Come incubare le uova - Guida all'incubazione artificiale all'uso dell'incubatrice (Le abilità del buon fattore - 07)

Come incubare le uova
Come incubare le uova delle nostre galline? Scopriamo insieme come far nascere pulcini in qualunque momento dell'anno. 
Come incubare artificialmente le uova delle nostre galline? Si tratta di una domanda molto comune tra gli appassionati alle prime armi. Torniamo quindi a parlare delle "abilità" che il buon fattore moderno dovrebbe avere: dopo aver visto come gestire la cova naturale, oggi vi proponiamo una guida all'incubazione artificiale delle uova dei nostri avicoli. Partiamo dalla prima, e più logica, domanda che ci si potrebbe fare: perché usare un'incubatrice al posto della chioccia?
La chioccia è senz'altro la migliore incubatrice possibile, ma pone un piccolo... problema: non è possibile programmarla a covare a piacimento. Questo può avere notevoli ripercussioni sul nostro allevamento: ad esempio, visto che le chiocce iniziano a covare principalmente in tarda primavera ed estate, potemmo essere impossibilitati ad avere con la cova naturale dei pulcini negli ultimi o nei primissimi mesi dell'anno.

L'incubatrice lavora garantendo alle uova un ambiente idoneo allo sviluppo dell'embrione.
Per alcune razze, specie quelle di maggiori dimensioni, ciò rappresenta un grosso problema, perché gli animali che nascono in tarda primavera/estate tendono a restare più piccoli rispetto a quelli nati tra gennaio e febbraio, ad esempio, perché non possono avere a disposizione un fotoperiodo naturalmente favorevole per i primi mesi del loro sviluppo. Ecco che quindi in quest situazioni, come anche del resto quando ci si trova ad aver necessità di far nascere grandi quantità di pulcini contemporaneamente, diventa indispensabile saper usare al meglio un'incubatrice.
Inoltre, la gallina che diventa chioccia smette di deporre uova per quasi due mesi. per i 21 giorni della cova prima, e per almeno un mese di cura dei pulcini poi. Incubando artificialmente le uova questo periodo di improduttività viene meno.

Ma prima di continuare, vorrei lasciar sedimentare nella vostra mente un concetto molto importante:

NESSUNA INCUBATRICE VALE QUANTO L'ATTENZIONE E LA CURA CHE LE RISERVA L'ALLEVATORE CHE LA USA.

Ok? Bene, ritroveremo più avanti questa frase.

Ma che cos'è un'incubatrice?
Si tratta, nella sua versione più basilare, di un macchinario in grado di garantire alle uova in esso contenute la temperatura e l'umidità necessarie per portare a termine lo sviluppo dell'embrione. 
Chiaramente, se questa è sì la base concettuale su cui vengono costruite le incubatrici, sul mercato si trovano innumerevoli modelli diversi, ognuno con caratteristiche e optional differenti, dalla coibentazione dell'apparecchio all'automatizzazione del movimento delle uova o del controllo dell'umidità.
Per correttezza: le foto dell'articolo mostrano le incubatrici che io stesso adopero per l'incubazione delle uova dei miei animali; si tratta di due macchine della serie Real della Borotto, due real 49 e una Real 12. Le osservazioni che farò sono però valide per tutte le macchine che desideriate utilizzare, a prescindere dalla marca. 

