sabato 7 novembre 2015

Il Tacchino Bronzato dei Colli Euganei

Il Tacchino Bronzato dei Lessini è caratterizzato di solito da pelle gialla: l'attuale standard FIAV fa rientrare questa tipologia di animali nel Tacchino Bronzato dei Colli Euganei. L'esemplare della foto però ha pelle bianca, come indicato da alcuni autori. Allevatore Marco Toffoli, foto Andrea Mangoni.

ATTENZIONE - L'articolo che segue non ha la pretesa di essere un documento che copra esaustivamente l'argomento trattato. In particolar modo non mi è stato possibile consultare alcune opere in bibliografia che potrebbero aiutare a gettar luce sulla questione discussa. Mi riservo per questo di poter aggiornare e rivedere quanto sotto esposto alla base di nuove possibili informazioni derivanti da testi e fonti non ancora consultate.

Tra le tante razze di tacchino che popolano e hanno popolato la nostra penisola, il Tacchino Bronzato dei Colli Euganei sta sempre più facendo parlare di se tra gli avicoltori amatoriali, dividendo gli animi in due schieramenti, per quella che è - a tutti gli effetti - una questione "di pelle". 

Iniziamo col dire che il Tacchino Bronzato dei Colli Euganei è un tacchino di piccola mole, con maschi che raggiungono i 5 Kg e femmine che si attestano tra i 2,5 e i 3Kg. Sono in genere animali molto rustici, adatti ad un allevamento di tipo estensivo, ottimi pascolatori. Le femmine hanno uno spiccato istinto alla cova, e le piccole dimensioni le rendono ottime covatrici di uova di gallina, che in virtù della loro leggerezza non rompono facilmente. Rispetto al Tacchino Comune Bronzato, più grosso (maschi attorno ai 6-7 Kg, femmine sui 3-3,5 Kg) il Bronzato dei Colli Euganei ha una livrea più ricca di riflessi metallici e caruncole più sviluppate. Anche le femmine mostrano in genere una livrea ricca di riflessi. Il disegno delle remiganti è di norma ben visibile. 
Negli scorsi anni la FIAV (Federazione Italiana Associazioni Avicole) ha inserito la razza nel proprio standard, specificando che il colore della pelle di questi animali dovrebbe essere giallo. La cosa però va contro a una serie di testimonianze che vorrebbero la pelle di questi animali di colore bianco. Ma a cosa è dovuta questa scelta? E soprattutto, appare essere prettamente arbitraria o trova riscontro nella realtà del territorio considerato?

Foto storica del Tacchino Bronzato dei Colli Euganei, scattata dal prof. C. L. Fracanzani e tratta da Agraria.org.


Iniziamo col dire che da anni alcuni giudici dell'Entente Européenne d'Aviculture avevano notato e ammirato le caratteristiche di una popolazione di tacchini di piccola taglia, diffusa in Veneto, caratterizzata spesso da pelle di
colore giallo, a volte giallo paglierino intenso. Alcuni allevatori italiani affiliati alla Fiav sono stati più volte incoraggiati a selezionare tali animali, insistendo sull'unicità nel panorama avicolo europeo di una razza che unisse taglia minuta e pelle gialla. Nel territorio preso in esame era già presente una razza minuta, nota da alcuni riferimenti bibliografici, il Tacchino Bronzato dei Colli Euganei. Se da un lato alcuni gruppi di questi animali (proprio del padovano)  mostravano pelle bianca, agli allevatori FIAV che avevano intrapreso l'iter per il riconoscimento erano stati affidati capi a pelle gialla. Esisteva quindi una discrepanza tra alcune notizie bibliografiche e le testimonianze storiche e moderne su questi animali.
L'allevamento di tacchini di piccola mole nella zona dei Colli Euganei è ampiamente noto e risale a una tradizione ben consolidata. Ecco cosa scrive a tal proposito Italo Mazzon nel 1932:

