Alcune razze di gallina possono vivere benissimo anche in giardino.
Gallina Padovana Gran Ciuffo o Padoue, camosciata. Foto Andrea Mangoni.
Recentemente la nostra amica Veronica mi ha fatto in un commento la seguente domanda:

Abito in campagna da pochi mesi nella casa di famiglia che era stata vissuta solo nei mesi estivi. Abbiamo un po' di terra, galline (che però non curo io ma la mia vicina). Sono da sempre attratta da questi animali e vorrei in primavera adottarne una "da compagnia". Vorrei tenerla nel mio giardino, libera. Suggerimenti sulla razza?

Visto che questa domanda mi è stata posta in privato da altri lettori, voglio presentarvi brevemente 5 razze che personalmente credo possano rappresentare un buon compromesso tra bellezza, produttività ed autosufficienza.

Iniziamo col dire immediatamente che spesso polli e giardino rappresentano un binomio assai poco gestibile. I polli razzolano, distruggono fiori e piante, non hanno mai imparato ad usare la toilette, richiedono cure specifiche. Tutto verissimo. Ma esistono parecchie razze che possono ugualmente darci più di una soddisfazione, per via del loro carattere mite, delle loro dimensioni, del loro comportamento; alcune sono più robuste e altre invece meno, alcune razzolano ed altre no, alcune sono nane ed altre giganti, alcune sono belle ed altre bellissime. I polli nani in maniera particolare sono spesso stati
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La natura non è morta. Essa vive e cresce. Tutto ciò che l'uomo deve fare è convogliare queste immense forze nascoste nella produzione [...]. Purtroppo, invece che usare questo enorme potere, la gente ha deciso di distruggerlo.
Masanobu Fukuoka

Immagina. 
Immagina che le piante del tuo giardino producano frutta senza che tu faccia nulla per loro. Senza potature, senza attenzioni, senza nulla.
Immagina di coltivare un campo senza arare, o un orto senza sarchiare. 
Ora guardati indietro, e scoprirai che qualcuno ha già provato ad ottenere tutto questo. Si chiamava Masanobu Fukuoka, e vi ho già parlato di lui in passato, qualche anno fa, quando se ne è andato alla verde età di 95 anni. Si trattava di un uomo che ha cercato per tutta la sua vita non di piegare la Natura ma di piegarsi ALLA Natura, nel suo nativo Giappone. 
Il titolo di questo libro è, in effetti, fuorviante. Fuokuoka col metodo di coltivazione biologica aveva poco a che vedere, il suo approccio era molto più radicale. Si poneva infatti di fronte alla Natura con lo sguardo più di un fedele (in senso religioso) che di un agricoltore.
Qual'era la sua filosofia di base? L'idea di partenza era quella di osservare come

Gallo di Polverara. Foto Andrea Mangoni.

Quando mi sono messo a scrivere questo post, volevo augurare a tutti un bellissimo, felicissimo e bianchissimo Natale.
Ma qui la neve non c'è. Nemmeno un fiocco. C'è un sole splendido, ma come fare per trovare il classico Bianco Natale?
E così ho cercato il bianco, e l'ho trovato.

Ho trovato il bianco nel candore opaco e nuovo del piumaggio del mio gallo di Polverara. Un animale selvaggio, fiero, indistruttibile. L'anno scorso un brutto malanno al piede mi ha fatto disperare di poterlo salvare; si è riassestato da solo, dopo che le medicine avevano potuto poco o nulla, continuando poi imperterrito a riprodursi e a fare il padrone del pollaio. Vi auguro un Bianco Natale e un nuovo anno fieri e possenti come lui, che vi facciano vibrare in ogni fibra del vostro essere.

Mais Biancoperla. Foto Andrea Mangoni.

Ho trovato il bianco nella vitrea opalescenza dei chicchi di mais "Biancoperla", antica varietà veneta di cui sono finalmente riuscito ad avere qualche pannocchia da usare per la semina del prossimo anno. Sono pochi grani, ma rappresentano un'eredità diretta con tutto quel mondo agricolo che fino agli anni '60 continuava a resistere nelle nostre campagne. Vi auguro un Bianco Natale e un nuovo anno ricchi e pieni di tradizione e ricordi, belli e meno belli, perché il passato possa farvi da monito e guida nella ricerca del futuro.

