Avicoltura - La muta delle galline: 3 consigli per farla affrontare al meglio ai nostri animali.

Un piumaggio lucente e perfetto, come in questa gallina New Hampshire, è prerogativa di animali sanie  vigorosi, ma tutti i polli una volta l'anno devono affrontare la muta. 

La muta è, nei nostri poli, il processo che li porta a cambiare, totalmente o parzialmente, il proprio piumaggio. Si tratta di un processo naturale, che i polli affrontano una volta all'anno, necessario per mantenere in buone condizioni il piumaggio e per rimpiazzare penne e piume perse nel tempo per usura, incidenti, attacchi di predatori, parassiti e lotte tra cospecifici. 
Di norma la muta inizia in autunno, tra settembre e ottobre, ma in qualche caso gli animali possono iniziare molto prima, anche verso luglio- agosto. In generale il processo termina tra novembre e dicembre e dura in media 2-3 mesi. Oltre al fotoperiodo, essa può dipendere dalle condizioni di allevamento e all'alimentazione. 

Gallo di Polverara in piena muta. si nota l'assenza quasi completa della coda e delle penne della parte posteriore del collo.

In questo periodo di tempo di norma le galline smettono di deporre o comunque diradano molto la fetazione, e i galli cantano meno e non si accoppiano. Chi alleva polli per la prima volta spesso si chiede il perché dello stop nella fetazione, e pensa che si possa trattare di qualche
anomalia, ma è in realtà tutto assolutamente naturale. Le galline nate a dicembre o gennaio iniziano a deporre presto, verso giugno-agosto, ed entrano dopo pochi mesi in muta; questo ne riduce la fetazione totale il primo anno. Le galline nate in aprile-maggio, invece, iniziano a deporre in ottobre o novembre, e compiono la prima muta solo all'autunno successivo, garantendo così circa un anno di fetazione ininterrotta. 

Gallo di orpington al pascolo: si nota l'abbondanza del piumaggio e si intuisce come la muta possa incidere sui bisogni alimentari di questi animali!

La muta inizia dalla testa e successivamente i polli perdono piano piano le penne del collo, petto, dorso, ali e coda. Viene considerata conclusa quando l'animale ha rigenerato totalmente remiganti e timoniere. Nel periodo in cui avviene la muta ovviamente i poli hanno specifiche esigenze, che dovremo andare a soddisfare. Ecco quindi tre semplici consigli per far superare al meglio questo periodo dell'anno ai nostri animali.


Boffa all'inizio della muta: si notano le penne del dorso e della coda in pessime condizioni.

1) Aumentare la razione proteica nell'alimentazione. Può sembrare un suggerimento scontato ma le penne sono strutture formate per la maggior parte da proteine come la cheratina: la loro perdita obbliga gli animali ad investire nella produzione di nuove proteine. L'alimentazione è quindi molto importante in questo periodo. Aumentare la quantità di proteine presente nel mangime è un buon modo di fornire agli animali i "mattoni" per la costruzione di nuove penne, ancor più importante è la presenza nel mangime di amminoacidi liberi come la metionina. Un mangime per pulcini con percentuale proteica superiore al 22%, granaglie germogliate (orzo, avena, grano) e libero accesso al pascolo saranno quindi indispensabili per favorire la rapida ricostituzione del piumaggio. 

Femmina di Ancona che mostra uno splendido e lucido piumaggio. 
2) Cercate di stressare il meno possibile gli animali. Aggiungere nuovi capi, togliere esemplari dominanti, spostare da un pollaio all'altro dei polli, sono tutte azioni che minando la scala gerarchica del pollaio causano stress agli animali, prolungando potenzialmente il periodo della muta. Non sovraffollate il pollaio e anzi date agli animali di poter avere a disposizione un pascolo alberato ampio e una confortevole area di ricovero notturno, magari con una lettiera morbida, asciutta e pulita. 

3) Attenti alla fine della muta. Quando l'animale sta ricostituendo le nuove remiganti e timoniere, tornate gradatamente al mangime che somministrate normalmente - ad esempio, un buon mangime per ovaiole alle fetatrici. Evitate di mantenere elevate percentuali di proteine nell'alimentazione dei polli al di fuori del periodo della muta. Eccessi proteici possono portare a fenomeni di pica e cannibalismo, specie se i polli sono confinati in un recinto troppo angusto. Gli animali avranno inoltre modo di abituarsi gradatamente alla condizione di normalità, evitando problemi gastrointestinali. 

La muta passerà presto, e voi potrete godervi i vostri animali più belli che mai, col loro piumaggio lustro e splendente. 

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea, avrei bisogno di un consiglio... Mi scuso se non è molto inerente a questo post ma non sapevo dove poterle scrivere. A settembre ho comprato un trio: un galletto e due gallinelle di cocincina nana. Poi ho aggiunto tre Isa brown per le uova... Il problema è che osservando i miei animali in questi mesi ho notato che il gallo ha difficoltà ad accoppiarsi in quanto afferra la gallina per la testa ma poi non ci salta sopra, inoltre trema come se si stesse accoppiando davvero, ma in realtà l'ha solamente afferrata senza averla montata... Non so se mi sono espresso con i giusti termini ma spero di essermi fatto capire. Aggiungo che non è un problema di differenza di taglia in quanto il gallo si comporta allo stesso modo anche con le femmine della sua stessa razza. Come devo comportarmi? La ringrazio per i preziosi consigli.

Andrea Mangoni ha detto...

ciao, può essere che il gallo trovi un impedimento nella lunghezza delle penne che ricoprono i tarsi. Ti consiglierei di accorciarle con un paio di forbici a 2-3cm di lunghezza, in modo che non intralcino l'animale nella monta. Prova anche ad accorciare il piumino attorno alla cloaca.
In bocca al lupo!