La munéga, antico scaldino.

munega e prete: scaldino


Una volta non si andava mai a letto soli, nelle fredde notti d'inverno: si era preceduti dalla presenza, ingombrante ma gradita, del "prete" e della "munega" (monaca). Il prete era un trabiccolo di legno che serviva a tenere sollevate le coperte e appunto posizionato sotto di esse. Al suo interno prendeva posto la munega, uno scaldino di metallo che, riempito di braci, avrebbe provveduto a riscaldare per ore il talamo gelido, togliendone nel contempo l'umidità assorbita durante la giornata. Il prete serviva appunto a far sì che la munega, col suo carico potenzialmente incendiario, non finisse a contatto stretto con le coperte, facilmente infiammabili. Nella mia famiglia ho sempre avuto ricordi di una munega che girava, come soprammobile, ormai inutilizzata da anni. Era un bell'oggetto in rame, col coperchio lavorato e traforato ad arte per lasciar passare il calore senza correre rischi. Ma a un mercatino dell'antiquariato ho da poco trovato quest'altra munega, molto più basilare e rustica, con una grossolana griglia a protezione delle braci, e mi ha colpito il suo parlare di mura fredde e di un veneto contadino povero che doveva ingegnarsi per sopravvivere al gelo dell'inverno. Così l'ho portata a casa, con gli altri miei oggetti di un mondo che fu, scomparso per sempre, ma vivo ancora nelle memorie di tanti.

1 commenti:

Cristina Turri ha detto...

Ho sempre abitato in campagna, in provincia di Rovigo, e mi ricordo che la mia nonna paterna, Emilia, portava su la munega ed "el fornelin" nelle sere di inverno: per noi la munega era la struttura in legno, in cui si inseriva il fornellino di ferro con all'interno le braci. Ciò succedeva poco più di quarant'anni fa, pertanto, ho fatto in tempo a vedere questo gesto antico, che per me era carico di poesia e mi suscita tanti bei ricordi della mia infanzia.