Soprattutto, ho trovato il bianco nel candore dello sguardo di mio figlio Pietro. Occhi candidi e puri che guardano il mondo con sorpresa, voglia d'avventura, affetto e Amore. Vi auguro un'intera Vita ricca e piena di quell'Amore che permea tutto il suo sguardo e tutto il suo essere. 

A tutti voi, di cuore, Felice Bianco Natale. 

L'Infinito.

 Rullo di tamburi! Eccoci arrivati al sesto - ed ultimo  - Carnevale della Biodiversità, questa volta ospitato da OggiScienza. Qui troverete tutti gli interventi dei partecipanti a questa edizione.
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Parenti Serpenti. Accidenti, quante cose da dire, potenzialmente! Di cosa parlare? Dei gamberi d'acqua dolce europei, scalzati dai fiumi e dai torrenti dall'infido parente Procambarus clarkii o gambero della Louisiana, che oltre a cibarsene li fa ammalare trasmettendo la peste del gambero? Parlare degli imenotteri Crisidi e di come cleptoparassitizzano innumerevoli specie di altri imenotteri? O degli imenotteri Icneumonidi che parassitizzano altri imenotteri, i Siricidi? No, per l'ultimo appuntamento col Carnevale voglio raccontarvi una storia di biodiversità zootecnica e di come questa possa risultare intricata ed affascinante quanto un romanzo.
Si tratta della storia di due lontane parenti, che si rincorrono da secoli rubandosi primogeniture, nomi e patrimonio genetico: sono la Gallina di Polverara e la Gallina Padovana a Gran Ciuffo.

A Polverara rooster. Photo Andrea Mangoni.
Primo piano di un gallo di Polverara. Foto Andrea Mangoni.
C'era una volta una gallina.
Viveva nell'Europa dell'Est, in un pollaio, quando uno studente decise di infilarla in una stia e di rapirla dalla sua bucolica felicità. Era una bella gallina, grossa, con un vistoso ciuffo di penne in testa; lo studente l'avrebbe utilizzata come produttrice di uova - e in caso estremo come viatico - durante il lungo viaggio che lo avrebbe portato a Padova a studiare, alla
Natrix natrix. Foto Andrea Mangoni.
È arrivato Dicembre, e come tutti sapete sta per arrivare una data importantissima. Natale? Ma no! Qualcosa di molto più interessante e che comporta molti meno regali: la VI edizione del carnevale della Biodiversità si terra' infatti tra pochissimo, il 12 Dicembre.
Una caratteristica in comune col Natale pero' questo carnevale ce l'ha: ha a che fare coi parenti.
Il tema, come sempre provocatorio per stimolare l'inventiva di chi scrive e la curiosità di chi legge, sarà infatti:

PARENTI SERPENTI

e il blog ospite sarà il popolarissimo Oggiscienza.
Sssssssiamo molto curiosi di vedere cosa ci aspetta in questa sssssesta edizione!
Ecco intanto i link alle passate edizioni:

I – Infinite forme bellissime
II – Biodiversità e adattamenti
III – Le dimensioni contano
IV – Alieni tra noi
V – Nicchie estreme

FAQ:

D. Ho un blog in cui parlo di biologia e vorrei partecipare, come faccio?
R. Semplice, manda una email di adesione a questo indirizzo e il comitato direttivo valuterà la candidatura (per mantenere alti gli standard siamo costretti a fare una minima selezione, della qual cosa ci sentiamo comunque molto in colpa). Chi ha già partecipato verrà invece contattato in privato dal Comitato.

D. Non ho mai partecipato alle precedenti edizioni, posso partecipare a questa?
R. Certamente, tutti i bio-blogger sono benvenuti

D. A chi mando il mio post dopo che l’ho scritto?
R. I contributi al Carnevale vanno inviati a Stefano Dalla Casa, uno degli autori di Oggiscienza, a questo indirizzo.

D. Entro quando posso mandare la mia candidatura per partecipare?
R. Possibilmente entro il 5 Dicembre

D. Entro quando posso mandare il mio post per l’inclusione nella rassegna del Carnevale?
R. Entro e non oltre il 10 Dicembre, per dare tempo ad Andrea di leggere il post e recensirlo nella rassegna. Ritardi nell’invio del post potrebbero portare all’esclusione dal Carnevale

D. Ho una domanda sul Carnevale e vorrei discuterne in privato, con chi posso parlarne?
R. Puoi rivolgerti ad uno qualsiasi (o a tutti e tre in CC) del comitato direttivo, Livio Leoni, Marco Ferrari o Lisa Signorile.
Quali sono i dieci articoli più letti di sempre di questo blog? Ovviamente il risultato è in perenne cambiamento ed è visibile nella colonna di destra in qualunque momento, ma oggi voglio vedere meglio con voi cosa più ha richiamato fino ad ora l'attenzione del nostro pubblico. Quindi rullo di tamburi, ecco che si va ad iniziare!

