notturno. In caso di evidenti sintomi di malessere (es. polli inappetenti, con occhi sempre chiusi, piumaggio constantemente arruffato, debolezza, diarrea, ecc...) contattate il servizio veterinario della vostra USL, facendovi indicare il veterinario esperto in avicoli più vicino a voi. La vaccinazioni possono non essere indispensabili, ma una sola è obbligatoria: quella per la pseudopeste. E' sufficiente farsi fare la ricetta dal veterinarioi della propria USL, gratuitamente, e poi acquistare il vaccino che di norma costa pochissimo.
  11. Obblighi legali ed altro. Il pollaio dovrà essere costruito ad una certa distanza dalle abitazioni; tale distanza spesso varia da comune a comune. Informatevi presso la vostra amministrazione, così pure come per l'obbligo di denuncia per la costruzione del ricovero notturno. L'allevamento di polli andrà anche denunciato alla USL: non preoccupatevi, non comporterà controlli nè spese, e vi darà diritto a farvi fare le ricette per i medicinali dalla USl di competenza. Basterà andare al servizio veterinario della USL stessa e chiedere di registrare il proprio allevamento amatoriale per autoconsumo.
Ecco, con questo il breve decalogo è terminato. Per altri argomenti importanti, come l'accoppiamento, la riproduzione, la cova e l'incubazione delle uova, vi invito a consultare il label Avicoltura di questo blog. Alla prossima!


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E' USCITO "IL POLLAIO PER TUTTI", IL NUOVO LIBRO DI ANDREA MANGONI!










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Alcuni polli scorrazzano in un campo di grano. Foto di Andrea Mangoni.