Biodiversità in campagna: i voli autunnali della bella Vanessa atalanta.

Il delicato arazzo della facciata posteriore delle ali della Vanessa atalanta. Foto di Andrea Mangoni.

Passeggiando nel mio pollaio, sotto le vigne che ombreggiano i recinti, ci si accorge che i grappoli d'uva scampati alla vendiemmia e... all'appetito delle galline non attirano solo vespe e calabroni. Anche una grossa farfalla dalla vivace livrea nera, rossa e bianca è calamitata dai frutti fermentati. E' la grande e bella atalanta (Vanessa atalanta), uno dei lepidotteri più longevi del nostro Paese: pensate che può superare la bell'età di 9 mesi! Moltissimi pensano infatti che le farfalle vivano solo pochi giorni, ma per molte di esse non è così: l'atalanta ne è un magnifico esempio.

C'è infatti un motivo per cui essa è una delle ultime farfalle a mostrarsi, in autunno: essa trascorre infatti in ibernazione tutto l'inverno, nascondendosi dentro tronchi cavi, dietro i rampicanti, sotto le tegole o nei ripostigli degli attrezzi. In primavera sarà tra le prime a riappèarire, attirata dalle prime fioriture, come quella del salice cenerino o del salicone.

L'atalanta si sviluppa a scapito di una pianta molto comune ed in genere malvista: l'ortica. Ma a differenza dalla parente Inachis io, le cui larve vivono in grandi gruppi, l'atalanta depone le sue uova singolarmente, ed i bruchi neri irti di spine arrotolano le foglie per costruirsi un rifugio che serva contemporaneamente da dispensa e da difesa nei confronti dei predatori. Ma la loro speranza spesso è vana: alcuni piccoli imenotteri parassiti riescono ad arrivare al bruco e a deporre in esso le loro uova. le larve dell'imenottero divorano lentamente il bruco dall'interno, causandone così la morte.

In ogni caso, un buon numero di essi riuscirà a diventare adulto e a continuare questa stirpe di prodi aviatori, in grado di compiere spettacolari migrazioni come alcuni dei loro congeneri.

Per attrarla in giardino, oltre alla classica buddleja, non dimenticate di lasciare qualche frutto un pò troppo maturo in un angolo del giardino: queste farfalle sono infatti ghiotte dei succhi che trasudano dalla frutta fermentata. La fioritura dell'edera, poi, sarà di fondamentale importanza per fornire loro le ultime energie prima dell'ibernazione. E se avete un piccolo spazio inutilizzato e soleggiato, provate a lasciarvi crescere le ortiche liberamente: se è vero che le farfalle sono bellissime, i loro bruchi devono pur mangiare!!

La colorata livrea della Vanessa atalanta. Foto di Andrea Mangoni.

3 commenti:

Marius Lixandru ha detto...

Complimenti per il blog Andrea. Per quanto riguarda questa fantastica farfalla in estate il mio giardino se ne riempie totalmente. Ho notato che si trovano tutte e dico proprio tutte intorno ad una pianta di fico. Forse è dovuto a qualche fico caduto a terra che emana quel forte odore di fermentazione? Ti dirò di più in ogni casa di campagna dove c'è un fico è pieno di queste farfalle. La cosa strana e che non hanno paura dell'uomo. Mi capitò un estate di mangiare fuori all'aria aperta con un bel tavolo sistemato e queste farfalle addirittura si mettevano sui capelli o sulla spalla di qualche persona senza la minima paura..mi sono chiesto sempre come mai?

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Marius e grazie per i complimenti! le vanesse Atalanta sono insetti poco paurosi e piuttosto aggressivi, in certi casi, e amano nutrirsi come molti altri ninfalidi e satiridi sulla frutta in decomposizione quando inizia a fermentare e a produrre sostanze alcoliche. A volte giungono ad attaccare insetti predatori come vespe e calabroni se solo provano ad avvicinarsi al frutto dove queste farfalle si stanno già nutrendo. Amano anche sostanze salate, e possono posarsi a volte sulla pelle o sui vestiti se credono di poterne suggere un po' di sudore.
ciao!.

Marius Lixandru ha detto...

La natura mi sorprende sempre di più! Tutto questo è semplicemente meraviglioso, grazie delle delucidazioni Andrea!