Il post più letto - e commentato! in assoluto riguardo l'utilizzo migliore della piccola incubatrice manuale covatutto 16. Pare che in tanti abbiano trovato utili i consigli contenuti in questo post, che si riconferma il più letto di tutto il blog. A quanto pare, più di qualche pulcino gli deve la sua nascita...
Irene, gallina Polverara bianca. Foto Andrea Mangoni.
Quando, un paio di giorni fa, l'avevo trovata abbacchiata sulla mangiatoia, inerme, avevo immediatamente capito che non sarebbe arrivata a mattina. Era magrissima, tutta penne e ossa, e nelle ultime settimane era dimagrita e peggiorata sempre più. 

Irene, gallina Polverara bianca. Foto Andrea Mangoni.

Irene se n'è andata così, di notte, sul posatoio notturno che per tanti anni aveva caparbiamente dominato. Era un animale dal carattere forte e deciso, battagliero, ed era pure straordinariamente sana. Era molto probabilmente la mamma di Leonida, e pure di Pippo, mio attuale riproduttore; in questo senso, il suo sangue scorre praticamente in tutte le Polverara di ceppo Rossetto ancora esistenti. Dotata - come la propria madre, di lunghi e sottili speroni, aveva continuato
Coppia di Robusta Lionata. Foto di Susanna Paolillo.
Il Veneto è da sempre una regione dalla spiccata vocazione per l'Avicoltura. Le razze ed i ceppi autoctoni selezionati dalle popolazioni contadine sono statti numerosi, e quanto mai vari per forma, dimensioni, indirizzi selettivi. Ma vi sono stati anche dei tentativi di formare, in maniera forse artificiale, delle nuove razze avicole partendo da razze straniere; questi lavori di selezione, che vennero attuati dalla Stazione di Pollicoltura di Rovigo attorno al 1965, sfociarono nella formazione di tre nuove razze sintetiche: la Robusta Lionata, la Robusta Maculata e l'Ermellinata di Rovigo. E proprio della prima di esse vorrei parlarvi oggi.

La Robusta Lionata nasce dall'incrocio tra la Orpington fulva e la White America, e dal successivo meticciamento degli F1; Si scelse di privilegiare animali a mantello fulvo e coda nera, che da pulcini presentavano il piumino della testa fortemente maculato. Proprio questa caratteristica fece propendere i selezionatori per affibbiarle il nome di Robusta Lionata: era un modo per omaggiare l'esperto avicolo A. Taibell, che negli anni '30 e '40 aveva coniato il termine "lionata" per definire una livrea fulva a coda nera più o meno uniforme, caratterizzata dal piumino picchiettato dei giovani pulcini che ricordava il mantello dei leoncini neonati.

Si tratta di polli dalla corporatura... robusta, come dice il nome; il colore è un fulvo più possibile uniforme, sono ammesse tracce di nero sulla mantellina. La coda ha penne che
Gallo nero di Polverara. Foto Leonardo Bezzegato.

@ Vi ricordate il galletto di cui vi ho parlato qualche mese fa, Boyz II Men? Bene, quest'estate dei giovani allevatori del Piovese, Leonardo, Michele e Federico, mi hanno chiesto se avevo degli esemplari cedibili, e alla fine dopo aver parlato con loro mi sono convinto a dargli proprio quel giovane gallo. Non avendo femmine pure disponibili, ho cercato di trovare delle belle pollastrine F1 (incroci cioè di prima generazione) figlie proprio di quel galletto con una bella gallina cucca. Ovviamente ho garantito loro massimo appoggio nella selezione della futura prole, in maniera da ricostituire nel giro di poche generazioni tutti i caratteri della Polverara. Sono stato perciò felicissimo di poter vedere sul loro blog qualche immagine di questi animali a distanza di alcuni mesi! E sono stato ancor più felice di vedere quanto e come fosse cresciuto quel piccolo gallo! E' diventato proprio un magnifico animale, certo
Ecco in un breve video quella che è la situazione del pollaio in questo autunno così altalenante. Si possono osservare vedere bene le Boffe nel loro nuovo ricovero, le Polverara, le anatre mute di Barberia e i tacchini. E' un piccolo viaggio virtuale nel mio allevamento, spero vi possa interessare. A presto!

