giovedì 9 marzo 2017

Come fare l'innesto a corona - Guida fotografica passo a passo.

Un coltellino da innesti, a sinistra, e una roncola, a destra.

Abbiamo già parlato in passato dell'innesto, una pratica agronomica volta a unire la parte aerea di una pianta di cui ci interessano i prodotti con la parte ipogea di un'altra pianta affine. In generale, in frutticoltura si usa innestare gli alberi da frutto per salvaguardare le varietà e moltiplicarle in purezza, avendo a disposizione materiale di partenza sempre molto uniforme in termini di performance e qualità. 
Esistono molti tipi di innesto: a spacco, a doppio spacco inglese, a occhio, a triangolo. Oggi vorrei parlarvi dell'innesto a corona, utile soprattutto in caso si abbia un albero già grandicello di cui si voglia sostituire totalmente o parzialmente la varietà dei frutti prodotti.

Fiori di Pesco Lorenzino.
L'innesto a corona si chiama così anche perché si possono innestare (al pari di quello a triangolo) due, tre o più marze su un tronco abbastanza grosso. Può però essere
usato anche con marze di diametro di poco inferiore a quelle del tronco del portainnesto; in questo caso si utilizzerà però un solo nesto. 

La roncola, sopra, utile per tagliare e ripulire il portainnesto; il coltellino da innesti, sotto, ottimo per sagomare le marze e lavorare la corteccia del portainnesto.

Il materiale occorrente per praticare l'innesto a corona è quello classico per tutti gli innesti: un segaccio, un coltellino da innesto, una roncola, rafia o nastro isolante, mastice protettivo per innesti. Le marze della varietà che si vuole innestare sono prese da rami formatisi l'anno precedente; vanno prelevate in gennaio-febbraio, con le gemme completamente dormienti, e conservate possibilmente in posizione verticale dopo esser state avvolte in fogli di carta umidi e messe in un sacchetto nero, mantenendole a basse temperature fino al momento dell'innesto.

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Il portainnesto dovrà essere a uno stadio di attività più avanzato ovviamente rispetto a quello delle marze, e in "succhio" (con la corteccia che si stacca facilmente dal legno sottostante). 

Ma vediamo ora, punto dopo punto, come effettuare l'innesto.

1 - Iniziamo segando il portainnesto nel punto desiderato. il taglio dovrebbe essere il più pulito possibile e privo di sbavature. 


2 - Ripuliamo il taglio rifinendolo con la roncola ben affilata. Accechiamo inoltre le gemme le portainnesto presenti subito sotto il taglio.


3 - Prendiamo la marza. accorciamola in modo che contenga da 3 a 5 gemme. Dovranno essere possibilmente gemme da legno.


4 - Pratichiamo sulla parte inferiore della marza prima un taglio longitudinale, poi uno ad esso perpendicolare, a formare un incavo a "L". 


5 - Sagomiamo con un taglio obliquo la punta inferiore della marza.


6 - Tagliamo infine una sottile strisciolina di corteccia da ciascun lato del becco della marza.


7 - Con la spatolina del coltellino da innesti stacchiamo leggermente la corteccia del portainnesto nel punto dove vogliamo inserire la marza. 


8 - Se il diametro della marza è grosso se visto in rapporto a quello del portainnesto, col coltellino pratichiamo un taglio verticale nella corteccia che non raggiunga però il legno sottostante. 


9 - inseriamo ora la marza, facendo modo di far scivolare il becco inferiore nella fessura sotto la corteccia del portainnesto.


10 - Il risultato dell'operazione dovrà vedere il lato orizzontale del taglio nella marza perfettamente aderente al taglio del portainnesto. La prima gemma in basso della marza dovrà trovarsi posizionata verso l'esterno. 


11 - Ora leghiamo strettamente con rafia o nastro isolante il tronco in modo da assicurare una solida e stretta connessione tra marza e portainnesto. Soprattutto se avremo dovuto tagliare la corteccia, la legatura dovrà essere forte. 


12 - Ora ricopriamo tutto la zona dell'innesto - taglio, legatura e base della marza, ma senza toccarne le gemme - con del mastice protettivo da innesti. Ci garantirà una buona protezione nei confronti di attacchi di patogeni e disidratazione. Non dimentichiamoci di spalmare di mastice anche la parte superiore della marza, dove avevamo tagliato per accorciarla.


13 - Infine leghiamo, col nastro o con la rafia, qualche ramoscello accanto al nostro innesto, per proteggerlo in caso degli uccelli provino a posarvisi sopra. Posso assicurare che l'ipotesi è meno remota di quanto sembri...


14 - ...come ho potuto sperimentare sulla mia pelle pochi giorni fa, quando ho dovuto differire di solo mezz'ora la legatura dei ramoscelli su un innesto a spacco su vite. Tempo di recuperare nuovo nastro per la legatura ed ecco il regalo che i passeri mi hanno fatto trovare al mio ritorno: due marze piegate e spezzate. 



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Le foto della sequenza vedono l'innesto di marze provenienti da un antico ciliegio su un franco, ovverosia una pianticella di ciliegio nata da seme. Ecco invece un altro esempio di innesto a corona, marze di Pesco Lorenzino innestate su mirabolano: 


La tecnica dell'innesto vi permetterà di ottenere piante estremamente interessanti, specie per chi ha piccoli spazi. Ad esempio potreste innestare differenti varietà di frutta sullo stesso albero: tramite innesti a corona, spacco e occhio attualmente un mio vecchio albero produce tre varietà differenti di pere contemporaneamente. La stagione è quella giusta, perché non provate anche voi? Vi assicuro che con un po' di pratica fare un'innesto a corona sarà molto più veloce che non leggere questa breve guida. Buon lavoro! 

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2 commenti:

Andrea Mangoni ha detto...

Un utente aveva giustamente commentato che il pesco spesso ha poca affinità col mirabolano e probabilmente sarebbe stato meglio usare come portainnesto albicocco o susino. Il messaggio è sparito, senza che io capisca perché, ma ci tenevo a specificare una cosa. Il discorso fatto è vero, ma in questo specifico caso il mirabolano è già stato sovrainnestato in una delle due branche con un Pesco Lorenzino, con successo. Ho quindi usato marze provenienti dalla stessa pianta di pesco visto che aveva dato buoni risultati.

Andrea Mangoni ha detto...

...Ma è sparito anche il secondo commento??