venerdì 4 marzo 2011

Nuova primavera, nuove aspettative...

Pomodori nell'orto. Foto di Andrea Mangoni.
Pomodori nell'orto la scorsa stagione. Quest'anno arrivano nuove varietà!
Sì, lo so, non aggiorno (colpevolmente) il blog da un sacco di tempo. Vorrei raccontarvi di imprese mirabolanti che rappresentino ottime scuse, ma le uniche ragioni che posso accampare sono un'ingarbugliamento degli orari lavorativi (la "crisi" tocca anche me), un bimbo meraviglioso ma che richiede la nostra presenza 48 ore al giorno, e una serie di altri impegni/imprevisti che non esulano tanto dalla quotidianità ma che la riempiono così completamente da non lasciarmi molto tempo. Per dirne una: non riesco a rispondere alle e-mail da due settimane. 
Comunque sia.
Comunque sia, esistono progetti, speranze e ambizioni anche per il prossimo arrivo della bella stagione. E oggi voglio condividerli con voi.

Nell'orto, quest'anno seminerò e pianterò parecchie varietà molto interessanti. Cominciando dai pomodori, dove grazie ad Angelo Passalacqua della compagnia de Gli Amici dell'Orto potrò finalmente provare a coltivare il pomodoro Re Umberto, una vera chicca d'altri tempi. In attesa di potergli affiancare il vero pomodoro Nasone del Cavallino, ho pensato bene di procurarmi i semi di due varietà americane molto interessanti. Il Cherokee purple è un pomodoro quasi marrone scuro, carnoso, resistente alla siccità e alle malattie, che pare fosse coltivato già dagli indiani Cherokee; l'Hillbilly Potato Leaf è invece una varietà dalle foglie simili a quella della patata, giallo con polpa rossa, di ottimo sapore. Speriamo che, in terra d'Italia, non tradiscano le loro nomee! 
Peperone papaccella di Silvana
Tra le zucche pianterà la vera zucca marina di Chioggia, grazie a dei semi provenienti dall'orto di un anziano chioggiotto, mentre tra i peperoni seminerò a breve la papaccella di Silvana ed un peperone dolce calabrese di cui mi sono stati inviati i semi ma che non ho mai visto. 
Per rimanere tra le solanacee, veniamo alle patate. seminerò infatti a breve due varietà, una patata a buccia rossa proveniente dal Cadore ed un'altra a polpa viola, una Vitelotte francese, forse non molto produttiva ma che dovrebbe dare tuberi di un colore spettacolare. Tra le ombrellifere, il levistico che una mia allieva del corso di botanica mi ha portato dalla Romania la farà da padrone, mentre per quanto riguarda cavoli & co. continua la mia personale ricerca dei semi del broccolo bastardo di Salboro

Pere dall'albero centenario di Bruno.
Per gli alberi da frutta, sono almeno 5 le differenti varietà più o meno antiche di prugne che sto riproducendo da talea, mentre attendo di poter verificare l'attecchimento degli innesti di pesco lorenzino su prugnolo e di azzeruolo su biancospino. Infine cercherò di moltiplicare per innesto tre belle varietà di pero, tutte piuttosto antiche. In più vedrò cosa ne sarà della bella pianta di vite moscata bianca che stando al signore che me l'ha regalata viene da un'antica vigna che non necessitava di trattamenti antiparassitari...

E a proposito di antichità, in giardino sarà tempo di mettere a dimora le talee radicate di rose antiche e di attendere con ansia la fioritura della rosa Omar Kayyam, così come cercherò di trapiantare qualche bella rosa canina.
Garofanini dei poeti
Seminerò anche l'altea o malvone, sia rosa che nera; e sempre nere saranno anche le aquilegie di cui mi sono fatto inviare i semi dalla Francia. Quest'anno prenderanno la via del terreno anche i semi di garofanino che aspettano da un paio d'anni il loro momento - speriamo siano ancora buoni! Mentre nel giardino dietro casa dei miei arriverà un nuovo albero, una meraviugliosa farnia di alcuni anni di vita che trapianterò dalla riva. E non sarà l'unica quercia ad arrivare: ci saranno anche due minuscole pianticelle, una di cerro e una di sughera, pronte a trovare il loro posto. 

Per ora basta così. Di carne al fuoco ce n'è tanta, ma non è certo finita qui. Infatti la prossima volta vi racconterò invece dei progetti legati agli animali...
A presto!
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Le rose canine di Camponogara

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