Orto antico - come conservare i semi di pomodoro.

Un pomodoro di Eraclea... che sia il famoso Nasone? Foto di Andrea mangoni.
Amo i pomodori.
Da sempre, in assoluto, sono la mia verdura preferita. Da piccolo li mangiavo in media 300 giorni l'anno, senza accusare mai un "calo di desiderio" nei loro confornti. E ricordo che una costante dell'estate era quella di vedere sotto il portico, in un angolino all'ombra, un vassoietto coi semi di pomodoro ad essiccare prelevati dalle piante migliori e più promettenti. Poi c'è stato l'avvento delle tante varietà di ibridi F1, e in silenzio quella piccola tradizione si è persa.
Ma quest'anno, spinto dalla curiosità per la biodiversità agricola della mia provincia, ho scoperto che dalle parti del comune di Cavallino Tre Porti esisterebbe una varietà di pomodoro locale, nota come "pomodoro nasone", poco diffusa ed ancor meno nota, visto che pochissimi tra quelli che so abitare nella zona la conoscono. Ho scritto, cercato, domandato, ma nulla: nemmeno un'immagine.
Il pomodoro tagliato a metà. Foto di Andrea Mangoni.Così, quando pochi giorni fa sono stato da una cara amica di Eraclea ed ho scoperto che lei coltivava una varietà di pomodoro simile per certi aspetti al nasone, non ho resistito alla tentazione di chiedergliene uno. Allungato, leggermente ricurvo, con pochi semi e tantissima polpa, ed un sapore davvero magnifico.... che si trattasse il nasone o meno, per me valeva decisamente la pena provare a conservarne i semi in previsione dell'anno prossimo! Potrà sembrare una sciocchezza, ma è proprio in questo modo che tanti contadini hanno preservato per secoli la biodiversità agricola, preziosissima banca genetica che ha reso le nostre campagne più ricche. In molti, al giorno d'oggi, sono preoccupati dal fatto che questa pratica va a scomparire; per questo sono nati i "Seed Savers", i "Custodi dei Semi", che raccolgono e preservano i semi delle varietà locali di ortaggi e verdure. E' una lotta, piccola e quotidiana, contro la gobalizzazione più ottusa e bieca. In Italia è ad esempio attiva la rete di Seed Savers che fanno capo all'associazione "Civiltà Contadina".
Così, trattandosi di una di quelle tante, piccole conoscenze che si vanno sempre più a perdere, ho pensato di spiegare come vanno estratti e conservati correttamente i semi dei pomodori. Mentre per altre piante basta mettere le infiorescenze o i semi puliti a seccare all'omra per qualche tempo, per questi ortaggi le cose stanno diversamente. Ognuno dei piccoli semi gialli, infatti, è circondato da un piccolo straterello gelatinoso, contenente delle sostanze che inibiscono la loro germinazione. Per cui, per poter conservare i semi eliminando nel contempo questo "gel", occorre imitare quanto messo in atto dalla Natura: bisogna cioè far sì che venga attivato il processso di fermentazione, e che lo straterello fastidioso finisca con l'essere degradato.
Allo scopo occorre tagliare il pomodoro e, con cucchiaio e coltello, estrarre i semi assieme ad un pò della polpa e del liquido contenuti nell'ortaggio. Quindi mettete il tutto in un bicchiere di carta e lasciate all'ombra per alcuni giorni, fino a quando una simpatica (e un po' puzzolente) muffetta bianca ricoprirà il tutto - ci vorranno circa due o tre giorni. C'è chi consiglia di mescolare un paio di volte al giorno fino a muffa comparsa, c'è chi no... io non ho mai visto nessuno farlo, in casa mia, e i semi sono sempre stati conservati egregiamente lo stesso. Rimuovete delicatamente la muffa, facendo attenzione a non asportare anche dei semi, e setacciate mettendo il tutto in un colino sotto l'acqua corrente. Ripulite i semi con attenzione, quindi metteteli su un piattino di plastica o ceramica ad asciugare all'ombra. Dopo una settimana o due metteteli in una bustina di carta e conservateli in un ambiente asciutto. Non usate dei sacchetti di plastica chiusi ermeticamente, il seme deve respirare! Delle bustine simpatiche possono essere preparate secondo le indicazioni di Erbeincucina.it. I semi possono essere conservati per oltre 5 anni, senza perdere molto in germinabilità.
E per quanto riguarda la semina e la coltivazione? Ne parleremo l'anno prossimo, ma posso già anticiparvi che probabilmente tenterò la strada dell'agricoltura sinergica... Nel frattempo vi segnalo il post dell'amica Equipaje sulla sfemminellatura o scacchiatura dei pomodori. Ciao!
AGGIORNAMENTO: ho riletto la descrizione del Nasone, e non ci siamo: dovrebbe arrivare a 200 e passa grammi, questo si ferma sui 90!! In più Giampiero mi ha fatto notare che potrebbe verosimilmente trattarsi di una varietà nota come "corno", assolutamente comune; pazienza! Vorrà dire che sarò tornato a far pratica almeno fino a quando non mi riuscirà di trovare il famigerato Nasone!!

