Il giardino naturale: le viole selvatiche, araldi di primavera.

La delicata bellezza di Viola Tricolor. Foto di Andrea  Mangoni.

Tutti gli anni, con l'arrivo di febbraio, la campagna si trasforma in un arazzo azzurro e porpora: il lamio e la veronica esplodono infatti in un tripudio di fiori delicati che fanno diventare l'erba un enorme quadro astratto. Ma tra i fiori della primavera, quelli che mi piacevano forse di più non crescevano ovunque: bisognava andarli a cercare lungo il ciglio dei fossi, riparati dall'ombra dei salici. In quell'ombra, le viole mostravano tutto il loro splendore, anche se solo avvicinandosi a carponi si poteva apprezzarne il delicato e sottile profumo. Le viole che prosperavano sotto gli alberi erano di colore pallido, delicato, vagamente anemico; erano una vera delizia di primavera, tanto che alla fine qualche anno fa le ho portate a casa e trapiantate in giardino, in una piccola aiuola dove i miei cani ne hanno - haimè! - fatto scempio.

Avevo pensato di portarle anche qui, nel giardino della palazzina in cui abito ora; ma ho scoperto, con enorme piacere, che anche qui le viole selvatiche crescono in gran numero. Sono di un colore intenso, con petali che sembrano velluto scuro e foglie cuoriformi opulente e ricche. Vederle sbocciare in questo rettangolino di terra mi ha dato un'immansa gioia, è stato come ritrovare un amico d'infanzia.

Il colore intenso e vellutato di una viola. Foto di Andrea Mangoni.

Le viole annoverano decine di specie, ma tra quelle selvatiche la viola canina (Viola canina) e la viola mammola (Viola odorata) sono tra le perenni più diffuse in campagna. La seconda, in particolar modo, è probabilmente la viola selvatica più profumata del nostro Paese. Sebbene possano essere riprodotte da seme, si moltiplicano vegetativamente benissimo tramite stoloni, che portano alla propria estremità le nuove pianticelle. Basterebbe semplicemente ripicchettarli sul terreno per esser certi di ingrandire, anno dopo anno, il proprio gruppo di violette selvatiche. Preferiscono i terreni ricchi ed in ombra, ma si adattano anche a zone marginali ghiaiose, dove formano gruppi isolati piuttosto folti. Nei prati ombrosi, invece, possono tappezzare piccole aree con un meraviglioso "effetto patchwork" di colore all'epoca della fioritura primaverile.

La viola del pensiero selvatica (Viola tricolor), annuale, è anch'essa diffusissima un pò ovunque, con mille colori e forme, e la sua leggiadria fa impallidire, ai miei occhi, qualunque fascino possa esser associato ai suoi opulenti e selezionatissimi discendenti che si possono trovare in commercio. Rispetto ad altre viole, fiorisce per tutta la bella stagione. Si possono raccogliere tranquillamente a fine fioritura le capsule contenenti i semi, facendo attenzione che non ci... esplodano fra le dita! Infatti tendono ad aprirsi violentemente alla minima pressione, se mature, e a lanciare i semi in esse contenuti ad una certa distanza. Seminateli su un terriccio ben drenato, senza sotterarli, ma limitandovi a pressarli leggermente sulla superficie del terreno. Vedrete che non dovrete aspetatre molto, per avere delle splendide pianticelle fiorite.

Un'isoletta di viole è cresciuta sul margine di un sentiero di ghiaia. Foto di Andrea Mangoni.

3 commenti:

Lucenera ha detto...

Ciao bello il tuo blog, volevo dirti che ho inserito una di queste foto con le viole per accompagnare una poesia nel mio blog,se ho infranto copyright dimmelo e la tolgo subito.
Fammi sapere presto :)

Andrea ha detto...

ciao Lucenera,

complimenti a te! non preoccuparti, ti do tranquillamente il permesso di usare senza problemi la mia foto.
buona continuazione!

Lucenera ha detto...

Grazie mille,sei gentilissimo =)