Le uova
La prima fonte di successo dell'incubazione artificiale nasce risiede naturalmente nella qualità delle uova. Le uova destinate a essere incubate artificialmente vanno raccolte giornalmente, e nei mesi più caldi come in quelli più freddi anche due volte al giorno, se possibile. 
La pulizia del guscio è estremamente importante. Fango e feci che imbrattano i piedi degli uccelli adulti possono sporcare il guscio favorendo l'attacco dei batteri. Bastano poche ore affinché i microorganismi nocivi possano penetrare efficacemente nel guscio dell'uovo. Una volta dentro, possono compromettere lo sviluppo dell'embrione, causandone la morte nei primi giorni di sviluppo. Per evitare il più possibile questa situazione, i pollai devono essere ben puliti e i ricoveri ricoperti di uno strato abbondante di truciolo o paglia, così come il nido deve avere un'adeguata quantità di materiale d'imbottitura.
Buone uova si hanno solo da validi riproduttori. Questi ultimi devono essere sani, vitali, vigorosi, possibilmente non consanguinei e pienamente sviluppati. I migliori risultati, per tasso di fertilità delle uova e robustezza dei pulcini, si hanno usando galli giovani (12-18 mesi) e galline al secondo o terzo ciclo di deposizione. Galline troppo giovani fanno uova piccole, quelle troppo vecchie depongono poco. I galli più giovani sono i più vigorosi, ma nei primi tentativi di accoppiamento spesso per inesperienza non riescono a coprire adeguatamente le galline. La fertilità nei maschi può durare in genere più a lungo che nelle femmine, e non è raro il caso di galli di 5, 6 o 7 anni ancora capaci di fecondare buone percentuali di uova. Se riscontrate tassi molto bassi di fertilità, controllate che gli animali non abbiano un eccessiva quantità di piumino nella zona cloacale, che potrebbe compromettere la fecondazione; in tal caso, una "sforbiciata" al piumaggio in eccesso aiuterà a risolvere il problema. Se possibile evitate le forme troppo strette di inbreeding (accoppiamenti tra fratello e sorella, madre e figlio, padre e figlia) per evitare di avere embrioni deboli e poche uova fertili. Curate infine molto l'alimentazione dei riproduttori: alcune carenze minerali e vitaminiche, come quella da manganese, si riflettono sugli embrioni col risultato di nascite di embrioni deformi e poco vitali.
Evitate di incubare uova troppo allungate o troppo arrotondate: il pulcino potrebbe faticare a sistemarsi correttamente all'interno del guscio negli ultimi giorni, e morire in fase di schiusa. A meno di altri motivi validi, evitate se possibile anche le uova con evidenti difetti fisici e strozzature o bozze. Infine non incubate uova troppo grandi o quelle troppo piccole, così come quelle di colore troppo diverso da quello della razza da voi allevata. Ricordate comunque che esiste un certo margine di variabilità: le galline che riprendono a deporre dopo una pausa dovuta alla muta o a una cova possono fare uova con guscio più chiaro o più scuro rispetto a quelle che deporrebbero normalmente.

Uova... in viaggio
Molti allevatori, per avere esemplari di qualche razza particolare che non trovano nelle loro vicinanze, si affidano all'acquisto delle uova (e successiva loro spedizione) presso allevamenti a volte distanti centinaia di chilometri. Che le uova vengano spedite tramite corriere o che si vada a prenderle di persona con la propria auto, ogni tipo di viaggio può essere deleterio per la sopravvivenza degli embrioni. Un buon venditore cercherà di imballare al meglio le proprie uova, ma c'è sempre la possibilità che le vibrazioni ricevute nel trasporto uccidano il piccolo essere vivente ancora prima che inizi il proprio sviluppo o che danneggino la struttura interna dell'uovo. Anche le temperature estreme (gelo invernale o calura estiva) influiscono negativamente sulle uova in viaggio. Io personalmente considero accettabile che in un'incubata di uova che hanno viaggiato la percentuale di quelle fertili sia circa del 25%. Oltre tale percentuale, ogni uovo che inizi lo sviluppo viene da me considerato un extra (ma mi rendo conto che queste percentuali potranno sembrare basse per molti di voi).

Un ricovero notturno spartano, ma luminoso, pulito e con il fondo ricoperto di lettiera, vi permetterà di raccogliere uova pulite. Foto Andrea Mangoni.

Pulizia delle uova
L'uovo dovrebbe entrare nell'incubatrice in un solo modo: pulito. Uova sporche di fango e/o escrementi non andrebbero mai incubate. Uova pulite si ottengono offrendo ai polli ricoveri notturni e nidi adeguatamente puliti e sani. Se il ricovero ove si trovano i nidi è dotato di un abbondante strato di lettiera (truciolo depolverato o paglia, ad esempio) gli animali anche in caso di pioggia potranno  godere di un ambiente pulito e accogliente, e quando andranno a deporre non sporcheranno le uova con tarsi e piumaggio insudiciati di fango.
Ma capita, specie nei periodi più piovosi dell'anno, che non si possa contare su una perfetta igiene delle uova a priori. Come procedere a un'eventuale pulizia del guscio?
Vale la pena ricordare che quest'ultimo presenta uno strato protettivo superficiale che può essere rimosso se l'allevatore tenta di pulire l'uovo con pezze umide o fazzoletti di carta bagnati. La pulizia migliore andrebbe quindi fatta a secco, utilizzando con molta cautela uno straccetto morbido non precedentemente inumidito. Tenete conto che già dopo 3-4 ore i batteri iniziano a penetrare nel guscio; occorre quindi raccogliere spesso le uova destinate all'incubazione e pulirle - se necessario - rapidamente.