"Chi ha insegnato alle brave massaie dei nostri Colli Euganei a praticare una pollicoltura, così varia e differente, da zona a zona? Perchè al colle i polli sono in numero così ridotto e al loro posto abbiamo numerosi branchi di tacchine?
[...]L’allevamento del pollo è da noi spesso unito a quello del tacchino, della faraona e dei palmipedi (anitre ed oche) di pregio non comune ; anzi in non pochi cortili, ove vi siano elementi favorevoli – acqua, risaie, praterie ed incolti – si può notare come questi allevamenti superino talvolta e non di poco, quelli della polleria.
[...]La zona dei Colli Euganei ha mercati settimanali di notevole importanza. [...] Due prodotti, sovra tutti, eccellono e sono ricercati : i capponi e le tacchine. Queste in gran parte si riversano a Bresseo ; i primi scendono in massima parte a Vò.
[...]Le tacchine e le oche dei Colli, non sono di formato molto sviluppato, ma hanno carni saporitissime, tenere che, a Padova, sono assai ricercate. All’epoca dei galletti i mercati ne sono abbondantemente forniti e tale produzione comincia prima che altrove perchè le massaie hanno la possibilità, quasi da par tutto, di sfruttare il sole che batte nelle costiere collinari."

Femmina di Bronzato leggero dei Lessini, a pelle bianca. Soggetto di Marco Toffoli, foto Andrea Mangoni.

Ecco come descrive questi animali il prof Carlo Lodovico Fracanzani, in un bollettino della Pro Avibus Nostris:

"Da quasi cinque secoli le massaie venete ed emiliane hanno allevato nelle aziende rurali i tacchini per le tavole imbandite, soprattutto in occasione delle feste natalizie.
Fino agli anni cinquanta, in cui prese le mosse in Italia l'avicoltura intensiva, tutti i pulcini prodotti nella Penisola erano schiusi da uova fecondate affidate alle chiocce sia galline che tacchine, e queste ultime erano preferite per l'incubazione naturale alle prime, perché di maggior mole e quindi capaci di covare un maggior numero di uova per volta. Era sfruttato anche il fatto che le tacchine non si stancano di covare e possono portare a buon fine quattro o cinque covate di uova di gallina, una dietro l'altra rimanendo nel nido a premere le uova complessivamente per più di cento giorni!
[...] Nel Veneto il tacchino dei Colli Euganei ed in Emilia il tacchino romagnolo furono impiegati per sfruttare nel migliore dei modi il pascolo data la loro sorprendente rusticità e la mole ridotta , i maschi raggiungono da adulti il peso vivo di 6 kg e le femmine di 3 kg, sono instancabili predatori di prede animali e di semi minuti di erbe coltivate e spontanee.
La spiccata attitudine alla cova delle tacchine, carattere ereditario tenuto in grande considerazione dalle donne dei campi, fu mantenuto nel tempo grazie ad una drastica selezione, con conseguente eliminazione delle tacchine cattive covatrici. Ovviamente la razza autoctona ora ricordata interessa in particolare modo le piccole aziende e le zone collinari dove gli incolti produttivi offrono condizioni ideali per il suo allevamento."
Si noti come il prof. Fracanzani indichi per i maschi un peso leggermente superiore a quello attuale, e più vicino a quello del Bronzato Comune. In altra occasione però il prof. Fracanzani segnalava una pelle bianca per i Tacchini Bronzati dei Colli Euganei.
L'allevamento di tacchini di piccola mole, con  spiccata tendenza alla cova e con livrea ricca di riflessi, non era però una caratteristica tipica dei soli Colli Euganei. Animali del tutto analoghi erano infatti diffusi in molte zone del Veneto, come ad esempio i territori della Saccisica, la Riviera del Brenta, la bassa trevisana, i monti Lessini, le zone orientali della provincia di Venezia.

Foto storica che mostra dei tacchini bronzati di piccola mole a Camponogara (VE).Immagine tratta dal libro di Rocco:  Vie di terra, d'acqua, di ferro e d'aria. Racconti e immagini di Camponogara.

A Camponogara (VE), sita tra Padova e Venezia, erano allevati tacchini bronzati di piccola mole, dalle caratteristiche analoghe a quelle dei Bronzati Euganei. Le testimonianze dei contadini e degli agricoltori locali affermano che, sebbene il colore della pelle non fosse fatto oggetto di selezione, erano spesso preferiti capi a pelle gialla, anche se animali a pelle bianca pare non fossero infrequenti.

Gruppo di avicoli nella prima metà del '900 a Roncajette (PD). La freccia rossa indica un tacchino di taglia leggera. Foto per cortesia di Davide Dal Molin. 


