giovedì 17 gennaio 2013

La mia campagna - La mia campagna d'inverno, tra problemi e speranze.


I fossati sono in secca... Foto A. Mangoni.

La campagna è silente, in questa mattinata grigia e fredda. Ma, nonostante tutto, non è triste. è solo una campagna addormentata, che aspetta di svegliarsi. Sembra quasi una vecchia signora rintanata sotto una coperta di erba e foglie secche, dorate e friabili. Ma è una campagna che soffre per la mancanza di un elemento che per tanti anni ne è stato vita e sangue: l'acqua. 

Lo scorso anno, per la prima volta da che io avessi ricordo, i fossati erano rimasti miseramente vuoti per tutto l'inverno e la primavera. Tristemente, terribilmente, irreversibilmente vuoti. I fossati, che sono l'anima di queste campagne, serbatoi di Vita per le vite che li circondano. Avevo sperato che questo autunno e questo inverno facessero tornare la situazione alla normalità... ma invano. ancora una volta sono secchi, aridi e desolanti, una strada di foglie secche che si snoda tra filari di alberi secolari capitozzati. I vecchi guardiani verdi sono immobili, le lunghe radici non fanno loro temere la mancanza d'acqua, ma non si può dire lo stesso degli altri abitanti delle rive. 

Un vecchio salice capitozzato. Foto A. Mangoni.

Penso a tutta quella straordinaria fauna dulciacquicola che ne era strettamente dipendente... penso a libellule, tritoni, coleotteri e cimici d'acqua. Già decimati dall'arrivo
del gambero rosso, ora si trovano nuovamente in estremo pericolo. L'unico vantaggio dell'avere i fossati in secca potrebbe essere l'occasione per scavarli nuovamente, rendendoli profondi come erano un tempo, prima che anni di incurie li facessero quasi interrare. Ma ci vorrebbero tempo e fatica. Se la seconda non rappresenta un problema, il primo invece lo è, e molto. Vedremo cosa riusciremo a fare.

Cannuccia palustre (Phragmites australis). Foto A. Mangoni.


In un altro fossato la minaccia parrebbe essere un'altra. negli ultimi anni infatti si è fatta strada inesorabilmente la cannuccia palustre (Phragmites australis), che sta invadendo le rive e che potrebbe invadere anche l'alveo del corso d'acqua... qualora mai l'acqua tornasse. Non mi dispiacerebbe un angolo di canneto, aiuterebbe tanti uccelli selvatici nella nidificazione, ma non vorrei che finisse per creare più danni che altro. Ricordo, qualche anno fa, una magnifica anatra selvatica coi suoi piccoli, perfettamente mimetizzate tra le cannucce brune fruscianti nel vento... Non resta che tenerle d'occhio, monitorandole con attenzione e in caso  limitandone la presenza in una sola parte del fossato. 

Mela selvatica. Foto A. Mangoni.
Sempre lungo questo fossato, una piccola, deliziosa scoperta: un vecchio albero carico di piccole mele selvatiche, di pochi centimetri di diametro. Una meraviglia, non me ne ero mai accorto. I frutti sembrano tante palline di Natale rimaste come decorazione dopo le ultime feste. Ne ho raccolto alcuni piccoli frutti, per raccoglierne i semi e piantarli: vediamo se mi riuscirà di ottenere delle belle piante da usare come portainnesto o - perché no? - da inserire nelle mie rive come ulteriore attrattiva per la fauna selvatica. 

Coloratissimi funghi che crescono sugli alberi. Foto A. Mangoni.


Mentre ritorno a casa, un lampo arancione spezza i verdi, i marroni e i grigi di questa mattina in campagna. Sono funghi, coloratissimi e bellissimi, che si spenzolano arditamente dai meandri di un salice capitozzato ormai morente. L'ultimo scatto della giornata è per loro, belli e insoliti, tanto da sembrare un'astronave. Che il futuro di questa campagna possa essere luminoso e caldo come loro. 

Funghi o astronavi? Foto A. Mangoni.

2 commenti:

#Near_Miss# ha detto...

questa è poesia..
speriamo che l'acqua torni, abbondante, al più presto..

Andrea Mangoni ha detto...

Grazie mille cara! Speriamo che ritorni,mi piacerebbe mostrare a mio figlio quegli scrigni di vita che erano i nostri fossati in piena.