Tradizioni - Il pollaio... sui trampoli! Quando i polli dormivano a pochi passi dal cielo.

Pollaio sui trampoli, Mirano (VE) 1931. Foto Scheuermeier, fonte "Il Veneto dei Contadini. 1921-1932".

Quando, da bambino, sentivo i nonni chiacchierare a proposito della loro infanzia o di quella dei miei genitori, i loro racconti a volte mi stupivano al punto da farmi rimanere incredulo di fronte alle loro parole. Ad esempio, quando raccontavano di pollai costruiti sugli alberi mi sembrava quasi impossibile che potesse esser vero: le grasse galline ibride che popolavano il nostro pollaio mi sembravano tutto fuorchè capaci di svolazzare a dormire tra i rami più alti di un albero.
Quando poi ho intrapreso la strada della passione per l'Avicoltura, le loro parole mi sono tornate alla mente più volte, così come oggi sorrido della mia incredulità di allora.

Molte delle razze rustiche di un tempo, infatti, erano
 caratterizzate da taglia leggera, buona propensione al volo e soprattutto da uno smodato amore per il dormire tra le fronde verdi di un albero. Ancor oggi la maggior parte delle razze di polli di taglia leggera o medio-pesante amano (se ne hanno l'opportunità) dormire all'aperto. Ho ben chiaro il ricordo di un pomeriggio di Novembre di pochi anni fa in cui, trovandomi a chiacchierare con una signora appassionata di polli, vidi le sue Padovane Gran Ciuffo e le sue ibride appollaiarsi diligentemente una accanto all'altra sui fronzuti rami di una magnolia. La signora ebbe modo di raccontarmi che questa loro passione per il dormire sugli alberi le aveva salvate anche dalle razzie dei ladri, che entrati nel pollaio lo trovarono vuoto e se ne andarono: i polli infatti dormivano fuori, sull'albero, ben nascosti! Anche oggi quindi alcuni polli vivono così, quasi allo stato brado, e continuano ad amare gli alberi quali posatoi notturni.

Se lasciati liberi di fare, molti avicoli preferiscono dormire sui rami degli alberi. Foto Andrea Mangoni.

Un tempo però ovviamente i contadini non lasciavano i propri polli semplicemente liberi di drormire sugli alberi, alla mercè di predatori ed elementi naturali; costruivano invece dei piccoli ricoveri notturni direttamente sui rami degli alberi, oppure (in mancanza di alberi adatti) li ergevano su lunghi pali a diversi metri dal suolo. Questo caso specifico è stato ben documentato da Paul Scheuermeier nella sua opera sui contadini del Veneto: è infatti presente la foto di un pollaio eretto su pochi lunghi pali e collegato al suolo da una esilissima scaletta, che permetteva la salita ai polli ma non ai predatori... umani. Queste scalette, in legno o canne, per maggiore sicurezza potevano essere tolte la sera isolando così completamente il ricovero notturno; al mattino essa veniva poi riposizionata a dovere per permettere agli animali di scendere comodamente, anche se non pochi di essi erano probabilmente in grado di volare giù da soli. 

La foto di Sheuermeier mostra un ricovero semplicissimo, formato da due spioventi coperti di paglia e canne (fermate trasversalmente da rami sottili) Tutta la struttura era probabilmente costituita con rami di salice, pioppo o acero, e il fondo era formato forse da un graticciato che permetteva alle feci prodotte nottetempo di cadere al suolo. Tutta la struttura è sorretta da quattro lungo pali, apparentemente di salice. Di certo i polli che abitavano quelle aie potevano contare su un ricovero non esente da parassiti, ma che garantiva un'ottima areazione ed evitava malsani ristagni d'aria e le esalazioni delle feci. La selezione aveva certo portato ad ottenere ceppi locali forti e robusti, ben adattati alle condizioni ambientali più difficili.


Il pollaio sui trampoli fotografato a Mirano (VE) da Scheuermeier nel 1931. Fonte: "Il Veneto dei contadini. 1921-1932".
Oggi qualche pollo che dorme sugli alberi si può ancora vedere, mentre i pollai sopraelevati sono in pratica del tutto scomparsi dalle nostre campagne. Ed è un vero peccato, perché per quanto forse inadeguati alle odierne esigenze dell'allevatore medio odierno essi avrebbero comunque rappresentato un elemento di folcklore caratteristico: non sarebbe stato bello poter dire di avere nell'aia nientemeno che un pollaio sui trampoli?
*****
LEGGERE PER RICORDARE

. .

12 commenti:

manu' ha detto...

Ciao Andrea,intelligente e artistica trovata questa delle palafitte per galline!!!
Questa domenica sono venuta per la prima volta a Padova,finalmente, sono entrata nella cappella degli Scrovegni!Stupenda e trattata con la giusta importanza!!Urge una prossima visita per vedere il giardino botanico che apre il mese prossimo,la Specola con tanto di rappresentazione teatrale in costumi dell'epoca che va solo per appuntamento,Esapolis,e almeno l'avvistamento di un soggetto di polverara!!!!!un giorno e' troppo poco,meta'lo abbiamo speso nei musei civici,e il resto per la basilica del Santo,il Prato della Valle e Palazzo della Ragione,una bella boccata di arte!!mi e' piaciuta molto!!!Ciao

Andrea ha detto...

ciao Manù!
l'idea del pollaio sui trampoli è soprattutto utile e scaltra, visto l'importanza che i polli rivestivano un tempo nell'economia rurale. la perdita di una gallina significava per la massaia perdita dipotere d'acquisto, perché con le uova si barattava di tutto. Mia nonna mi raccontava di quando fermava il pescivendolo per comprare "un vovo de schie", ovverosia la quantità di gamberetti che il pescivendolo era disposto a scambiare per un uovo fresco.
beh, direi che comunque hai avuto modo di vedere un sacco di belle cose, in una giornata, per il resto del programma vedrai che riuscirai a vedere tutto. bello l'Orto Botanico, mi manca, è un po' che non ci vado. magari se passi da queste parti scrivimi, è la volta che ci si conosce dal vivo. ciao!

manu' ha detto...