Un'altra foto d'epoca ritrae un gruppo di polli ed altri avicoli in una corte di Roncajette (PD), corte che sarebbe in seguito diventata la cartiera del paese. Si nota ai piedi della donna a destra (freccia rossa) quello che sembra essere un tacchino bronzato di taglia piuttosto piccola. Ovviamente non ci è dato di fare speculazioni sul colore della sua pelle.
Bruno Gasparin, allevatore e memoria storica della bassa trevisana, alleva ancora un gruppo di tacchini bronzati di piccola taglia e a pelle giallo paglierino, che lui ricorda di aver sempre visto tenere nelle aie della zona orientale della provincia di Venezia e in quella meridionale della provincia di Treviso.

Tacchini Bronzati dei Colli Euganei, esemplari fotografati nel 2008 all'ISI Duca degli Abruzzi - S. benedetto da Norcia di Padova. Foto Andrea Mangoni.
Un bel gruppo di Tacchini Bronzati degli Euganei era anche ospitato presso l'ISI Duca degli Abruzzi di Padova, almeno fino al 2008. Gli esemplari allora da me fotografati in occasione di una visita avevano pelle bianca e caruncole non eccessivamente sviluppate. La pelle non era stata fatta oggetto di attenzione, né al momento di recuperare i capi né in quello della selezione. La taglia era piuttosto minuta. Secondo il prof. Baldan, si trattava di capi provenienti da un allevatore padovano e mescolati con quelli raccolti nella campagne della bassa padovana, a Merlara.
L'allevatore mantovano Marco Toffoli ha invece recuperato sui monti Lessini un ceppo locale di tacchini bronzati leggeri, dal piumaggio straordinariamente ricco di riflessi, caruncole sviluppate e taglia compatibile con quella dei Tacchini Bronzati degli Euganei. Gli animali hanno principalmente pelle giallo paglierino, che si traduce spesso in caruncole e faccia arancio-rossiccio. Nascono però regolarmente esemplari a pelle bianca, tanto che io stesso ne ricevetti più di uno negli anni scorsi. 


Gruppo di giovani Bronzati dei Lessini a pelle gialla. Nel gruppo spicca un soggetto nato con colorazione che ricorda l'ermellinata. Soggetti di Marco Toffoli, foto Andrea Mangoni.
Nel corso delle mie ricerche nel territorio per ritrovare la Boffa, la Cucca e altre razze avicole, ho potuto vedere sia nella zona di Selvazzano (PD) che a San Giorgio in Bosco (PD) dei capi di bronzati leggeri, a bei riflessi, con caruncole evidenti. La pelle era, in questi casi, sia di colore gialla che di colore bianca. All'epoca mi venne riferito che mentre per i tacchini nostrani (il Comune Bronzato), leggermente più grossi, veniva preferita una pelle bianca al momento della macellazione e consumo, per i tacchini più piccoli, usati soprattutto per la cova naturale, erano indifferentemente tenuti capi di entrambi i colori.

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Capi leggeri in tutto e per tutto equiparabili ai tacchini Bronzati dei Colli Euganei ma a pelle giallo paglierino si ritrovano periodicamente in vendita nei mercati avicoli di Dolo (VE) e di Piove di Sacco, nella Saccisica (PD). Negli stessi mercati si trovano anche in vendita tacchini Bronzati assimilabili al Bronzato Comune, a pelle regolarmente bianca.
Ho quindi chiesto anche a Bruno Rossetto, memoria storica dell'Avicoltura padovana, notizie in merito. Mi ha riferito che i tacchini che lui chiamava "nostrani degli Euganei" raggiungevano i 6-7 Kg di peso (si tratta quindi di quelli che chiamiamo oggi Comune Bronzato) e che avevano pelle bianca. Erano invece diffusi localmente anche tacchini più piccoli a pelle gialla o bianca, di norma bronzati (ma anche bianchi, vedere sotto), da cova. Anche Rossetto ha riportato di averli sempre visti in vendita presso i mercati di Dolo (VE) e Piove di Sacco (PD).


Tacchini Bronzati dei Lessini, soggetti a pelle gialla di Marco Toffoli. Foto Andrea Mangoni.

