sabato 22 maggio 2010

Appunti di Avicoltura - La razza Padovana Gigante .

Padovana Gigante, da Guida del Pollicultore, 1893.
Nel mare di razze che popolarono l'Italia nei secoli scorsi, alcune rappresentarono una vera e propria innovazione, perchè derivavano dall'incrocio delle grandi razze asiatiche, appena introdotte sul mercato nazionale, coi polli locali, notoriamente certo non dei giganti.
Il padovano vide la nascita proprio di una di queste razze, che per l'enorme taglia si meritò il nome di Padovana Gigante. Tale razza venne selezionata a Villafranca Padovana dai Coniugi Luigi Mazzon ed Emilia Busetto, incrociando un gallo di razza Cocincina con due galline, una femmina di Polverara ed una di Padovana comune, selezionando poi nelle generazioni successive gli animali più grossi ed imponenti. La selezione procedette per la bellezza di 25 anni, e - bisogna ammetterlo - l'uniformità dei caratteri raggiunti nel corso di questo lungo periodo di tempo lasciò molto a desiderare. vi erano infatti esemplari con penne ai tarsi e senza, con ciuffo occipitale e non, e persino - nei primi anni del '900 - con 5 dita! La forma degli animali era, in origine, decisamente da pollo di tipologia eterosoma, con cresta piccola, corpo massiccio, orecchioni rossastri. Le prime due immagini che accompagnano il post mostrano proprio questa tipologia di animale, che riscosse un certo successo e che venne anche esportata più volte verso i Paesi del nord Europa.
Sebbene i primi esemplari avessero colorazione nera, già nel 1893 comparve la livrea bianca, e ancor dopo venne fissata la "brizzolata", una sorta di mantello simile a quello dell'Ancona ma con minor tracce di bianco. Non ci sono invece maggiori notizie della variante "perniciata" che sarebbe stata presente nei cataloghi della ditta Lion a inizi del '900.
Ma, come abbiamo detto, questi animali NON rappresentavano una vera e propria razza, o perlomeno non ancora; essendo ancora lontani i tempi delle conoscenze di genetica dei polli, la selezione andava "a buon senso" e fissare o meno i caratteri era impresa non da poco. Si può dunque definire questo ceppo particolare frutto di una selezione per meticciamento, che mirava principalmente ad ottenere animali di grande taglia. La razza era una discreta ovaiola - circa 150 uova l'anno, con poca tendenza alla cova.
Padovana Gigante Bianca, da Guida del Pollicultore, 1893.
Comunque sia, nel corso dei decenni i caratteri vennero davvero fissati e la Padovana Gigante divenne una vera e propria razza, con tanto di bozza di standard. Solo che, per gli animali in questione, la trasformazione fu radicale. Infatti negli anni '30 del secolo scorso la razza aveva cambiato totalmente aspetto. Le foto d'epoca (le ultime due di questo post) ci mostrano infatti animali simili al pollo di tipo mediterraneo, ma di grande taglia, con orecchioni candidi, tarsi lisci e cresta ben sviluppata (piegata di lato nella gallina). Insomma, un mutamento radicale, che però non ebbe seguito: la razza infatti si estinse completamente nel corso di pochi anni, stroncata dalla guerra e dagli ibridi commerciali.
Alcuni autori confusero la razza Gigante con la Pesante Padovana, altro pollo di grande taglia tipico della provincia, ma che con la Gigante non aveva nulla a che fare. La Pesante infatti aveva origini assai più dubbie, tanto che si ignora ancor oggi con certezza se essa fosse frutto di incroci o se si trattasse di una popolazione di polli autoctoni di grande taglia. Il prof. Ghigi era un acceso sostenitore della prima ipotesi, mentre il cav. Mazzon propugnava assolutamente la seconda. In ogni caso, Gigante Padovana e Pesante padovana non avevano nulla a che spartire.
Padovana Gigante, testa di un galletto di 100 giorni, 1934.