Quando le galline sono rinchiuse in un ricovero con lettiera pulita, anche le uova che raccoglieremo saranno pulite (a sinistra); se invece le galline sono libere di razzolare nel fango, finiranno con insozzare anche le uova (a destra). Foto Andrea Mangoni.

In caso di uova molto sporche ma particolarmente preziose, come anche di uova arrivate da allevamenti di cui non conosciamo lo stato sanitario (eventuali malattie dei riproduttori, eccetera), può essere però necessaria una pulizia d'emergenza. In questo caso, mi sentirei di consigliarvi la seguente procedura, destinata a uova da incubare subito dopo esser state pulite.  
Prendete le uova e tenetele a temperatura ambiente per un'ora o due. Lavatele in acqua leggermente tiepida, basta che la sua temperatura sia anche solo 4-5° più calda di quella delle uova. Una volta pulite e asciugate, pulitele nuovamente con uno straccetto o della carta assorbente imbevuti di acqua ossigenata (H2O2). L'acqua ossigenata era, in alcuni incubatoi, utilizzata come alternativa alle fumigazioni con preparati a base di formaldeide per la disinfezione delle uova destinate all'incubazione. Mettete a incubare le uova, e aggiungete alla vaschetta nell'incubatrice dell'acqua contenente un buon disinfettante, come il Virkon® S (ne riparleremo più sotto). Usate periodicamente questa soluzione anche per il rabbocco (tranne che per gli ultimi tre giorni), e il rischio di contaminazione batterica o virale dovrebbe essere ridotto al minimo.

Conservazione delle uova
Le uova raccolte vanno adeguatamente conservate prima di essere incubate. Il locale di stoccaggio dovrebbe essere al riparo da correnti d'aria, da luci troppo intense e da grandi variazioni di temperatura. La temperatura di conservazione dovrebbe variare tra i 10 e i 15°C; le uova le uova vanno poste con il polo acuto (la "punta") verso il basso, in appositi contenitori alveolari. Per massimizzare la resa dell'incubazione, occorre conservare le uova destinate all'incubatrice per 7-10 giorni al massimo. Oltre questo periodo il tasso di schiusa cala sensibilmente, e i pulcini tendono a nascere con un certo ritardo (da alcune ore a qualche giorno). Le uova destinate alla chioccia possono invece essere conservate anche per 15 giorni. Questo non significa che non si possa provare a mettere in incubatrice uova di 15 giorni e più: vuol solo dire che non ci si dovrebbe aspettare da queste dei risultati brillanti. Posso comunque testimoniare la nascita di pulcini da uova deposte oltre un mese prima di essere incubate.

Le uova vanno correttamente conservate prima di venire incubate.
Se l'attesa si prolunga oltre i 7-8 giorni, è bene voltare le uova lasciandole per un giorno col polo acuto verso l'alto; quindi si torna a riposizionarle normalmente. L'operazione andrebbe eseguita una volta la settimana. Prima di essere incubate, le uova dovrebbero essere poi lasciate 24 ore nel locale in cui si svolgerà l'incubazione, per evitare bruschi stress termici.