Si è ritenuto generalmente che siccome i tacchini di Romagna erano segnalati come sgraditi per la loro pelle gialla, se ne potesse dedurre che tutte le altre razze italiane avessero pelle bianca. Vediamo allora cosa scrive il Cornoldi, nel 1957: 
"[...]Oltre alle suddette razze, nelle nostre campagne vediamo molto diffuso un altro tipo di animali che, non possedendo caratteri uniformi, sono classificati con il nome generico di razza nostrana; si tratta di una categoria di volatili che differiscono fra loro, sia per colore del piumaggio, sia per il colore e il gusto della carne: diversa è pure la taglia degli animali adulti, come diverso è il grado di precocità. 
[...]Così, ad esempio, sulle piazze di Milano, Bologna e Venezia sono bene conosciuti e apprezzati i tacchini di treviso a piumaggio scuro e pelle bianca, i tacchini di Parma e Piacenza di taglia un po' più grossa della precedente e con penna di color grigio e carne bianca, i tacchini di Romagna i quali, benchè abbiano la pelle gialla, sono meno apprezzati e perciò meno pagati che non gli esemplari delle due precedenti varietà."
Da queste righe possiamo certo dedurre alcuni particolari interessanti. Innanzitutto l'autore conferma la presenza di molte varietà locali, in cui il colore della pelle può variare notevolmente. Non possiamo quindi fidarci del ragionamento per esclusione generalmente fatto, secondo cui la segnalazione del colore giallo della pelle del Romagnolo indicasse automaticamente l'assenza di tale caratteristica nelle altre razze locali. Si può immaginare che animali a pelle gialla fossero presenti in altre regioni, tanto più che appunto viene segnalato lo smercio di tacchini Romagnoli nei mercati del veneziano. Non si può quindi escludere che anche nel territorio dei colli Euganei fossero presenti capi a pelle gialla.

Maschio di Bronzato dei Lessini, a pelle gialla. Soggetto di Marco Toffoli, foto Andrea Mangoni.

Non solo, a ben guardare le vecchie pubblicazioni, confrontando i pesi delle varie razze si potrebbe pensare che a volte animali oggi afferibili alla razza Comune Bronzata siano stati considerati dei Bronzati degli Euganei (vedi le segnalazioni di Euganei da 6-7 Kg). Non si può escludere, vista la sovrapposizione delle aree di diffusione di queste due razze, che si siano col tempo originati anche ceppi derivanti dal loro incrocio, rendendo così più difficoltoso la distinzione delle caratteristiche dell'una e dell'altra. Di fatto animali di tipologia intermedia sono presenti nei mercati di paese.
Totalmente scomparsa parrebbe invece essere un'altra tipologia ti tacchino che tempo fa sembrava essere sporadicamente presente nel territorio: il Tacchino dei Colli Euganei Bianco. Di taglia appena leggermente superiore a quella del Bronzato degli Euganei, aveva piumaggio candido e caruncole ben sviluppate. L'attitudine alla cova delle femmine era ottima.

Foto storica di Tacchino Bianco dei Colli Euganei e Tacchino Bronzato dei Colli Euganei. Soggetti di Bruno Rossetto, foto di Andrea Mangoni (2007).

L'allevatore padovano Bruno Rossetto ne allevò a lungo un gruppo, ottenuto da un altro appassionato di Casalserugo. Stando a quanto da lui riportato la pelle dei primi esemplari da lui tenuti era gialla, mentre quella dei capi da me osservati fino a pochi anni fa era bianca. Il prof Baldan riferisce comunque di aver trovato a Merlara (PD), oltre a tacchini bronzati leggeri, anche esemplari bianchi e ardesia (probabilmente azzurri o lilla come quelli di cui si parlerà più sotto). Non è chiaro se esistano ancora capi afferibili a questa varietà, anche se sporadicamente pare nascano dei soggetti bianchi agli allevatori di Tacchino Bronzato dei Colli Euganei.

Foto storica di Tacchino Bianco dei Colli Euganei. Soggetto di Bruno Rossetto, foto di Andrea Mangoni (2007).

Il 28 maggio 1995, durante un incontro organizzato dall'ISI Duca degli Abruzzi - San Benedetto da Norcia di Padova il sig. Rossetto, invitato dal prof. Francanzani, portò in esposizione oltre a degli esemplari di Gallina Polverara anche dei tacchini a colorazione azzurra o lilla, che il prof. Baldan presentò come “Tacchini dei Colli Euganei dal piumaggio azzurro” (si veda il bollettino n° 2 Pro Avibus Nostris). Questi animali, di cui ho parlato in altre occasioni, sembra derivassero dall'incrocio di femmine di Tacchino Bianco dei Colli Euganei con un maschio nero di origine ignota. Il ceppo in questione fu allevato anche nell'aviario dell'ISI Duca degli Abruzzi e presso l'associazione "La Fattoria in Città". I maschi raggiungevano pesi oscillanti tra i 4,5 e i 6 Kg, le femmine tra i 2,5 ed i 3,5 Kg. La pelle poteva essere indifferentemente bianca o gialla; in quest'ultimo caso le caruncole erano tendenti all'arancione se gli animali non erano eccitati.


