Il giardino naturale: ma se si abita in condominio?

Fiore di clerodendro. Foto di Andrea Mangoni.

L'idea di un giardino secondo natura è bellissima, ma spesso ci si scontra con una realtà ben differente, quella di appartamenti con a disposizione una terrazza o solo un piccolo giardino condominiale.

E' questo, da alcuni mesi, anche il mio caso: se da un lato mi rimane sempre l'amata campagna dietro la casa dei miei, è pur vero che oramai da mesi vivo in un piccolo appartamento dotato di terrazzo e con un fazzoletto di giardino condominiale da gestire in comune con gli altri vicini. Che cosa dovrebbero fare, quindi, quelle persone che, come me, non hanno (o non hanno più) grandi spazi a disposizione?

Innanzitutto, mai disperare! Si possono ottenere ottimi risultati anche con pochissimo spazio, e persino se si ha a disposizione solo un terrazzo! L'importante è non perdersi mai d'animo, ma sfruttare al massimo ogni chance.

Artomatiche in terrazzo. Foto di Andrea Mangoni.Nel mio condominio le uniche piante apparentemente rilevanti sono due olivi, un albero di giuggiole ed una palma. Nulla di troppo esaltante, dunque, però è anche presente una bella aiuola con varie erbe aromatiche: rosmarino, salvia, mentuccia, e persino una sparuta pianta di lamponi. Rosmarino, menta e salvia sono, oltre che ottime fornitrici di sapore per la cucina, anche ottime produttrici di generose (seppur limitate nel tempo) fioriture, che possono attirare e nutrire numerosi insetti, soprattutto imenotteri e lepidotteri (come ho potuto scoprire durante la recente migrazione delle Vanesse). Il lampone (Rubus idaeus), invece, oltre alle fioriture ed ai frutti profumati, può offire anche le proprie foglie, molto appetite ai brichi di svariate specie di lepidotteri. Alla base delle romatiche, poi, ci sono numerose piantine di viole, che in primavera si rivestono di fiori che sembrano scvampoli di velluto scuro. Io lo ammetto, ci ho messo del mio... ho infatti piantato un piccolo cespuglio di lavanda, per godere delle sue fioriture, del suo profumo e per fornire qualche altra attrazione per le farfalle, ed infine delle piantine di basilico, i cui fiori vengono spesso visitati dagli imenotteri.

Sempre per la gioia delle farfalle, ho piantato in una zona riparata un piccolo clerodendro (Clerodendrum sp.) ed un caprifoglio arbustivo (Lonicera sp.). Non si tratta di piante "ortodosse" per il giardino delle farfalle, perlomeno il clerodendro... ma ho notato che i suoi fiorellini tubulari sono spesso apprezzati dai lepidotteri diurni. In un angolo soleggiato ho invece piantato dei gigli che fanno da riparo ad alcune pianticelle di beccabunga (Veronica beccabunga), trovate in un prato veneziano, che in verità non sembrano molto intenzionate a sopravvivere, ma chissà...

Il terrazzo, dicevamo. Ovviamente ho anche qui delle aromatiche: timo, basilico, nepetella e balsamita, tutte dalle fioriture molto apprezzate dagli imenotteri. Ma ci sono anche cose più interessanti, come lo spazio per una serie di piante autoctone.

I vasi dei miei esperimenti. Foto di Andrea Mangoni.Ad esempio, sto usando alcuni vasi come seminiere per le mie nuove piantine di margherita dei campi, trovate lungo una strada di campagna; ma per godere in maniera differente delle spontanee, ho utilizzato un grande vaso, riempito per tre quarti di terreno "di scarto" prelevato da altri vasi, e vi ho piazzato sopra alcune piccole zolle prelevate lungo una strada abbandonata, e ospitanti margherite, caglio zolfino, cagliolo e trifoglio rosso; l'effetto finale sarà quello di avere in terrazzo una fettina di prato spontaneo in miniatura, con la possibilità di venire sorpresi dalla nascita di una pianticella inaspettata; in più le piante prelevate con la zolla hanno avuto ben pochi problemi di attecchimento, ed hanno continuato a fiorire e a produrre semi che utilizzerò per reintrodurre alcune essenze spontanee nella mia campagna. Oltre a questi c'è anche un vaso con delle belle iris (Iris germanica), ricordo di un viaggio in Toscana, e delle roselline mignon.

Volendo, potrei anche sistemare in terrazzo un grande vaso con qualche cespuglio, come ad esempio prugnolo, buddleja o biancospino, e persino qualche alberello come farnie e olmi, educati con frequenti potature... ma al momento basta così, anche perchè già ora le ferie potrebbero risultare un periodo problematico. In futuro... chissà? Magari anche un piccolo stagno pensile...

L'aiuola delle aromatiche. Foto di Andrea Mangoni.

2 commenti:

manu' ha detto...

Ciao Andrea oggi sono di pessimo umore,ho ceduto all ennesima lamentela della PADRONA di casa ed ho estirpato tutte le mie amate Calendule e le Gaillardie.. :{ non ho parole...le piante che sfioriscono danno troppo fastidio,detesto questo modo di vedere le cose........non riesco a trovare una spiegazione di questo accanimento verso le mie cose...e i due cespuglietti di lavanda?
"ah non so neanche cos'e',non li conosco io i fiori,mettila la',la dietro"....certo,come fosse un mobile,lo prendi e lo sposti....RABBIA!!!!!!!!

Andrea ha detto...

Ciao cara,
...e che ti posso dire? purtroppo hai la scarogna di ritrovarti con una padrona di casa indegna... a questo punto forse ripiegherei sulla coltivazione in vaso sul davanzale...
forza e coraggio! vedrai che prima o poi avrai un giardino tutto tuo dove fare ciò che vuoi!!