Cavolo,volentieri,sarebbe un piacere!!
Forte tua nonna che barattava uova con gamberetti!!

Sono alle prese con la progettazione del giardino!Ogni giorno tornando da lavoro faccio un pezzo di strada nel bosco e sul sentiero recupero un sasso per fare il bordo dell'aiuola...oggi ho incontrato un ciclista mentre ero ancora con la pietra azzurra tra le mani,he heheh,ha avuto un leggero sussulto!!
Hai una varieta' di rose antiche a cespuglio da consigliarmi?La prima pianta che ho preso e' stata un'edgevorthia crisanta,la conosci?Fiorisce prima di mettere le foglie e ha un profumo buonissimo!!poi vorrei mettere una peonia arborea e un gruppo di quei giaggioli viola e gialli,e nell'aiuola ho messo piantine di tanto amata Digitale purpurea, piantine di malvone da semi che mi ha portato un amica da Amsterdam(anche queste biennali),dei papaveri gialli,dei muscari,dei narcisi,il tutto intorno a salvia e rosmarino!nel bagno-serra ho i piselli odorosi a svernare!Ti mando una foto quando fiorisce qualcosa?Ciao!!!!

Andrea ha detto...

ciao Manù, caspita, che bel giardino ti verrà fuori! certo, mandami foto delle fioriture! anzi ti chiedo fin d'ora di tenermi qualche seme di digitale, se possibile. Un'amico mi ha mandato dalla Francia lo scorso anno un malvone rosso scuro, quasi nerastro; se vuoi te ne mando i semi. come rose antiche, forse ti consiglierei Ville de Bruxelles (QUI un articolo) o la Bourbon Queen, e anche la Variegata di Bologna, bellissima, uno dei miei sogni.

Andrea ha detto...

ecco, non si vede il link...

http://oryctesblog.blogspot.com/2011/05/rose-antiche-la-rosa-ville-de-bruxelles.html

ciao!

manu' ha detto...

Ciao Andrea grazie,tra le rose che mi hai consigliato quella che preferisco e' la Ville de Bruxelles,i boccioli sono molto particolari e anche il colore mi piace,la tua preferita per me e' troppo ricca tra quantita' di petali,colori e effetto variegatura.Sono ancora indecisa,da una prima ricerca sarei orientata su una rosa tipo Austin Fighting Temeraire...ti faro' sapere!I semi di Digitale te li mando sin dudas,il mio malvone dovrebbe essere bianco,mi piacerebbe mischiarlo col tuo rosso!Barattiamo?ti devo mandare anche qualche seme di quei papaveri gialli che fioriscono presto e con un colore molto intenso,non se ne vedono in giro!!!ti continuo a seguirti con interesse!!!ciao!

Andrea ha detto...

ciao cara, perfetto, madami via mail il tuo indirizzo e ti manderò i semi.
A prestissimo!

manu' ha detto...

Ieri ho piantato Echinacea recuperata l'anno scorso in una rotonda e la Gaillardia,semi vecchi di 3 anni,se daranno i loro frutti e ti interessano sono spedibilissimi!!
Anche il mio nuovo giardino,che e' a Nord ha dei mini cespuglietti di viole,l'estate passata ne avevo viste di quelle tricolor,ma spuntavano da un muro e non so se si moltiplicheranno,le altre credo che siano le odorate..vado a vedere!!Ciao!

Andrea ha detto...

ciao cara,
io ho scoperto nel giardino di una vecchia villa delle viole canine bianche che sono deliziose, spero di poterne recuperare qualcuna! Mi accontenterei anche solo di fotografarle, ma ho sempre i minuti contati e non riesco a trovare il tempo. in settimana ti spedisco i semi. ciao!

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea, sicuramente se i polli potessero scegliere in che luogo vivere penso non sceglierebbero un pollaio con tanto di ricovero notturno, gli alberi o le geniali palafitte sarebbero un habitat più consono alle loro esigenze e probabilmente anche noi ne potremmo trarre beneficio perchè eviteremo di andare ogni giorno ad aprire e a chiudere il ricovero, per non parlare della manutenzione e della pulizia della struttura... questo sistema ci semplificherebbe senz'altro la vita, anche se vedo un po’ complicata l'operazione del recupero uova...:) Ma le domande che mi pongo e che giro a te sono: come si fà ad abituare un pollo a dormire sulle palafitte e a rientrare il giorno nel pollaio? Che mi dici dei predatori, con questo sistema sarebbero al sicuro?
Ciao
Barbara

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Barbara, in verità credo che pulizia e manutenzione sarebbero più onerose: immagina un'invasione di acari rossi, come fai a disinfestare una palafitta? sarebbe molto più difficile. Sulla naturalezza probabilmente sì, i polli gradirebbero parecchio, almeno quelli di razze mediterranee o tradizionali.
sicurezza: temo che volpi e ratti potrebbero facilmente entrare dallòa scaletta, a meno che tu non andassi a toglierla ogni sera e a rimetterla ogni mattina. per abituarli, sarebbe abbastanza facile credo: andrebbero tenuti una settimana chiusi nel ricovero-palafitta per abituarli ad usarlo come dormitoio, quindi si aprirebbe loro la porta e si lascerebbe a completa disposizione la scaletta per dar loro modo di uscire ed entrare a piacimento.
se pensi di provare fammi sapere assolutamente i risultati!

Anonimo ha detto...

come si puo fare per non fare entrare le volpi