giovedì 4 ottobre 2012

Appunti di Avicoltura - Progetti in corso 1: galline nane ciuffate ibride


Galletto nano ibrido. Foto Andrea Mangoni.

Da tempo nel mio allevamento ho iniziato ad eliminare le altre razze che tenevo, per dedicarmi solo alla Polverara e alle Boffa. Parallelamente a queste, però, ho iniziato a seguire anche qualche altro progetto. E da oggi voglio iniziare a parlarvene partendo da uno in particolare: la selezione di un ceppo di gallinelle ibride nane da cova, ciuffate.
Lo spunto per iniziare a selezionare le mie gallinelle nane da cova un po' più seriamente mi è stato offerto da un amico, che recentemente mi ha dato due minuscoli ibridi ciuffati nati nel suo allevamento. Vista la mia passione per le Polverara, mi è iniziato a balenare per la testa l'idea di provare a selezionare una gallinella nana con forte istinto alla cova che abbia però le caratteristiche della Polverara stessa, ovvero ciuffo, cresta a cornetti, tarsi ardesia. 

Gallinella ibrida ciuffata. Foto Andrea Mangoni.
Ovviamente sarà un'avventura da affrontare piano piano, facendo tanta selezione. In ogni modo, ritrovandomi con
due galletti e quattro gallinelle, ho diviso gli animali in due gruppi di riproduttori. Ecco qui sotto il primo nucleo, costituito da un galletto ciuffato e da tre gallinelle prive di ciuffo. Il galletto è giovane, ha un paio di mesi, e presenta ciuffo, ernia cerebrale ed è eterozigote per il gene Dv della cresta a cornetti.  La prima gallinella, a colorazione simil-betulla, è madre delle altre due femmine oltre che del galletto del secondo gruppo. Queste femmine derivano da incroci incontrollati tra Combattente Inglese Moderno Nano, Olandese Nana, Sebright, Chabo. Il galletto invece dovrebbe avere oltre a tutto questo anche sangue di Polverara e Olandese dal Ciuffo Nana nelle vene. Le due ultime femmine, poi, hanno la cresta a rosa in eterozigosi. Forse eliminerò dai riproduttori l'ultima femmina, per via delle zampe eccessivamente corte; punto infatti ad animali dalla forma più slanciata.

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Ecco invece il secondo gruppo. Il galletto è molto simile ad un Sebright, ed è fratello pieno delle due femmine che si vedono qui sopra. Dal padre, anch'esso un ibrido, sembrerebbe avere ereditato il piumaggio femminilizzato. In effetti, anche rispetto al fratello che si vede invece nell'ultima foto, sembra essersi sviluppato un po' meno e fa venire persino qualche dubbio sul fatto che si tratti davvero di un maschio. In effetti ha sempre mostrato cresta e bargigli più grossi e sviluppati rispetto alle sorelle, ma non è detto. Immaginando comunque che si tratti di un maschio certo, esso verrà fatto accoppiare con la femminuccia ciuffata della foto sotto, anch'essa dotata di ernia cerebrale ed eterozigote per il gene Dv della cresta a cornetti. 

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Qualora non dovesse rivelarsi davvero un maschio, potrei usare questo esemplare tenuto come "riserva". Si tratta di un esemplare giovane, con cresta a rosa, figlio della prima femmina, quella con colorazione simil-betulla. Anche lui con cresta a rosa in eterozigosi. 

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In pratica lo scopo è quello di selezionare animali con bargigli piccoli o inesistenti, cresta a cornetti sviluppata, orecchioni bianchi, tarsi ardesia o verdi. Nella prossima generazione dovrei ottenere metà esemplari con cresta a rosa e metà con cresta semplice. La metà di tutta la prole sarà poi eterozigote per la cresta a cornetti, quindi un quarto dei nati saranno privi di cresta a rosa e con la cresta semplice che si sdoppia posteriormente. Sceglierò probabilmente tra questi esemplari i nuovi riproduttori, e scambierò tra i due gruppi i migliori galli per evitare una troppo stretta consanguineità. Se ci riuscirò, tenterò anche di far accoppiare la gallinella della prima foto con un maschio di Polverara, per inserire anche il gene della barba e dei favoriti. Caratteristica poi fondamentale: tutte le femmine dovranno mostrare forte istinto alla cova. Queste gallinelle nane sono infatti meravigliose incubatrici naturali e balie, eccezionali anche per covare le uova più delicate.
Quali colorazioni selezionare? Mi piacerebbe cercare di arrivare ad una colorazione betulla, ad un bianco columbia nero o meglio ancora ad un bianco testa nera. Poi vedremo anche quali colorazioni segregheranno spontaneamente nel corso delle prossime generazioni. Insomma, davanti a me si dipana un arazzo intricato e multicolore di geni; nei prossimi anni mi divertirò a cercare di dipanarlo.

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E' USCITO "IL POLLAIO PER TUTTI", IL NUOVO LIBRO DI ANDREA MANGONI!
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