Incubatrici
Come abbiamo detto, l'incubatrice non è altro che una macchina progettata per garantire alle uova la temperatura e l'umidità ottimali per la schiusa dell'embrione. Oltre al mantenimento di questi due parametri entro determinati range, per svilupparsi l'embrione ha bisogno di aria per respirare e anche, paradossalmente, di... movimento: le uova devono essere girate (di 90° o 180°) più volte al giorno per evitare che l'embrione sviluppandosi finisca per aderire al guscio.
Le incubatrici possono dunque essere, in base a tali caratteristiche:
  1. Automatiche: le uova, disposte orizzontalmente su una griglia o verticalmente in cestelli alveolari, sono girate continuamente da un motorino, che di solito compie un giro completo ogni due ore; l'intervento dell'allevatore è minimo.
  2. Semiautomatiche: la griglia o il cestello devono essere azionati dall'allevatore, che agisce sulla macchina più volte al giorno (da due a sei).
  3. Manuali: le uova vanno girate singolarmente a mano, più volte al giorno.
  4. Basculanti: le uova restano ferme nell'incubatrice, ma è l'intero corpo macchina a ruotare su un apposito appoggio. Rientrano nell'ambito delle automatiche. 
Le incubatrici possono poi essere isolate termicamente, oppure no. Le incubatrici isolate termicamente danno la possibilità di utilizzarle praticamente in qualunque locale della propria abitazione, anche non riscaldato, ad esempio in garage o cantina. Questo rappresenta un reale vantaggio per chi non ha modo per tenere le macchine in casa. Le incubatrici non coibentate vanno utilizzate in casa o comunque in locali con temperatura superiore ai 18-20°C e inferiore ai 27°C.
La fonte di calore è in genere rappresentata da una resistenza .

Le uova vanno correttamente poste nei cestelli collegati al motorino girauovo.
La dotazione delle incubatrici può comprendere anche delle vaschette per l'acqua, da riempire in misura differente per garantire il giusto grado di umidità alle uova, igrometri e termometri aggiuntivi, adeguati impianti di ventilazione, motorini girauova, cestelli o griglie portauovo. Informatevi bene delle caratteristiche e specifiche tecniche del modello che vi interessa PRIMA dell'acquisto.

L'incubazione
L'incubatrice va posizionata su un supporto stabile, sicuro, a prova di urti e vibrazioni. Può essere una buona idea isolare dal supporto prescelto le macchine, specie quelle non coibentate, con un foglio di polistirolo. 
È bene mettere in moto la nostra macchina uno o due giorni prima di inserire le uova. Lasceremo che la macchina funzioni a vuoto, in modo che l'interno vada a temperatura con ampio anticipo rispetto all'inserimento delle uova. L'interno della macchina del'essere pulito e disinfettato, senza resti di precedenti incubate (come vedremo più tardi). In quelle macchine che prevedono durante i primi 18 giorni di riempire una vaschetta d'acqua per il controllo dell'umidità, consiglio di utilizzare acqua contenete una corretta quantità di Virkon® SSi tratta di un disinfettante virucida, di cui mi ha messo a conoscenza Saveria Lippera de Il sogno della Barbuta, che distrugge virus e batteri aiutando a mantenere un buon ambiente all'interno dell'incubatrice. Si può trovare on line piuttosto facilmente - ad esempio sulla piattaforma di Ebay. Sciolto nell'acqua, evaporando disinfetterà ogni parte della macchina. Visto che, inserendo le uova il giorno successivo, il Virkon® S sarà ancora presente nella vaschetta, le uova stesse subiranno un'ulteriore disinfezione.

Isolate le macchine non coibentate posandole su un foglio di polistirolo.

Prima di inserire le uova, controlliamole una ad una facendo la speratura. Ponendo una torcia a led di media potenza sul polo ottuso dell'uovo, potremo evidenziare ogni possibile anomalia dell'uovo stesso: dalla camera d'aria staccata e fluttuante alla presenza di eventuali crepe nel guscio, altrimenti invisibili. Ogni uovo anomalo andrà scartato. Fate la speratura soprattutto alle uova arrivate con qualche spedizione: non è raro purtroppo che qualche allevatore disonesto spedisca uova già parzialmente incubate, con embrioni morti all'interno (presenza del famoso "anello di sangue"). Inseriamo quindi le uova controllate e solo dopo averlo fatto mettiamo in funzione anche il girauovo. Dopo un giorno proviamo a misurare la temperatura delle uova per verificare che l'incubazione stia procedendo per il meglio. A questo scopo vi consiglio l'uso di un termometro auricolare digitale a infrarossi, con cui misurare la temperatura dell'uovo a livello del diametro maggiore. In base alla temperatura che registrerete potrete calibrare al meglio l'incubatrice per raggiungere i valori desiderati. Ricordiamo che la temperatura dell'uovo dovrebbe essere di circa 37,7°C; negli ultimi tre giorni, a causa dell'aumento del metabolismo del pulcino al suo interno, questo valore può salire anche fino a 38,3°C. Una volta verificato che l'incubatrice mantiene le uova alla giusta temperatura, se si tratta di un modello automatico, lasciamo lavorare la macchina senza intervenire ulteriormente per alcuni giorni, se non per il rabbocco dell'acqua. 

