Avicoltura - Quali problemi legali possiamo avere per il disturbo dato ai vicini dal canto del gallo e degli altri animali da cortile?

Un gallo che canta, anche se piccolo come questa barbuta di Watermael, può essere molto fastidioso e portarci ad avere parecchi problemi. Foto Andrea Mangoni.

Per chi alleva avicoli è un incubo che rischia di concretizzarsi, prima o poi: un bel giorno alla porta suona un vicino di casa e ci dice che il NOSTRO gallo canta e lo sveglia tutte le mattine, o gli impedisce di dormire la notte: insomma, è causa di disturbo, e ci viene intimato di trovare una soluzione.
Il problema è reale e, soprattutto, di non facile soluzione.

Galli, tacchini, anatre, pavoni e faraone non sono proprio animali silenziosi. Il loro suono può essere davvero potente ed estremamente fastidioso. Cosa fare quindi in questi casi? A quali leggi fare riferimento, per capire come agire correttamente e quali siano i nostri diritti e quelli dei nostri vicini?

I pavoni sono generalmente MOLTO rumorosi. Fa eccezione Pavo muticus, che è molto più silenzioso dei congeneri. Foto Andrea Mangoni.

In questi casi la prima cosa da fare è consultare il regolamento comunale: è infatti quest'ultimo che detta alcune norme fondamentali relative agli allevamenti avicoli amatoriali, come ad esempio quella importantissima della distanza dei ricoveri notturni degli animali dalle abitazioni.
In generale, anche se ogni comune ha testi differenti a
riguardo, è comunque proibito di allevare animali da cortile in area urbana o nei centri cittadini, e comunque i ricoveri notturni degli animali non possono di solito essere troppo vicini alle abitazioni, anche se spesso le normative comunali non dettano una distanza minima.
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Consultati i regolamenti comunali capiremo subito se il nostro allevamento - che sarà comunque bene sia stato registrato alla ASL di competenza - se in regola o meno; nel secondo caso, qualora non avessimo rispettato le distanze dalle abitazioni o se ci trovassimo in un'area ove fosse proibito allevare avicoli, non potremo far altro che adeguarci e - purtroppo - interrompere la nostra attività da allevatori.

Anche le faraone sono molto rumorose, specie quando sono in gran numero. Foto Andrea Mangoni.


Ma se invece viviamo in area rurale, gli animali sono su terreno agricolo e rispettiamo le distanza previste dal regolamento comunale, dovremo andare a consultare due particolari leggi: l'ARTICOLO 844 DEL CODICE CIVILE e la LEGGE 477/95.

La Legge quadro 477/95 sull'inquinamento acustico definisce quest'ultimo come
“l’introduzione di rumore nell'ambiente abitativo e nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi”.
Bene, è indubbio che il canto potente di un gallo possa essere considerato, se troppo vicino alle abitazione, una fonte di inquinamento. Ancora peggio certi tacchini o i pavoni. Ma chiunque contesti un inquinamento acustico deve poter dimostrare che esso sussista non dal punto di vista soggettivo ma oggettivo. Ovverosia, come afferma l'art. 844 c.c., vale pur sempre la legge della normale tollerabilità:  è considerato ovverosia tollerabile, in genere, un rumore che faccia registrare una differenza massima di 3 decibel tra il rumore di fondo normalmente registrabile ESCLUSA la presunta fonte di inquinamento acustico, e il rumore complessivo rilevabile anche in presenza della fonte di inquinamento acustico. Chiaramente sarà molto più facile non superare il valore della normale tollerabilità di giorno (fascia diurna, ore 06.00/22.00) piuttosto che di notte (fascia notturna, 22.00/06.00). L'organo preposto alla rilevazione corretta dei valori in questione è generalmente l'ARPA regionale. Chiunque ritenga di subire immissioni sonore tali da provocare inquinamento acustico può presentare un esposto alle autorità competenti, ovviamente dopo aver portato adeguata documentazione (di norma una buona perizia acustica) a sostegno delle proprie rimostranze.

Un giovane Polverara al canto. I galli possono iniziare a cantare anche durante la notte. Foto Andrea Mangoni.

Bene, se le perizie e i controlli non dimostrassero alcun tipo di inquinamento acustico rilevabile causato dal vostro allevamento, tutto andrebbe a finire così. potreste continuare ad allevare gli animali (magari con più circospezione, pensando a possibili ritorsioni illegali degli inevitabili scontenti...).
In caso contrario, ci toccherà agire di conseguenza cercando di eliminare la fonte del problema. Tra le opzioni che più spesso ho sentito nel corso degli anni, la classica è quella di rinchiudere durante la notte e fino a mattino inoltrato gli animali più rumorosi, in maniera che privati della luce del sole non cantino. Se eventualmente gli animali continuassero a cantare troppo, la chiusura in un ricovero notturno potrebbe rappresentare comunque una barriera atta ad affievolirne il rumore. Potrebbe essere un'idea quella di rivestire internamente il ricovero notturno con materiali fonoassorbenti o isolanti.

Gallo di Boffa. I galli di razze di grande taglia, di solito, hanno un timbro più forte e grave. Foto Andrea Mangoni.

E se tutto questo non funzionasse, come comportarsi? Purtroppo c'è ben poco da fare: dovremo eliminare  il problema alla radice... eliminando l'animale stesso. Dovrete trovare qualcuno cui cedere l'incriminato, o ben più tristemente pensare di farlo passare per la... mensa di casa. In entrambi i casi il compito sarà sgradevole, ma necessario.

L'unico consiglio che mi sento di darvi, è... prevenire è meglio che curare. Cercate di evitare motivi d'acredini coi vostri vicini. Hanno diritto quanto voi alla loro dose di tranquillità, e nei limite del possibile vanno capiti. Provate a coinvolgerli nelle vostre attività, magari regalando loro regolarmente uova o carne per far capire come alla fin fine il vostro allevamento possa essere per loro non solo fonte di fastidi, ma anche di qualche soddisfazione culinaria. Mi auguro comunque che non abbiate mai a confrontarvi con questo problema. A presto!

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2 commenti:

Vero ha detto...

In effetti ... legge o non legge ... la cosa migliore sarebbe quella di RISPETTARE il diritto al riposo e silenzio di tutti. Io spesso regalo uova ai vicini e non tengo mai più di un gallo in modo che almeno "non si rispondano" ...

Anonimo ha detto...

Buon giorno
Nell'interessante articolo leggo "è comunque proibito di allevare animali da cortile in area urbana o nei centri cittadini". Ma esiste una norma che impone tale proibizione?

cordialmente ... Alberto