mercoledì 10 luglio 2013

Orto Antico - Le tre sorelle: la coltivazione sinergica di mais, zucchine e fagioli.

Le tre sorelle: mais,  zucca (o zucchina) e fagiolo. Foto Andrea Mangoni.

Presso molte popolazioni di Nativi Americani esisteva una leggenda, legata alla coltivazione di tre piante fondamentali per l'economia di molte tribù: le piante erano mais dolce, fagiolo rampicante e zucca (o zucchina), e la leggenda era quella delle tre sorelle. 

C'erano una volta tre sorelle, così unite da stare sempre insieme, e così legate da non pensare di poter sopravvivere l'una lontana dalle altre. La più piccola delle tre era vestita di verde, e strisciava ancora per terra; si sarebbe potuta alzare in piedi solo posandosi a un bastone. La seconda era vestita di giallo, e fuggiva verso il sole ogni qualvolta il vento le scompigliava i capelli. La terza, la maggiore, più grande e alta, sorvegliava le altre due, e aveva uno scialle verde pallido sul quale scioglieva i lunghi capelli biondi. Un'estate arrivò un giovane guerriero nativo americano, un ragazzino coraggioso dai passi lievi, che conosceva il linguaggio degli animali della foresta. Le sorelle lo guardarono con interesse, ma il
mattino dopo egli era scomparso, e con lui la più piccola delle sorelle. Le due rimaste piansero molto, ma lei non tornò.
Il giovane guerriero tornò un'altra volta, lasciando sul terreno le impronte lievi dei suoi mocassini. Ancora una volta, il giorno dopo, il guerriero svanì e con lui la sorella mezzana. 
La maggiore delle sorelle iniziò a piangere, e i suoi splendidi capelli divennero aggrovigliati e sporchi. Il guerriero sentì il suo pianto, e ritornò da lei. La prese tra le braccia e la portò a casa sua, dove ritrovò entrambe le sorelle. Queste erano rimaste affascinate dal giovane, l'avevano seguito per vedere dove abitava e giunte lì erano rimaste a casa sua al riparo dai rigori dell'inverno incipiente, e cercavano di essere utili come potevano. La sorella più piccola, ormai cresciuta, aveva preparato la cena; la mezzana restava ad asciugare in un angolo, e avrebbe fornito le cene future; la più grande avrebbe macinato la farina per il giovane. 

In questa favola è racchiusa tutta la saggezza alimentare di generazioni di nativi americani. Questi ultimi infatti osservando la natura avevano imparato a coltivare insieme tre differenti piante: il mais dolce, i fagioli e le zucche - o forse meglio le zucchine. Essi preparavano una serie di tumuli o collinette, alte circa 30 cm, in ciascuna delle quali seminavano il mais. Tra le popolazioni stanziate vicino all'Atlantico era uso mettere nel tumulo anche pesce marcio, che fungeva da fertilizzante.

Le tre sorelle, mais, fagioli e zucchine, da un'illustrazione contenuta in: "From generation to generation. Seed Saving.", di Eli Rogosa Kaufman, Fedco Seeds Pubblications.


Quando il mais era alto circa 15 cm, venivano seminati i fagioli e le zucche: i primi in mezzo al mais, le seconde ai lati del tumulo, esternamente. Ciascuna delle tre piante riceveva dalle altre qualche beneficio: il mais offriva ai fagioli rampicanti un solido appoggio nella loro corsa al cielo, e questi intrecciandosi al mais lo rendevano più stabile e più difficile a cadere a causa del vento. Le zucchine e le zucche, strisciando al suolo, fungevano da pacciamatura vivente con le loro grandi foglie, limitando la crescita delle erbacce e mantenendo un microclima più umido vicino al terreno (limitandone l'evaporazione); inoltre le  spine sottili delle foglie di alcune varietà scoraggiavano procioni e altri animali ghiotti di mais. I fagioli dal canto loro, fissando azoto a livello delle radici, offrivano una fertilizzazione naturale alle altre due. Anche a livello nutrizionale le tre specie si compensavano, offrendo una base alimentare equilibrata alle popolazioni americane. La tribù Tewa  era solita piantare una "quarta sorella", la Cleome serrulata, che attirando gli insetti pronubi favoriva l'impollinazione delle zucche e dei fagioli. Insomma, in tutto e per tutto un esempio di agricoltura sinergica ante litteram. Qui sotto un breve video in inglese dove si può vedere il risultato di questo tipo di coltivazione.




