Appunti di Avicoltura: inserire nuovi soggetti in un gruppo di galline (o di altri avicoli), sì o no?

Gallo Twentsee e gallina Wiandotte. Foto di Andrea Mangoni.
Molti allevatori sembrano avere qualche dubbio in caso di inserimento di nuovi esemplari in un gruppo di avicoli già consolidato e stabile. Si azzufferanno? Si ammaleranno? Cosa succederà?
Iniziamo col dire che introdurre nuovi avicoli in un allevamento è una pratica generalmente sconsigliata per tutta una serie di ottimi motivi. Primo, i nuovi arrivati possono portare malattie o parassiti; secondo, si verrannoa creare due gruppi di animali, il vecchio ed il nuovo, in perenne lotta tra loro; Terzo, alcuni animali potrebbero azzuffarsi e ferirsi... e così via.
La cosa migliore SAREBBE quella di allevare il proprio ceppo partendo da animali giovani, acquistati tutti insieme e fatti crescere senza aggiungere mai altri capi, ricavando gli animali per la rimonta dalle successive generazioni, meglio se ottenute da chiocce che possono vivere liberamente con gli altri polli in maniera che i pulcini si inseriscano naturalmente nella gerarchia del gruppo.
Notate niente di strano? E' una scena bellissima, ma quante persone conoscete che abbiano visto o avuto situazioni simili? Io pochissime, per non dire nessuna! La verità è che i pulcini spesso li dobbiamo allevare a parte, e poi bisogna inserirli coi riproduttori! E se ci muore un capo che abbiamo necessità di rimpiazzare? E se desideriamo accostare una nuova razza a quella che già alleviamo? Tutte situazioni più che comuni nell'allevamento amatoriale, che possono essere risolte con poche attenzioni.
Se acquistiamo un nuovo gruppo di animali da un altro allevamento, e desideriamo metterli con quelli che già abbiamo, dovremmo tener debito conto di due cose: le potenziali malattie trasmissibili dai "nuovi" ai "vecchi", e i cambiamenti nella scala gerarchica che essi provocheranno. La questione delle malattie si può affrontare disponendo di un piccolo recinto con annesso ricovero notturno in cui inserire e tenere in quarantena i nuovi arrivati fino a che non avranno dimostrato di essere sani; in questo periodo faremo attenzione all'alimentazione, magari inserendo nella dieta alcuni alimenti, come l'aceto di mele nell'acqua e l'aglio tritato nel pastone, che aiutano a contenere alcuni dei più comuni parassiti. Dopo circa un mese e mezzo i nuovi arrivati potranno essere inseriti coi nostri vecchi animali. Per evitare che le tensioni generate dall'incontro dei due gruppi finiscano col ledere alcuni dei nostri capi, dovremo per tempo progettare delle vie di fuga e delle barriere visive per aiutare quegli animali che, nei combattimenti per la costruzione della nuova scala gerarchica, finiranno col perdere. In questi casi basta spesso un semplice separè di canne o vimini, un breve pezzo di staccionata ad angolo, un gruppo di cespugli e una piccola siepe; meglio ancora una struttura ove i nuovi arrivati possano appolaiarsi in maniera da evitare le ire dei vecchi proprietari del pollaio. Infine dovremo aumentare in relazione al numero degli animali anche quello dei posatoi. E' normale vedere scene di fughe ed inseguimenti, specie i primi giorni dopo l'immissione dei nuovi capi; non demordete e lasciateli insieme. Tempo un paio di settimane e gli ultimi arrivati potranno muoversi liberamente nel pollaio, anche se con qualche remora ad avvicinarsi ai "vecchi". Importante in questi primi giorni di convivenza controllare che i combattimenti non finiscano col causare danni fisici agli esemplari deboli, come strappi sanguinanti nella zona di pelle subito dietro alla testa o - peggio!! - che qualche gallina non rimanga accecata. In questo caso i malati dovranno essere isolati in gabbie e curati perfettamente prima di essere nuovamente inseriti nel gruppo centrale.
Un simile discorso si applica anche ai pulcini cresciuti lontano dal gruppo degli adulti, in gabbie o recinti separati. In questo caso attenderemo ad inserirli tra i "grandi" fino a che le loro dimensioni non lo permetterano; in genere accade verso l'età di 3 mesi.
Discorso a parte, invece, per i galli: non inserite mai, se possibile, un maschio adulto in un gruppo contenente già un gallo dominante. I due potrebbero combattere fino alla morte. La cosa migliore da fare in questi casi è quella di inserire solo maschi molto giovani, in maniera che crescano assieme al padrone dell'harem e che di conseguenza si "infilino" in maniera più dolce all'interno del tessuto sociale del pollaio. Certo, questo non eviterà qualche successiva scaramuccia, ma in genere i risultati saranno molto migliori. Importante: evitate di farlo con i galli appartenenti a razze da combattimento o similari!!
Resterebbe da trattare inoltre un altro punto, quello cioè dell'inserimento e della convivenza di una specie avicola in un gruppo formato da esemplari di un'altra specie (es. tacchini in un gruppo di galline); ma questo sarà l'argomento di un prossimo post. ciao!
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AVICOLTURA E BIODIVERSITA': LETTURE PER SAPERNE DI PIU'

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Gruppo di pulcini spaventati appena inseriti nel gruppo degli adulti. Foto di Andrea Mangoni.

1 commenti:

Alessandra Mura ha detto...

Ciao! Ho un gallo cresciuto col dominante capo del pollaio da anni.. Ora ha un anno e mezzo e cerca letteralmente di fare fuori tutti i galli nel pollaio compreso"il capo". Unk ha perso un occhio. In effetti noi abbiamo poche galline per 4 galli,visti gli ultimi tentativi assassini abbiamo deciso di darlo ad un allevatore con fattoria didattica che non li ammazza.. Avra sulle 33 galline ma ha gia 3 galli. A parte che saró matta ma ho paura che soffra dello spostamento, lui che cosi tanto difende il suo pollaio,e anche che si faccia male perche non gli piacera' passare da quasi capo a ultimo.. Temo
Chd iniziera le lotte per risalire nella gerarchia.. Ma come facciamo a tenerlo? Nin abbiamo piu una vita sempre controllando chd non si ammazzano, uno è vecchio e non ci va di spostarlo , l'altro è quello senza un occhio e in un ambiente nuovo non mi sembra il caso, il terzo è un bonaccione e non crea problemi. Che pensa della situazione?