sabato 16 gennaio 2010

Biodiversità in campagna: Dorcus parallelipipedus, il cervo volante minore.

Maschio telodonte di Dorcus parallelipipedus. Foto di Andrea Mangoni.
Da bambino i libri sugli insetti erano un'attrazione infinita, per me. Li divoravo, estasiandomi di fronte a tutte quelle meravigliose specie di animali così piccole ma così complesse, strane, eccezionali. Tra tutti, i miei preferiti erano i Coleotteri; e tra tutti i coleotteri, quello che più mi piaceva era il cervo volante. Lo cercai un po' ovunque, ma senza fortuna: a parte il rinvenimento occasionale di una femmina, non lo trovai mai nelle campagne dietro casa. E in effetti sarebbe stato strano il contrario! E' specie più frequente in ambienti forestali, ed in provincia di Venezia era legato solo alle vecchie rive mature, laddove fosse presente la farnia. Ora è pressochè scomparso da buona parte di qiesto areale.
Maschio di Dorcus parallelipipedus. Foto di Andrea Mangoni.In compenso, però, ben presto iniziai ad imbattermi in un animale simile, più piccolo, ma con caratteristiche comunque interessanti: si trattava del dorco o cervo volante minore (Dorcus parallelipipedus). Questo insetto, che può raggiungere i 3,5 cm di lunghezza, deve il suo nome scientifico a la forma vagamente quadrangolare del corpo. Il dorco è molto più diffuso del cervo volante, probabilmente perchè è molto più adattabile in termini di ambiente e di essenze preferite per lo sviluppo larvale. Questo insetto infatti depone le uova in profondità nel legno marcescente di numerosissime essenze autoctone, dal Tiglio alla quercia, dal faggio al castagno, e soprattutto nell'ambiente delle rive nei ceppi in decomposizione di pioppo e salice. Ma non solo: arriva a nutrirsi anche dei pezzi di compensato abbandonati nei boschi ed in allevamento una volta una femmina ha deposto le sue uova in un pezzo di canna da zucchero che avevo utilizzato come cibo! Insomma, un piccolo opportunista che riesce in questo modo a sfruttare molte nicchie ecologiche irraggiungibili per il “cugino” maggiore.
Larva di Dorcus parallelipipedus. Foto di Andrea Mangoni.Dorcus parallelipipedus, nelle sueprime fasi di vita, passa attraverso tre stadi larvali (larva melolontoide) e alla fine si impupa in una cavità del legno, dopo in genere essersi nutrito per circa un anno (a volte due); il coleottero adulto emerge in primavera, e si nutre di frutta matura, mlinfa ed altri essudati dolci prodotti dalle piante e dagli alberi. Lo si può trovare di notte, a volte, quando attirato dalle luci dei lampioni si posa a terra, arrancando; altrimenti i ricercatori lo prendono con semplici trappole a cadurta, innescate con esche zuccherine. Sono insetti davvero interessanti, che possono vivere più di un anno e che si riproducono anche in cattività; in Giappone i loro cugini esotici di taglia più grande, come D. titanus, D. alcides e D. curvidens sono dei comuni pet d'affezione, venduti in appositi negozi.
In Italia, oltre a D. parallelipipedus, troviamo solo D. musimon, molto simile, che vive in Sardegna; nel resto dela penisola sarà questa piccola “scatoletta” nera l'incontro più frequente nei boschi, sotto i vecchi ceppi, dove le foglie dell'autunno precedente riposano.




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Maggiori informazioni su Lucanidi e Scarabeidi:

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Pupa di Dorcus parallelipipedus. Foto di Andrea Mangoni.

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