In questi ultimi tempi si è iniziato a parlare della ricostituzione della razza. Del progetto ho pochissime notizie, che si riassumono in quanto segue. Un allevatore padovano avrebbe provato a ripetere gli incroci effettuati dal Mazzon nel 1850, ottenendo degli animali di grossa mole, piuttosto simili ai primi capi ottenuti nell'allevamento ottocentesco di Villafranca Padovana. La razza però sarebbe ben lungi dall'essere fissata, in quanto presenterebbe numerosi caratteri in eterozigosi come ad esempio la calzatura ed il colore dei tarsi. Immagino che, proprio come un secolo e mezzo fa, si possa parlare, in questo stadio della selezione, di prodotto di meticciamento. Dopotutto, sempre che le informazioni in mio possesso siano corrette, il lavoro sulla razza sarebbe ricominciato solo da pochissimi anni, per cui ci vorrà certamente ancora tempo per ottenere gli animali cui si riferiva la bozza di standard stilata dal Mazzon (e che riporto per completezza qui sotto). Nel frattempo va fatto un plauso al desiderio dell'allevatore in questione - purtroppo non ne conosco il nome e me ne rammarico - per l'impegno dimostrato nel voler tentare di ridar vita ad una delle passate glorie del contado padovano. Questo genere di sforzi può portare infatti ad un aumento della ricchezza della biodiversità avicola nazionale, che merita di essere riscoperta davvero.
Oltre allo standard del 1937 tratto dalla "Rivista degli Allevatori", viene riportata una bibliografia minima. I due volumi della "Pollicoltura Padovana" del Mazzon sono scaricabili gratuitamente dalla pagina dei downloads del sito dedicato alla Gallina Boffa.
GALLO:
TESTA ben portata, non grossa; CRESTA eretta, semplice, di tessuto fine, ben seghettata con 5 o 6 punte; OCCHIO vivace, grande, intelligente, con iride d'un giallo rosso brillante; ORECCHIONI bianchi e ovali; BARGIGLI sviluppati e rossi come la cresta; BECCO corneo, robusto, leggermente ricurvo; PETTO molto ampio e ricco di carne; ALI robuste, serrate ai fianchi, non adatte al volo; SCHIENA larga e ben pendente all'indietro; CODA ben portata e ricca di lunghe falcette; ADDOME largo, arrotondato e morbido; COSCE robuste e ricche di carne; TARSI ben proporzionati, lisci, ardesia, con 4 dita; UNGHIE colore corneo scuro; PORTAMENTO maestoso, indole buona; PESO da 4 a 5 Kg.
GALLINA: TESTA leggera su collo ben arcuato; CRESTA pendente da un lato all'inizio della deposizione, dentatura regolare e non profonda; OCCHIO grande, intelligente, con iride d'un giallo rosso brillante; ORECCHIONI bianchi e ovali; BARGIGLI sviluppati e rossi come la cresta; BECCO corneo, robusto, leggermente ricurvo; PETTO molto ampio e ricco di carne; ALI robuste, serrate ai fianchi, non adatte al volo; SCHIENA larga; CODA ben portata; ADDOME largo e morbido; COSCE robuste e ricche di carne; TARSI ben proporzionati, lisci, ardesia, con 4 dita; UNGHIE colore corneo scuro; PORTAMENTO tranquillo, indole quieta; PESO da 3,5 a 4 Kg; UOVA da 165 a 185 all'anno, peso 75-80 gr, guscio bianco o rosato, robusto.
BIBLIOGRAFIA
Mazzon, I. (1932). Pollicoltura Padovana. Società Cooperativa Tipografica, Padova.
Mazzon, I. (1934). Pollicoltura Padovana. Storia monografia delle razze padovane. Tipografia Antoniana, Padova.
Mazzon, I. (1937). "Razza Padovana Gigante" in Rivista degli Allevatori, Vol. V, n. 3.
Monti, A. L. (1893). "La Gigante Padovana bianca" in Guida del Pollicultore, Vol. V, n. 6.
Trevisani, G. (1896). Pollicoltura, III Edizione. Hoepli, Milano.

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AVICOLTURA E BIODIVERSITA': LETTURE PER SAPERNE DI PIU'

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Padovana Gigante, 1932

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