L'incubatrice Covatutto 16.
Una piccola incubatrice manuale.
Se si tratta di un modello manuale, invece, ogni giorno dovremo girare le uova in questione, più volte, di circa 180°. Per rendere l'operazione più semplice, basta disegnare con la matita su un lato dell'uovo il numero 1, e sull'altro, opposto, il numero due. Ogni qualvolta dovremo girarle, basterà essere sicuri di avere ben visibile nella stessa posizione lo stesso numero su tutte le uova per avere la certezza di aver agito al meglio. 
Ricordiamo il motivo per cui è importante girare le uova, manualmente o tramite girauovo: serve per evitare che l'embrione finisca con l'aderire a uno dei lati dell'uovo stesso, finendo poi col morire durante lo sviluppo a causa della scorretta posizione. 
In natura la gallina gira le uova più volte al giorno. Per chi ha un'incubatrice manuale, consiglio di girare le uova due volte, al mattino e alla sera, in modo da evitare di aprire l'incubatrice troppo spesso: se è vero che girandole più spesso si ottimizzano le schiuse, è anche vero che aprendo troppo spesso la macchina si finisce con sfasare di troppo il valore dell'umidità, con danni maggiori dei benefici. I modelli semiautomatici non hanno di questi problemi: permettono di girare le uova dall'esterno azionando una semplice leva. Si possono quindi girare le uova da 6 a 10 volte al giorno, a seconda delle possibilità, facendo attenzione a non compiere movimenti troppo bruschi.

Nei modelli automatici le uova vengono continuamente tenute in movimento grazie al girauova.

Dopo alcuni giorni di incubazione, 4 nelle uova a guscio chiaro e 6 in quelle a guscio roseo, si può aprire l'incubatrice ed effettuare l'operazione della speratura, con cui si verifica se lo sviluppo dell'embrione è partito oppure no. In un uovo vitale si noterà all'interno dell'uovo la presenza dell'embrione e degli annessi embrionali, simili a un ragno in una ragnatela. Se l'uovo appare completamente chiaro e non si notano vene, l'uovo non è fertile. Se si nota una sorta di anello rosso (il così detto anello di sangue) che corre lungo l'interno del guscio, significa che l'embrione è morto nei primi giorni di incubazione. Tanto le uova chiare quanto quelle con anello di sangue vanno tolte dall'incubatrice, per evitare che possano provocare qualche problema in corso d'opera.

Come si presenta un uovo fecondo verso il 6° giorno di incubazione. Foto Andrea Mangoni.

Se non siete sicuri se un uovo presenti o meno embrione vitale, lasciatelo nell'incubatrice, in occasione della seconda speratura, da effettuarsi verso il 15° giorno, potrete controllarlo ed eventualmente eliminare altre uova che mostrino embrioni morti. 
Può capitare a volte di avere in incubatrice uno o più uova che "trasudano" sul guscio gocce di una sostanza giallastra e maleodorante: si tratta di uova in cui i batteri sono riusciti a penetrare e in cui, moltiplicandosi, stanno facendo uscire lentamente il contenuto dell'uovo dai pori del guscio. Con un tovagliolo di carta, avvolgendo bene l'uovo "sudato", cercate di toglierlo e di eliminarlo con fermezza ma molta delicatezza: la fermentazione al suo interno potrebbe farlo esplodere, e le altre uova dell'incubatrice potrebbero venire così sporcate e persino compromesse.