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I semi misti alla polpa. Foto di Andrea Mangoni.

7 commenti:

equipaje ha detto...

Eh, ma quanto è abissale la mia ignoranza? Questa delle sostanze inibitrici contenute nello straterello gelatinoso la ignoravo bellamente... citazione davvero immeritata la tua! :)

PS: avevo un link a certe bustine fai-da-te davvero vezzosissime, ma temo di averlo smarrito nel Grande Brodo Primordiale :(

Andrea ha detto...

sì, non è molto noto, e di solito la gente mette tutto a seccare direttamente...

ah, per le bustine ero abituato con le classiche "papillotes" che si usavano in entomologia per conservare le farfalle in attesa di prepararle... ma queste sembravano simpatiche, e io ho sempre avuto un debole per gli origami!!

giam ha detto...

Se la cosa interessa, qui puoi trovare un manuale (molto alla buona) sulla riproduzione di semi diortaggi, che scrissi, originariamente, proprio per il sito dei "salvatori di semi" ed ora lo si trova in parecchi posti, compreso quello di seguito indicato: http://amicidellorto.splinder.com/post/15871730
Come è noto (?) uscii dall'ssociazione e fui in seguito bannato dal forum. I miei dubbisul merito e sul metodo sono poi con il tempo aumentati.
Ciao

Andrea ha detto...

WOW! certo che interessa, grazie!
A questo punto ti chiedo il permesso di riportarlo anch'io nel blog, ovviamente sempre che tu sia d'accordo e specificando nome e cognome dell'autore!

giam ha detto...

Figurati Andre'... pubblica pure :-) no problems
Per la consrvazione dei semi: funziona qualsiasi cosa che li tenga asciutti ed al riparo dal calore.
Ora ho da mettere cipolle invernali (le ho seminate in una maxiciotola). Ho da raccogliere un po' di bieta da taglio. In crescita ho lattuga Gentilina e Regina dei Ghiacci e scarola Cornetto di Bordeaux. In crescita cavolo nero e cavolo calabrese. Detta così la cosa sembra che io abbia una sorta di orto botanico e mangerecciio. In verità le piante sono poche e, sopratutto, c'è da pregare che non faccia troppo caldo/freddo/pioggia/vento/etc....
Il mio orto è mq. 30 scarsi, irrigimentato in una recinzione anti-cervi/daini/istrici/lepri etc...
Se vuoi "consigli" sull'orto (per quel che te ne posso dare io... ti assicuro che non sono nè bravo nè esperto o cose del genere...), scivimi pure a gpap chiocciola freemail punto it
Ciao :-)

Ah...: sul sito dei "seedsavers" trovi altre mie sue guide, una sulle semine ed una sull'acqua. Tieni presente che orto di carta credo abbia moooolto più cose da dire di me...

giam ha detto...

Quando si cercano semi di varietà "tradizionali", mai chiedere "Chi ti ha dato questi semi?", ma chiedere "Dove hai comprato questi semi?"; mai dire "Sono interessato alle vecchie varietà tradizionali / Cerco da anni questi semi / Sono laureato in agraria / Sono una persona o un'associazione "importante" / Mi interesso da anni di". Sembra 'na sciocchezza, ma le risposte potrebbero cambiare molto...
Ciao :-)

Andrea ha detto...

...più o meno come in avicoltura: se trovi qualcuno con dei bei polli potenzialmente ascrivibili a vecchie razze, mai chiedere di che razza sono ma piuttosto: "dove li avete trovati, questi polli?".
Certo è che se agisci per segnalazioni di terzi e devi parlare per telefono, la cosa si fa più complessa. il contadino se gli tyelefoni per chiedere info sui pomodori che coltiva mangia di certo la foglia... ;-)!