Maschio di Tacchino Lilla degli Euganei. Soggetto e foto Andrea Mangoni.
Andatosi ad assottigliare sempre più nel corso degli anni, il numero degli esemplari provenienti da questo ceppo decrebbe drasticamente. Oggi ne rimane uno sparuto numero di soggetti, ma occorre precisare però che animali del tutto analoghi (anche se a volte di taglia leggermente superiore) sono reperibili di tanto in tanto nei mercati avicoli locali delle provincie di Padova, Treviso e Venezia, e la presenza di tacchini lilla leggeri non è estremamente rara nelle campagne venete. Lo stesso prof. Baldan aveva ad esempio visto nella sua visita a Merlara anche dei capi leggeri che indicò come ardesia ma che probabilmente altro non erano che dei lilla.

Foto storica di giovani Tacchini dei Colli Euganei, bianchi, lilla e bronzati. Soggetti di Bruno Rossetto, foto di Andrea Mangoni (2007).

Ricapitolando, il quadro della situazione sembra essere il seguente: stando alle testimonianze storiche e bibliografiche, era presente nei territori delle provincie di Venezia, Padova, Treviso (e forse Vicenza e Verona) un tacchino di piccola taglia, a colorazione bronzata e caruncole ben sviluppate. Sebbene non esistano al momento indicazioni sul colore della pelle di tali animali in bibliografia, esistono testimonianze di esperti ed allevatori che indicano sia la presenza di ceppi a pelle gialla, sia quella di animali a pelle bianca. Probabilmente tale carattere non è stato fatto oggetto di selezione volontaria, e di fatto in base alla recessività di uno dei due alleli sull'altro era possibile reperire tanto capi a pelle gialla quanto animali a pelle bianca, anche nel medesimo gruppo. A tal proposito non ho trovato indicazioni sulla dominanza del carattere "colore della pelle" nei tacchini, ma ho l'impressione che il colore giallo della pelle sia dominante sul colore bianco, anche in virtù del fatto che non è infrequente veder nascere animali a pelle bianca in gruppi a pelle gialla ma che sembra ben più difficile il contrario (nei prossimi anni proverò a dirimere la questione direttamente nel mio allevamento). A rendere la cosa ancor più complessa c'è il fatto che le caruncole aranciate diventano di un bel rosso vivo durante le parate e in condizioni di eccitamento, rendendo così non sempre agevole riconoscere il colore della pelle dei capi.

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Tornando alla questione iniziale: è stato un errore riconoscere in ambito FIAV questa razza attribuendole pelle di colore giallo?
A mio avviso probabilmente no, visto che non ci sono di fatto prove che indichino la presenza di due distinte popolazioni di tacchini bronzati a forti riflessi e taglia piccola in aree contigue o sovrapponibili del padovano, e caratterizzate da pelle di colore diverso. Sembra invece che il colore giallo della pelle fosse ampiamente presente in questa popolazione, anche se presso alcuni allevatori venivano allevati solo capi a pelle bianca.
Per cui sì, probabilmente è accettabile accettare tale colore della pelle in questi tacchini. Non è invece stato corretto escludere di inserire animali a pelle bianca in tale varietà: numerose testimonianze storiche concordano sulla presenza di tale carattere negli animali in questione, per cui sarebbe stato opportuno non considerare difetto ma anzi tollerare il carattere "pelle bianca" nel Tacchino Bronzato dei Colli Euganei. Restiamo in attesa di trovare nuove fonti bibliografiche o testimonianze che possano aiutarci a dirimere la questione, ma nel frattempo non posso non consigliare di allevare un gruppo di questi meravigliosi animali, splendidi testimoni del panorama avicolo veneto.

BIBLIOGRAFIA
Cornoldi, G. (1957). L'allevamento del tacchino. Edizioni Agricole, Bologna.
Cornoldi, G. (1965). Il Tacchino. Edizioni Agricole, Bologna.
Mazzon, I. (1932). Pollicoltura Padovana. Società Cooperativa Tipografica, Padova. 
Rocco, L. (2009). Vie di terra, d'acqua, di ferro e d'aria. Racconti e immagini di Camponogara. Coop. Il Plaustro, Prozzolo. 

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