sabato 11 dicembre 2010

Appunti di Avicoltura - Il Tacchino Ermellinato di Rovigo

Maschio di Tacchino Ermellinato di Rovigo. Foto di Andrea Mangoni, esemplare di Marco Bindocci.
Tra le tante razze di tacchini italiane, il Tacchino Ermellinato di Rovigo è una delle poche che sia ben conosciuta anche al di fuori della sua regione d'origine, il Veneto. Vuoi per la bella livrea, vuoi per le buone attitudini produttive e per l'istinto alla cova, questa razza si è diffusa abbastanza bene tra gli appassionati, pur restando comunque poco comune.
Fu il Prof. Raffaello Quilici, dell'Istituto Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo, nel 1958, che partendo da tacchini comuni ed inserendo sangue di Narragansett (una delle più belle razze americane di tacchini) ottenne ad un certo punto della selezione tramite mutazione un piccolo gruppo di capi a livrea ermellinata, sulla quale continuare gli sforzi per uniformare le caratteristiche produttive e di taglia.
La razza è caratterizzata da tarsi color carne, pelle bianca, una livrea ermellinata che ricorda molto quella della razza tedesca Crollwitzer, e da una taglia media, con femmine che si attestano sui 5 Kg e maschi invece sugli 11 Kg. Si tratta di animali molto rustici e precoci, ad impennamento rapido, adatti anche all'allevamento in montagna. Le femmine sono ottime chiocce, perfette per portare a termine covate di numerosi avicoli, anche in virtù della loro taglia non eccessiva.
Purtroppo la scarsa uniformità somatica degli esemplari porta spesso a pensare di poter migliorare le caratteristiche della livrea tramite l'incrocio con altre razze. In verità, il semplice sforzo selettivo degli allevatori dovrebbe essere più che sufficiente per elevare l'uniformità della livrea di questa razza.
Gli animali in foto appartengono all'amico Marco Bindocci, e provengono dal ceppo dell'Università di Perugia; ho anche avuto il piacere di vedere un ceppo ugualmente bello e molto uniforme, ben caratterizzato, presso un allevatore di Casalserugo (PD), che era partito da un maschio Ermellinato avuto dall'allora Istituto San Benedetto da Norcia di Padova e da un gruppo di femmine bronzate di taglia adeguata. E' inutile dire che in questo caso, che dovrebbe essere preso da esempio, sono stati la caparbietà e l'assidua selezione operata da questo allevatore a permettere un simile risultato. Dovrebbe servire da spunto e da riferimento per ogni allevatore, specie in questi tempi in cui la parola "selezione" sembra spaventare gli appassionati più di tante altre.

Femmina in cova di Tacchino Ermellinato di Rovigo. Foto di Andrea Mangoni, esemplare di Marco Bindocci.

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