La mia campagna - Rinnovamenti.

Una femmina di tacchina lilla con un piccolo. Foto Andrea Mangoni.

Questa non è una primavera normale. Si tratta di una primavera strana, intensa, catartica. Eventi e fatti si sommano gli uni agli altri, in un ansia di rinnovamento che mi obbliga a fare scelte che non avrei voluto - ma forse avrei dovuto - intraprendere. Ma da dove iniziare a spiegare, o meglio, raccontare?

Gallo di Polverara Bianca. Foto Andrea Mangoni.

Un ictus ha colpito una persona a me molto cara.
Lo so, come incipit è devastante, ma anche l'ictus lo è, con tutte le esigenze e gli strascichi che si porta dietro. Tra questi, il bisogno di accudire giorno e notte questa persona.
Sarei falso a dire che è un'incombenza che cade del tutto sulle mie spalle, perchè sono i miei genitori più di ogni
altro a prendersene carico. Ma anch'io mi trovo a vivere cambiamenti profondi, col tempo che scivola via senza fine, il fronte degli impegni che si espande, il tempo per la famiglia che va scemando. E occorre prendere delle decisioni, a volte difficili.
Decisioni come quella di eliminare fino ai tre quarti dei soggetti in allevamento.
Una delle femmine di Boffa cui ho dovuto rinunciare.

Cosa cade sotto la scure della mancanza di tempo e attenzioni? A cosa rinunciare?
Innanzitutto, vediamo a cosa non posso rinunciare. Non posso rinunciare alle mie Polverara. Troppo lavoro, troppa passione in questi anni sono state spese sulle mie Polverara di ceppo Rossetto per perderle. Così ho deciso di tenere due gruppi di animali.
Il primo gruppo è formato da un giovane gallo nero con un gruppo di galline pure, di tre differenti linee di sangue, nessuna troppo consanguinea col galletto stesso. Sono perfette? no, certo. Ma ho scelto gli animali più grossi, e quelli che soprattutto mi permetteranno di continuare il mio lavoro per più tempo senza dover cercare altrove per rinnovare il mio pollaio.

Il gruppo di Galline di Polverara pure. Foto Andrea Mangoni.

Il secondo gruppo è formato dal mio vecchio gallo bianco riproduttore, da alcune giovani pollastre pure, e da una serie di galline ibride derivanti dalle mie linee di incrocio per sostituzione.
Animali con il 50%, 75%, fin oltre il 95% di sangue Polverara. Non me la sono sentita di perdere del tutto il lavoro di questi anni. Oltre a loro, rimarrà anche qualche ovaiola con sangue Livorno, per non far piangere il cassettino delle uova, in dispensa.

Il secondo gruppo formato da Polverara e ibride.

Ma allora, cosa se ne va?
Se ne vanno tanti adulti e giovani, animali che avrei voluto usare come riproduttori ma che dovranno essere invece eliminati. Alcuni progetti come quelli della polverara sparviero e della maculata resteranno in stand-by, in attesa di tempi migliori. Se ne andranno probabilmente le anatre mute, anche se sembrano aver capito le mie intenzioni e stanno iniziando a deporre, quasi a voler lasciare a tutti i costi una discendenza nel mio allevamento.
Se ne andranno soprattutto le Boffe, e questo mi fa male; quasi tutti i giovani riproduttori che avevo e le vecchie galline sono partiti verso nuovi lidi e altrettanti entusiasti allevatori, che so porteranno avanti con onore i miei sforzi di questi anni.

Il galletto ibrido che verrà tenuto come riproduttore. Foto Andrea Mangoni.
Se ne andranno tante nanette ibride da cova, ci cui non potrò portare avanti molte linee di sangue come avevo pensato. rimarranno con me un galletto e due gallinelle, per continuare il lavoro che mi ero prefisso anni fa.

