sabato 24 aprile 2010

Il giardino naturale - Ajuga reptans, una magnifca tappezzante.

Ajuga reptans. Foto di Andrea Mangoni.

Fino all'anno scorso non ne avevo mai visto una nella mia campagna. Poi, pochi giorni fa, ecco una macchia azzurro-violetta sulla riva del fossato. E un'altra piantina lungo la carreggiata. E ancora un'altro gruppo di esemplari, stavolta molto bassi, in giardino.

La marcia della bugola (Ajuga reptans) nel farsi strada tra i miei pensieri sembra esssere inarrestabile... anche alla luce del fatto che sotto la palma davanti alla mia terrazza ne sta nascendo un'altra. Ma in verità è un tipo di "invasione" che mi piace molto, così la assecondo e mi faccio contagiare: una vanga, due passi in campagna, e due belle piantine fiorite finiscono in terrazza nel vaso dell'erba luigia, a far compagnia a lei ed ai ciclamini. E' un po' una mia fissa, qulla di ricreare nei vasi grandi i principi base del cottage garden, dove accanto a piante di una qualche utilità... culinaria, crescono anche piante spontanee e coltivate da fiore. Ed il fiore della bugola è a mio avviso uno dei più belli e delicati che offre il mese d'aprile.

Bugola (Ajuga reptans) in vaso, con erba luigia e ciclamini. Foto di Andrea Mangoni.

La bugola appartiene alla vasta famiglia delle Lamiaceae, e deve il proprio nome specifico (reptans) alla facilità con cui forma stoloni e, da questi, nuove piante. Tale caratteristica la rende una perfetta tappezzante per i giardini, specie quelli in posizione di mezz'ombra, in cui le piantine in questione si naturalizzano velocemente formando ampie macchie colorate. Gli steli fioriti, alti 10-15 cm, illuminano di azzurro-violetto anche gli angoli più smorti, vista anche la capacità di questa specie di adattarsi alle più svariate condizioni del terreno, anche se sembra comunque apprezzare terreni ricchi ed una certa umidità, per cui in natura la si vedrà spesso lungo le rive dei fossati o in prati solitamente umidi. La sua capacità di formare rapidamente macchie fitte ed estese le permette anche in una qualche misura di mantenere essa stessa il suo umido e fresco.

Ajuga reptans è una perenne che può essere riprodotta molto facilmente, semplicemente mettendo a radicare gli stoloni che essa produce; volendo si può provare anche la moltiplicazione tramite semi, ponendoli direttamente a dimora e ricoprendoli con un leggero strato di terriccio.

In commercio si trovano anche diverse cultivar di questa bella piantina: particolarmente interessante sembra la varietà atropurpurea, caratterizzata da foglie quasi porpora e da fiori con sfumature bronzate, o la burgundy glow, a foglie viola-rosate. Tra i vivai che ospitano in catalogo una certa selezione di cultivar di questa specie (così come di altri rappresentanti del genere Ajuga), vale la pena ricordare il vivaio Priola, da sempre specializzato in erbacee perenni.

Ajuga reptans. Foto di Andrea Mangoni.

4 commenti:

Emilio Andena ha detto...

Nella mia zona è una pianta molto comune e, probabilmente, pochi si accorgono di quanto sia bella.

erbaviola ha detto...

Anche da me è piuttosto comune ma credo su tutto l'appennino centrale... infatti il catalogo di Priola temo che sia un po' da ridere per chi vive vicino a boschi e in campagna :D Ottima la tua idea di ripiantarle anche in vaso, sono proprio belle!

Andrea ha detto...

ciao, credo che entrambi abbiate ragione in qualche modo, ma è incredibile anche come il catalogo di Priola non sia poi così "ridicolo" per chi abita in campagna. Come dice Emilio, una pianta selvatica (per quanto molto bella) spesso non è altro che un'infestante, almeno finchè qualcuno non si sogna di metterla in vendita. allora ci si troverà nella condizione di comprarla apposta! Un esempio stupido: l'altro giorno al garden dove sono andato per comprare un alberello di pero si vendevano in vasetto delle bellissime Ajuga reptans con fogliame quasi rossiccio; esattamente dall'altro lato della strada, in piena campagna, un contadino stava facendo scempio col suo decespugliatore di una magnifica macchia di Ajuga... selvatica. E' il fatto che l'una abbia un cartellino con sopra un prezzo a rendercela appetibile? O è l'impressione che se qualcuno ha il coraggio di venderla deve per forza valere qualcosa, e allora la si deve avere?
Io da sempre uso le piante spontanee che crescono nelle mie campagne in giardino; e credo che pochi fiori siano più leggiadri di viole, margherite, ornitogalli e chi più ne ha più ne metta. Un giardino a costo (quasi) zero, con il grand evantaggio di attirare ed ospitare numerosissimi esemplari di fauna selvatica.
ciao!

Andrea ha detto...

Dimenticavo: il terrazzo si è trasformato in una "succursale" della campagna. In grandi vaso ospito infatti un sacco di piante selvatiche, a volte prese con le zolle, ma scelte rigorosamente tra le più comuni oppure fatte crescere da seme. così attorno alla Buddleja in vaso sono state piantate viole canine e viole mammole; con l'erba luigia ci sono ajuga, ciclamini, lampascione e viola tricolor; e un grande vaso ospita caglio mollugo, caglio zolfino, margherite e trifoglio rosso (questo vaso l'anno scorso è stato usato come nursery da parecchi bruchi!). Nel vaso del pero non ho ancora avuto il coraggio di inserire nulla ;-)!