martedì 26 febbraio 2013

L'uomo che piantava gli alberi: solo un bellissimo racconto, o una splendida profezia? Ecco la storia di Paolo Lugari, l'uomo che in Colombia pianta intere foreste.

In questi giorni ho avuto modo di leggere una notizia davvero molto bella, interessante, e quando l'ho sentita non ho potuto fare a meno di pensare a un racconto (successivamente trasformato in cortometraggio, vincitore anche del premio Oscar) chiamato "L'uomo che piantava gli alberi", di Jean Giono. Vi prego, prima di proseguire regalatevi una mezz'ora di tempo e fermatevi a guardare questo gioiello. 



Giono affermò di non essersi mai ispirato a nessuno per la figura del protagonista, Bouffier, e che l'intera storia era inventata. 

Ma si sbagliava, perché la storia non era inventata, era solo... antesignana di qualcosa che sarebbe dovuto accadere in un differente altroquando. 

Il protagonista di questa storia non si chiama Elzéard Bouffier, ma Paolo Lugari, figlio di emigranti italiani, colombiano. Lugari ha preso una terra desertica e ne ha fatto scorrere di nuovo i fiumi sopiti, ha preso una valle polverosa e l'ha trasformata in foresta pluviale, è tornato a dare verde, cibo, terra e speranza a persone che
l'avevano perduta. Il tutto piantando alberi, e osservando la natura.
Lugari acquistò un terreno semidesertico, in cui nessuna coltura riusciva a sopravvivere; battuto dai venti, arso dal sole, acido. Cosa mai avrebbe potuto prosperare qui? Un agronomo gli suggerì di piantare un pino particolare, il Pinus caribea, ed effettivamente questo attecchì. Ma Paolo Lugari si rese conto che alcune piante crescevano meglio delle altre, e si mise ad osservare per capire la ragione di questo mistero. Scoprì così che alla base di quegli alberi vigorosi cresceva un fungo, il Pisolithus tinctorius, e che esso formava con le radici dell'albero delle micorrize, ovverosia delle interazioni a livello radicale tra le due specie che favorivano entrambe, permettendo loro di crescere meglio. Decise quindi, il Lugari, di piantare solo piante di pino dopo averne inoculato le sementi con il nostro preziosissimo fungo. La foresta inizia a crescere e ad espandersi: la valle di Las Gaviotas si ricopre di un manto verde, il terreno inizia ad arricchirsi di sostanza organica grazie al tappeto di aghi di pino e ai detriti che trattiene, l'acqua non scorre più via dopo una pioggia ma penetra in profondità, alimentando nuova vita. Già, la pioggia: su Las Gaviotas cade molto più spesso che non nei territori circostanti, grazie alla temperatura del suolo più fresca, che fa sì che il punto di condensazione della pioggia si abbassi. le acque penetrano in profondità, e come nel racconto di Giono le falde acquifere recuperano forze, si ingrossano, danno acqua, tanto che in questo luogo prima tanto arido ora si può produrre acqua minerale in bottiglia. E non solo: dagli alberi si ottiene resina preziosa per l'industria della cosmesi, il vivaio sforna migliaia di piante, il  tutto alimentato con teconologia "verde". si sono formati nuovi posti di lavoro, e molte persone oggi hanno una nuova speranza di vita. Per saperne di più, guardate il sito del Centro Las Gaviotas e questo articolo

Perché vi gho raccontato questa storia? Perché vorrei che io e voi, dopo Paolo Lugari, fossimo i prossimi Elzéard Bouffier. Vi propongo una piccola sfida: provate ad andare a parlare con l'assessore all'ambiente del vostro Comune, cercate di vedere se non vi sia qualche piccolo brandello di territorio comunale non utilizzabile per altri scopi, e poi provate a proporre di prendervene cura, piantando alberi ed essenze tipiche della vostra zona, o ancora piante capaci di sfamare e attrarre gli animali in vario modo. Proviamo a diventare, insieme, gli uomini e le donne che piantano gli alberi. Se ci riuscirò, metterò qui nel blog i risultati e i progressi raggiunti. Chi lo vorrà potrà contattarmi per fare altrettanto. A presto!

2 commenti:

Marianna ha detto...

Ciao Andrea, seguo sempre il tuo blog. Non avevo mai visto questo corto, è stupendo!! E ancora di più quello che sta facendo il sig. Lugari. Che tipo di piante si possono piantare per attirare gli animali? E che animali intendi? Ancora complimenti!

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Marianna! felice che ti sia piaciuto, anch'io l'ho scoperto da poco, questo film, così come la storia di Lugari. L'ho presa un po' come segno del destino. in passato nel blog ho già parlato di piante per attirare le farfalle, ma il tuo commento mi da spunto per un nuovo post dedicato alle piante migliori per attirare la fauna selvatica un giardino, dagli uccelli ai piccoli mammiferi e soprattutto agli insetti. ciao e grazie!