Umidità e temperatura
Nell'incubazione delle uova di pollo, per i primi 18 giorni l'umidità dovrebbe attestarsi, all'interno della macchina, tra il 45% e il 50%. Negli ultimi tre giorni invece l'umidità deve salire attorno al 65-70%. L'embrione all'interno dell'uovo, nel corso del suo sviluppo, dovrebbe arrivare alla fase di schiusa (gli ultimi 3 giorni di incubazione) perdendo un volume di circa il 14-15% e vedendo così aumentare lo spazio dedicato alla camera d'aria. Se l'umidità nei primi 18 giorni dovesse essere troppo superiore ai valori indicati, l'embrione finirebbe per occupare troppo spazio all'interno dell'uovo  e questo potrebbe portare a grossi problemi in fase di schiusa, compresa la morte del pulcino perfettamente formato nell'uovo. Nel caso di alcuni anatidi è opportuno spegnere l'incubatrice per circa 15 minuti al giorno e nel contempo spruzzare le uova con acqua a temperatura ambiente; anche l'umidità in fase di schiusa dovrà essere maggiore. Sono presenti in commercio anche speciali umidificatori automatici che possono essere abbinati all'incubatrice per mantenere l'umidità desiderata.

La temperatura dovrebbe essere mantenuta su un valore di 37,7°C. Negli ultimi giorni di incubazione, a causa dell'aumento del metabolismo del pulcino nell'uovo, la temperatura può essere abbassata attorno a 37,2°C, per evitare di surriscaldare gli embrioni. Nella stragrande maggioranza dei casi comunque viene mantenuta una temperatura costante di 37,7°C per tutta la durata dell'incubazione.
Vediamo infine quali sono i tempi di incubazione propri di ogni avicolo:
  1. Tacchino: 28 giorni
  2. Pollo: 21 giorni
  3. Faraona: 25 giorni
  4. Germano reale (e anatre da esso derivate): 28 giorni
  5. Anatra muta: 35 giorni
  6. Fagiano comune: 24-24 giorni 
  7. Oca comune: 30
  8. Pavone: 27-28 giorni
  9. Cigno: 28-30 giorni.
  10. Colombo: 19 giorni
Per un elenco più completo ed esaustivo dei tempi di schiusa degli avicoli, vi rimando a questa pagina di Agraria.org.

La schiusa
Come abbiamo detto, negli ultimi tre giorni di incubazione le condizioni da garantire alle uova cambiano: è giunto il momento di smettere di girare manualmente le uova, o di spegnere il girauovo. Nei modelli che ne sono dotati si tolgono gli alveoli portauovo e si provvede a sostituirli con apposite griglie su cui adagiare le uova in posizione orizzontale; in altri modelli ancora invece esiste un'apposita area dell'incubatrice in cui disporre le uova senza dover smontare gli alveoli. In ogni caso, è giunto il momento di aumentare l'umidità, aggiungendo altri contenitori per l'acqua o in alternativa riempiendo la seconda vaschetta di cui sono dotate molti modelli di incubatrici. L'umidità deve raggiungere - l'abbiamo già detto - un valore del 65-70%. Sono forse i giorni più critici, quelli al termine dei quali gli allevatori lamentano più perdite. Un eccesso di umidità può uccidere i pulcini prima che riescano ad uscire, o causare deformità agli arti, come dita ricurve e simili problemi. Se l'umidità è troppo poca invece i piccoli possono avere grossi problemi a uscire dall'uovo e morire incastrati, avvolti dalle membrane interne che possono disidratarsi e seccarsi.
La schiusa inizia con il pulcino che fora membrane e guscio col becco, aiutato da una piccola escrescenza presente sul becco stesso e destinata poi a cadere a poche ore dalla nascita. Il foro viene effettuato vicino al polo ottuso, in corrispondenza della camera d'aria. Quando mancano poche ore alla schiusa, in effetti, effettuando la speratura potreste vedere in controluce una camera d'aria enorme, molto inclinata, e una piccola protuberanza appuntita: il becco, appunto. A volte si vede già il pulcino respirare. I pulcini possono iniziare a bucare l'uovo, in verità, già dal 19°-20° giorno.  Molti allevatori quando vedono il pulcino bucare sono tentati di aiutarlo; NON FATELO. il pulcino può iniziare a forare il guscio quando mancano ancora alcune ore al totale riassorbimento del sacco vitellino. Aiutarlo a questo punto potrebbe significare condannarlo ad una morte per emorragia. Aspettate sempre almeno 24 ore da quando vedete il pulcino bucare, e anche il questo caso non togliete mai il pulcino dall'uovo. Limitatevi a rompere delicatamente il guscio lungo un immaginario diametro passante dal buco fatto dal pulcino. Se vedete comparire delle gocce di sangue, fermatevi immediatamente. In caso contrario, provate a togliere la calottina del polo ottuso, e lasciate il pulcino in incubatrice in maniera che sia lui a decidere quando e se uscire dall'uovo. Solo se vedete che il pulcino ha forato in posizioni strane, come ad esempio vicino al polo acuto, e se vedete che dal buco fuoriescono delle sostante gelatinose che potrebbero soffocare il piccolo, premuratevi di allargare il foro fatto dal pulcino. Altrimenti, mettetevi le... mani in tasca e aspettate.

