domenica 27 gennaio 2013

Appunti di Avicoltura - Come riparare un uovo incrinato destinato all'incubazione.

Un uovo incrinato. Si può ancora incubare con successo? Forse sì!

Prima speratura. Le uova incubate sono preziose, sono infatti le prime di quella che potrebbe rivelarsi una nuova varietà di Polverara, la mottled. L'uovo viene avvicinato alla lampadina, il minuscolo embrioncino sobbalza nel suo oceano di albume, sospeso su una ragnatela di vasi sanguigni. Evviva, l'uovo è fecondato! E poi...

CRASH.

L'uovo è scivolato dalle mani dell'allevatore - goffo e pasticcione - ed è caduto sul portauovo dell'incubatrice, procurandosi una brutta e profonda crepa sul guscio (foto 1). Tutto è perduto, quindi? 
No, per fortuna non è così. Diciamolo subito: non tutte le rotture del guscio si possono riparare con successo. Ma c'è un caso in cui vale la pena tentare, ed è quando si rompe il guscio, ma la cuticola e le membrane testacee
sottostanti rimangono intatte e non si ha fuoriuscita di albume dall'uovo. In questo caso, se l'uovo è sufficientemente pulito, si può fare un tentativo per ripararlo e continuare l'incubazione, evitando così di gettare al vento una vita preziosa. Ma svelti, occorre agire rapidamente per scongiurare il pericolo di contaminazione batterica!

Iniziate col porvi  in una stanza buia, e accendete una lampadina portatile o uno sperauova dietro l'uovo, in corrispondenza della rottura: la luce evidenzierà, come una sottile ragnatela luminosa, tutte le crepe presenti, anche le più invisibili. Con delicatezza, quindi, coprite le crepe con un velo di colla vinilica e, se si fosse prodotta anche una profonda ammaccatura, come in questo caso, riempitela di colla fino al bordo (foto 2).

La crepa viene ricoperta da uno strato di colla vinilica...

Quindi, con molta delicatezza, col dito livellate la colla togliendo quella in eccesso. La colla vinilica livellata si asciugherà in pochi minuti, formando una barriera contro i batteri. Nel caso di ammaccature profonde, in cui la colla impiegherebbe più tempo ad asciugare, si può utilizzare un piccolo pezzo di carta assorbente da posizionare sopra la colla (come nel nostro caso) per sigillare la fossa (foto 3). Ovviamente le uova così trattate rimangono fragili e vanno osservate attentamente, in modo da toglierle qualora l'embrione morisse. Altrettanto importante è sottolineare che la loro fragilità le rende inadatte ad essere fatte covare da una chioccia, mentre possono essere incubate artificialmente senza problemi, meglio se con una incubatrice ad alveoli verticali.

...La quale viene livellata e ricoperta, nella fossa più profonda, con carta assorbente.

Ecco, questo è quanto. Un tempo per ottenere un risultato simile si sovrapponeva all'uovo incrinato un mezzo guscio di un altro uovo di dimensioni simili; il problema della carica batterica però restava, oltre a  rendere più difficili gli scambi respiratori per l'embrione. Il sistema della colla vinilica invece può essere usato senza particolari remore, con le attenzioni viste sopra. Anche se non sempre l'embrione sopravvive al trauma, personalmente l'ho usato con successo più volte. E in questo specifico caso, ha funzionato oppure no? La risposta l'ho avuta stamattina, e la potete vedere nella foto qui sotto... Buon allevamento, e siate meno pasticcioni di me! 

Il pulcino di Polverara macchiettata nato dall'uovo incrinato. Questa volta è andata bene!

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E' USCITO "IL POLLAIO PER TUTTI", IL NUOVO LIBRO DI ANDREA MANGONI!
Il pollaio per tutti, Andrea Mangoni, Vallardi Editore
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7 commenti:

Ortobello Road ha detto...

Bravo Andrea, sei riuscito a salvare il piccino!
ciao Pat

Andrea Mangoni ha detto...

...diciamo che intanto sono riuscito a farlo nascere! Ora speriamo di farlo crescere e di vederlo diventare grande e forte. ciao!

Vera ha detto...

Pulcino fortunato!
Ha rischiato di diventar frittata ma è nato.

Carlo ha detto...

Buonasera Andrea, complimenti per il tuo blog che seguo da tempo. mi presento sono Carlo é sto cercando di allevare la gallina leccese ma a seguito di un allagamento, da circa sessanta pulcini che avevo, sono rimasto solo con due femmine che spero a giorni inizino a deporre.Purtroppo procurarsi un galla di tal razza e difficile tanto forse solo a giugno riusciro a procurami qualche altro esemplare. Nel frattempo cercherò almeno di avere degli imbridi. Potresti spiegarmi e spiegarci magari come ricostruire (sempre se possibile)una razza mediante incroci e come preparare un confortevole nido per la cova naturale. Grazie

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Carlo,
intanto in bocca al lupo per la tua impresa, e complimenti per esser riuscito ad allevare la Leccese. Quando avrai un bel gruppetto puro di questi animali ti prego di farmeli vedere tramite foto. Ti ringrazio inoltre per la richiesta, ti prometto che prossimamente in due diversi post mi occuperò delle tue richieste, molto interessanti. ciao!

Anonimo ha detto...

fantastico!!!! utile e soprattutto porta a pensare positivo!!! grazie!!!! susanna

Andrea Mangoni ha detto...

Grazie a te Susanna! Sì, un'esperienza finita bene porta ad essere più positivi. ciao!