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AVICOLTURA E BIODIVERSITA': LETTURE PER SAPERNE DI PIU'

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Una delle femmine di anatra muta di Barberia. Foto di Andrea Mangoni.

Comunicazione di servizio... come da titolo, cedo esemplari (coppie ed eventualmente alcuni giovani) di anatre mute di barberia. Animali di taglia medio piccola, ottime covatrici e madri, capacissime di volare, e - lo ammetto - molto gustose. Ne potete osservare alcuni esemplari nei miei video. Se interessati potete contattarmi a info@oryctes.com per qualunque tipo di informazione. ciao!
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Lunedì 17 ottobre sono iniziati i nuovi corsi di Botanica e Giardinaggio che tengo per conto dell'Università Popolare di Camponogara

Il corso di I livello, che conta ben 24 iscritti, cercherà di dare agli studenti delle nozioni di base per affrontare l'avventura del giardinaggio e dell'orticoltura nel migliore dei modi. Parleremo del terreno e delle sue caratteristiche, di concimazione, di natural gardening, di progettazione del giardino, e delle varie piante che lo abiteranno; apriremo una finestra sulle modalità di riproduzione delle piante, e delle tecniche ad essa collegate (talea, margotta, innesto, conservazioni dei semi); vedremo le caratteristiche delle principali piante orticole e accenneremo a tecniche di coltivazione poco note a molti (agricoltura naturale, sinergica, permacoltura), ed infine cercheremo di trattare la gestione dell'olivo e di altri alberi da frutto.

Meno numerosi ma comunque molto motivati gli studenti del corso di II livello: con loro affronteremo il mondo delle piante d'appartamento, delle bulbose, del giardino roccioso e dello stagno; parleremo della coltivazione delle principali tipologie di fruttiferi, compreso qualche albero da frutto meno comune; infine, faremo un viaggio visrtuale in alcuni dei più bei giardini del Veneto, per poterli ammirare e scoprirne i segreti.

Insomma, anche quest'anno un'avventura entusiasmante, che mi terrà occupato tutti i lunedì sera per i prossimi mesi! Un grazie enorme a tutti gli studenti che mi accompagneranno in questo viaggio, spero che possiate trovarlo utile e proficuo! A presto!

PS Sebbene le iscrizioni siano chiuse, per chi desiderasse maggiori informazioni o volesse provare a
 organizzare qualcosa di simile nella propria città, contattatemi ad info@oryctes.com.

Andrea Mangoni

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Molte orchidee, come questa Epipactis palustris, occupano nicchie
ecologiche estremamente ristrette. Foto di Andrea Mangoni.
Il concetto di nicchia, lo ammetto, mi stava traendo in inganno. Al leggere il titolo di questo quinto Carnevale della Biodiversità, ospitato stavolta da Andrea Cau di Theropoda, la mente era già partita verso vermoni giganti che vivono vicino alle dorsali oceaniche tra acque caldissime e lava continua; oppure a tanti altri animali che hanno scelto habitat incredibili, e...

Appunto. Habitat. Stavo confondendo i termini habitat e nicchia. Se il primo rappresenta l'ambiente d'elezione di una specie, il secondo invece indica l'insieme di tutte le condizioni fisiche, di rapporti con le risorse ed i predatori, di interazioni con gli altri organismi che la caratterizzano. Vista da questo punto d'osservazione, la cosa si fa di sicuro molto più vasta ed intrigante.

Sì, perchè nel considerare estrema una nicchia non concorrono più solo l'ambiente esclusivo di vita, ma anche tutti i rapporti con il cibo, le prede, i predatori, che l'organismo si trova a vivere. In quest'ottica ovviamente tutto si complica, e ammetto che ho dovuto pensare non poco, a questo punto, per trovare una nicchia che sia davvero estrema. Poi piano piano mi è balenato (è proprio il caso di dirlo!) in mente un animale che non ha mai davvero riscosso le mie simpatie, ma che di certo può vantare una nicchia estrema: il capodoglio (Physeter macrocephalus).