Il giovane galletto nano ibrido che ho deciso di tenere come riproduttore.
Una delle gallinelle ibride ciuffate. Foto Andrea Mangoni.
Resteranno i tacchini lilla di Rossetto: dopo lunghe ricerche infatti avevo giusto trovato una bella femmina per il mio maschio rimasto solo, e questa ha deposto e portato alla schiusa alcune uova in un angolino selvaggio e protetto del frutteto. Ora gironzola coi suoi sei piccoli, e guardarla è una gioia per gli occhi.

La femmina di tacchina lilla coi piccoli. Foto Andrea Mangoni.

Resterà una delle mie vecchie femmine di Boffa, troppo anziana per poterla cedere. Resteranno anche i pulcini che stanno nascendo e nasceranno, di Boffa e Polverara, destinati a prendere il posto lasciato dagli adulti e dai giovaniche se ne sono andati.
Ma nella fattoria non se ne vanno o restano solo gli animali. Ci sono anche alberi e piante da frutto che fanno la loro comparsa o muoiono. Come il meraviglioso pesco che mi ha regalato una cara amica, appartenente a una varietà che fa frutti a polpa rossa, i cui semi si possono piantare per avere ancora piante simili alla madre. 

Il cespuglio di pesche sanguigne.

E poi ancora verranno piantati uva spina e lamponi, per la gioia del mio bimbo. E infine una esile pianticella di susine, una Regina Claudia Verde, antica varietà che avevo sempre cercato ma senza grosso successo, almeno fino ad ora. Alla base delle piante costruirò piccoli e semplici muretti con vecchi mattoni, per aiutare gli alberelli a non esser sradicati, per pacciamare il terreno e per richiamare tanti piccoli e utili animali, come lucertole, ragni e forbicine, che mi aiuteranno a tener sotto controllo i parassiti. 

La giovane ed esile Regina Claudia Verde.
E così, un pezzetto alla volta,la vita della fattoria si rinnoverà, e ricominceremo a crescere, come i pulcini che l'ultima chioccia farà nascere e diventare adulti, speranza di periodi migliori.

Una chioccia in cova. Foto di Andrea Mangoni.

6 commenti:

ol poler ha detto...

forza e coraggio , la vita è come la natura e dopo l'inverno c'è sempre la primavera per tirarci su di morale.

Andrea Mangoni ha detto...

Grazie mille! Il coraggio non manca, così come non manca la consapevolezza che tornerò presto a godere dei miei animali. E la primavera, di certo, aiuta le nostre speranze...

Alex ha detto...

Ciao Andrea purtroppo ti capisco molto bene, anch'io, per cause di forza maggiore, ho dovuto rinunciare, alle mie passioni, vedendo bruciare come paglia, ogni mio sacrificio. Il mio unico appiglio è la speranza di tempi più sereni, ti faccio tanti auguri Alex da Lecce...ps(ho divorato il tuo libro, complimenti, aspetterò il prossimo)

Angelo tamburrano ha detto...

Ciao Andrea ho una novitàl 16 covatutto il termometro in dotazione è sotto i 100 f ma con un termometro digitale all'interno mi misura 36.8 le uova su 13 che ho messo 10 hanno il cosiddetto ragnetto quindi penso che sta andando bene...un altra cosa l'umidità è sempre bassa pur avendo sempre l'acqua nel primo scomparto cm faccio ad aumentarla la misuro con un igrometro e oscilla dai 38 a 42 %...dammi un consiglio grazie

Andrea Mangoni ha detto...

mi spiace rispondere solo ora, ma le vicende che vi ho raccontato in questo post mi stanno tenendo lontano dal blog da mesi...
@Alex: grazie di cuore per il sostegno e il supporto morale!
@Angelo: a quest'ora il mio commento sarà inutile, ma tant'è... non preoccuparti dell'acqua nel primo scomparto, l'importante è arrivare a circa il 56-60% in fase di schiusa. per la temperatura, la cosa migliore in caso di dubbio è misurare quella del guscio dell'uovo con un termometro auricolare digitale. è la stima migliore.
ciao!

Angelo tamburrano ha detto...

Grazie Andrea, comunque oggi ho avuto in regalo da un amico 7 uova di pavone spero che con la mia piccola incubatrice riesco nella schiusa della maggior parte delle uova..