Questa leggenda mi è tornata in mente l'altro ieri, quando ho visitato il Lago di Santa Croce (BL), e in particolare la località Farra d'Alpago. Qui ho trovato coltivate, ai margini di un campo di mais, proprio le altre "due sorelle": fagioli rampicanti che traevano beneficio dagli steli del cereale, e giovani piante di zucca che crescevano tra le fila di mais. La cosa mi ha molto colpito... che le "tre sorelle" fossero coltivate assieme anche qui, nel bellunese? O ho avuto solo fortuna nel trovare il campo di qualche agricoltore sinergico appassionato di cultura nativo-americana? Probabilmente non lo saprò mai, ma l'episodio mi ha ricordato come anche a Camponogara, fino a  50 anni fa, i miei nonni erano soliti coltivare i fagioli tra le fila di mais, sfruttando il sostegno che il cereale offriva al legume nella sua arrampicata. E' stato interessante anche notare come sempre a Farra d'Alpago alcuni agricoltori coltivassero il mais su filari rialzati simili a lunghi tumuli a sezione triangolare. C'è per caso qualche lettore del blog di quelle zone che possa darci delle delucidazioni in merito? Sarebbe molto interessante.

Coltivazione sinergica di mais, fagiolo e Cucurbita sp. a Farra d'Alpago (BL). Foto Andrea Mangoni.

Coltivazione sinergica di mais, fagiolo e Cucurbita sp. a Farra d'Alpago (BL). Foto Andrea Mangoni.
Negli USA il cosiddetto "orto delle tre sorelle" (native three sisters garden) viene realizzato spesso in aree quadrate di 3 metri circa di lato (10 piedi). A livello familiare potrebbe essere interessante riproporre questa esperienza anche da noi: io per primo ho ripercorso lo scorso anno ( e anche questo) la strada di mio nonno coltivando ai piedi del mais Biancoperla alcune piante di fagiolo; vorrei provare a unire delle piante di zucchino, probabilmente più adatte di quelle di zucca perché non rampicanti. Per chi volesse provare a introdurre una "quarta sorella", al posto della cleome potrebbe provare a piantare ai bordi della menta,  della lavanda o meglio ancora della facelia, tutte ottime per attirare gli impollinatori. 

Scopriremo così se le tre sorelle potranno trasferirsi felicemente anche da noi, offrendo anche alle nostre mense i loro servigi.

*****
LETTURE SUGGERITE

. .


4 commenti:

manu' ha detto...

Ciao Andrea!bella questa fiaba!mi e' solo rimasto un dubbio sul guerriero che ritona in mocassini:si e' venduto alla monsanto?°_°,^V^!

Quest'anno per la prima volta,ho scelto proprio l'anno giusto eh?,
sto' facendo l'orto da sola,sono partita dalla lista delle verdure preferite,quasi tutte,ho fatto un ordine di sementi biologiche e via coi vasetti in lavanderia-semenzaio!Ho imparato un sacco di cose che non sapevo,ma ho fatto anche molti errori da tenere ben presenti !
L'anno prossimo voglio provare la consociazione delle tre sorelle!
Grazie per condividere!CIAO!!!!!

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Manù! Sì, oggi si sarebbe venduto a tu-sai-chi... allora probabilmente sarebbe stato solo "furbetto"! mi fa piacere tu abbia iniziato con l'orto, se sei alle prime armi probabilmente potrebbero interessarti i volumi editi da Vallardi nella collana PASSIONE VERDE, sono diretti e semplici, e possono essere d'aiuto per non sbagliare durante i "primi passi". Soprattutto però ti segnalo il blog degli Amici dell'orto, una comunità di seed savers e appassionati di orto splendida e generosa. ciao!

manu' ha detto...

Ciao Andrea,mi sono gia' iscritta al blog che mi hai consigliato anche se non ho ancora avuto modo di guardarlo!Grazie!quante cose sai?!e fai??!

Andrea Mangoni ha detto...

ciao cara, vedrai che è un ottimo blog, dagli un occhio.
...mettiamola così: so meno di quanto vorrei e faccio più di quanto dovrei ;-)!
A presto!