lunedì 1 aprile 2013

Tradizioni – Pasqua, le uova e “el rugo£etto”.

Giovani della provincia di Venezia negli anni '40.
 
Anche quest'anno, morbida come le nuvole di primavera in un cielo azzurro, è arrivata la Pasqua! Da sempre questa festa ha, nel mondo cristiano, un'accezione infinitamente importante: simbolo del Cristo che risorge dalla morte dopo averci liberato dai peccati del mondo, è divenuta per estensione non solo festa della Resurrezione ma festa della Vita in generale.

La tradizione popolare ha sempre associato a questa festa un simbolo di vita altrettanto potente: l'uovo, minuscolo scrigno dalla forma perfetta. In passato nel mondo contadino veneto le uova non venivano solo mangiate in quest'occaione, ma anche utilizzate da ragazzi e adulti per attuare un divertimento particolare: el rugo£tto (rugoletto), che si giocava di solito di domenica nel periodo pasquale.
Le uova, simbolo di Vita

Per giocare, occorreva possedere alcune uova da far sode. Queste venivano decorate esternamente, in modo da essere personalizzate e inconfondibili, mettendo
nell'acqua durante la bollitura, delle erbe selvatiche o dei pezzetti di stoffe o stracci colorati; questi conferivano di volta in volta al guscio delle uova disegni e colori che permettevano di riconoscerle al primo sguardo.

Si approntava quindi una sorta di pista, di forma ovale, lunga circa due metri e mezzo e profonda al centro fino anche a 50 cm. Si posizionava sul bordo un piede, vi si allineavano dietrole uova dei concorrenti e quando si toglieva il piede esse rotolavano giù in questa sorta di arena, fino al fondo, acquistando velocità per poi risalire dall'altro lato. L'uovo che si fermava più in alto era quello che vinceva. In caso di spareggio, i concorrenti avevano a disposizione un secondo uovo per giocarsi la “bella”.

Chi vinceva guadagnava tutte le puntate fatte da ciascun giocatore: pochi spiccioli, ma in quegli anni rappresentavano dei piccoli tesori, preziosi come non mai. Ovviamente le uova sode, coi loro guschi che a fine giornata erano sporchi e ammaccati, venivano regolarmente consumate; non si poteva di certo sprecarle!

Fin qui la tradizione. Ma le uova non sono solo un simbolo di resurrezione e Vita, le uova SONO vita. Vita pulsante e meravigliosa, che in questo periodo dell'anno molti allevatori stanno apprezzando ancor più con le prime schiuse di pulcini. Così vi voglio lasciare con un'immagine, quella di una tacchina in cova. Non si tratta di una tacchina normale, però; si tratta di una Tacchina Bianca dei Colli Euganei. Non credevo ne avrei rivista una, ma eccola qui, intenta a covare delle uova di gallina. Un animale bellissimo, davvero stupendo. Credo che esistano forse due esemplari in tutto di questo particolare ceppo, due femmine in mano a due distinti allevatori. Uno dei due, quello della foto, probabilmente finirà nel mio allevamento una volta terminata la cova di uova di gallina cui essa è ora intenta. Chissà che non possa diventare non più semplice balia ma essa stessa uovo, essa stessa cioè simbolo di resurrezione per questo ceppo di animali così bello nella candida semplicità del suo piumaggio.
Tacchina Bianca dei Colli Euganei in cova. Foto Andrea Mangoni.

Un abbraccio a tutti voi e mille auguri di una felice Pasqua – e Pasquetta! - di Resurrezione e Vita. A presto!

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