venerdì 30 settembre 2016

L'orbettino italiano (Anguis veronensis).

Primo piano di un orbettino italiano (Anguis veronensis). 

Non è troppo raro imbattersi, per chi svolge lavori in giardino o nell'orto, in un piccolo rettile serpentiforme liscio e lucido: l'orbettino italiano (Anguis veronensis) non è però un serpente, ma una lucertola della famiglia Anguidae che, nel corso dell'evoluzione, ha perduto le zampe. Si tratta quindi di un animale totalmente innocuo e anzi molto utile per l'orticoltore. Vediamo di conoscerne meglio le caratteristiche peculiari.

Giovane maschio di orbettino italiano (Anguis veronensis)
Innanzitutto, diciamo subito cosa lo differenzia esternamente dai veri serpenti, come vipere e bisce. Il corpo dell'orbettino è generalmente cilindrico, lungo fino a circa 40 cm (anche se gli esemplari di taglia maggiore possono sfiorare i 50). La testa è breve e poco differenziata dal resto del corpo, con una bocca che al contrario di quella dei serpenti non è dotata di mandibole e ossa craniche in grado di disarticolarsi per ingoiare prede di grosse dimensioni. Gli occhi, a differenza di
quelli degli ofidi, sono protetti da palpebre come quelli delle lucertole comuni; e sempre come le lucertole, anche gli orbettini italiani sono in grado di abbandonare una coda divincolantesi tra le fauci di un predatore pur di sfuggire a un triste destino. In pochi mesi, poi, l'appendice ricrescerà, anche se meno appuntita, più corta e spesso di un colore diverso da prima. Il maschio è generalmente più grosso e massiccio della femmina, di colore uniforme e a volte sfoggia degli occelli azzurri sui fianchi; le femmine invece spesso mostrano una linea dorsale e fianchi più scuri. 


Maschio adulto di orbettino italiano (Anguis veronensis).
L'orbettino sembra avere un corpo più rigido rispetto a quello dei serpenti, a causa di alcune placche ossee, gli osteodermi, che si trovano sotto la pelle e che lo aiutano nelle operazioni di scavo. Si tratta infatti di un rettile con abitudini fossorie, che passa buona parte del suo tempo rintanato nel terreno, sotto i sassi o nei tronchi marscescenti. Caccia e si muove soprattutto nelle ore del crepuscolo, di sera o dopo gli acquazzoni. Difficilmente lo si osserva al sole. Proprio per questo lo si può spesso trovare negli orti e nei giardini, rintanato sotto qualche oggetto, in attesa di dare la caccia alle sue prede. 


Giovane maschio di orbettino italiano (Anguis veronensis)
L'orbettino italiano è un animale ovoviviparo: le femmine conservano nel proprio corpo le uova fino alla schiusa delle stesse, partorendo poi i piccoli perfettamente formati. I piccoli, lunghi una dozzina di centimetri, hanno livree dorate o marrone metallico chiaro, con strisce scure sui fianchi e sul dorso. Raggiungono la maturità sessuale a circa 3 anni di età. 


Testa di orbettino italiano (Anguis veronensis); si notano le palpebre attorno agli occhi.

L'orbettino italiano è un predatore che si nutre soprattutto di insetti e altri piccoli invertebrati, come i lombrichi; sembra apprezzare molto anche le limacce, cosa che dovrebbero renderlo un ospite tra i più benvoluti da orticoltori e giardinieri. Eccezionalmente qualche esemplare di grossa taglia può nutrirsi anche di piccoli vertebrati. Possiamo anche invogliare qualche orbettino a stabilirsi nel nostro orto, magari ammucchiando in un angolo ombreggiato dei ceppi d'albero a marcire, o allestendo una piccola pietraia o un muricciolo a secco. 

Femmina adulta di orbettino italiano (Anguis veronensis).

Fino a pochi anni fa si riteneva che gli orbettini viventi nella penisola italiano fossero da ascrivere alla specie Anguis fragilis, o orbettino comune; in realtà uno studio comparso nella rivista Molecular Phylogenetics and Evolution ha evidenziato come le popolazioni di orbettino presenti in Italia e in alcune aree della Francia mostrino invece differenze tanto a livello genetico quanto a livello morfologico rispetto alle popolazione del centro e nord Europa. Tali differenze hanno sancito quindi, nel 2013, il riconoscimento della nuova specie orbettino italiano e l'adozione del nome scientifico Anguis veronensis coniato da Pollini nel 1818.

LETTURE IN TEMA

. .
. .

1 commento:

Alex ha detto...

Ma che animale affascinante ci hai presentato, in che zone d'Italia vive, da me mai visto(Salento), sarebbe curioso poterlo osservare nel suo ambiente.interessantissimo poi proprio perché è una via di mezzo tra lucertola e serpente, che bella che è la nostra natura, grazie Andrea