Le uova possono essere isolate in caso di bisogno con semplici gabbiette metalliche. 

Durante la fase di schiusa, è estremamente importante evitare di aprire l'incubatrice per togliere i pulcini mano a mano che nascono. L'ambiente di schiusa deve essere aperto il meno possibile, per evitare sbalzi di umidità ambientale che impiegherebbero ore a essere normalizzati. Se allevate razze molto simili e/o più linee di sangue di una stessa razza, per essere sicuri di distinguere e separare i pulcini alla nascita potete realizzare delle piccole gabbie o recinti in rete metallica, in cui inserire le uova prima della schiusa. Potete realizzarne una in pochi minuti, ritagliando una lunga striscia di rete e arrotolandola a formare un cilindro; i lati corti potranno essere fissati tra loro con delle fascette da elettricista o con del fil di ferro.

Gabbietta in rete metallica per dividere i nati di differenti razze. Foto Andrea Mangoni.

I pulcini neonati possono spostare o ruotare le uova di quelli in fase di schiusa; in generale non è un grosso problema, ma le gabbiette metalliche si prestano bene anche per separare i piccoli nati dalle uova non ancora schiuse.
Le prime 24 ore i pulcini dovranno restare all'interno dell'incubatrice. Possono resistere fino a 48-36 ore senza cibo, in quanto devono terminare di utilizzare le ultime sostanze contenute nel sacco vitellino. A volte può però essere utile - soprattutto d'estate - aggiungere una ciotolina con un po' d'acqua in caso la loro permanenza nella macchina debba prolungarsi oltre le 24 ore.

Alcune ditte producono anche quelle che vengono propriamente definite schiuse o camere di schiusa, ovverosia in soldoni delle incubatrici prive di sistemi di movimento delle uova, in cui queste ultime vengono messe nei tre giorni finali dell'incubata. In questo modo si possono lasciare invariati i parametri dell'incubatrice vera e propria, allestendo la schiusa coi valori più adatti agli ultimi giorni d'incubazione. Chi adotta questo sistema può così usare l'incubatrice in maniera continuativa, inserendovi nuove uova ogni settimana, uova che prenderanno il posto di quelle che sempre settimanalmente verranno invece destinate alla schiusa nella seconda macchina. 

Marche e modelli
Come per molte cose, spesso anche nel campo delle incubatrici in Italia sembra esistere una tifoseria simile alla fede calcistica: la squadra del cuore è la migliore e le altre fanno schifo. Questo fino a che, di solito, non ci si accorge che sembra esserci un modello o una marca più performante, e si cambia rapidamente idea.
Ok, riprendiamo il concetto che vi ho lasciato all'inizio di questo articolo,  ci terrei molto che quello che sto per esprimere lo consideriate come il messaggio più importante di questo post.

NESSUNA INCUBATRICE VALE QUANTO L'ATTENZIONE E LA CURA CHE LE RISERVA L'ALLEVATORE CHE LA USA.

Molti allevatori all'inizio prendono un'incubatrice economica, una cosiddetta "entry-level",  e forti delle letture on line e delle recensioni lette partono immaginandosi già il 110% di schiuse. Poi alla realtà dei fatti le schiuse sono inferiori alle loro aspettative, e danno la colpa all'incubatrice. Acquistano quindi un modello superiore, iniziano a lodarlo sperticatamente e a sparlare di quella che avevano prima... e poi o le schiuse vanno effettivamente meglio, oppure il processo si ripete.

Una vecchia Borotto A56 è stata usata come schiusa e ospita ora dei pulcini nei primi 2 giorni di vita. 

Vi sembro esagerato? Forse, ma la frequentazione di gruppi tematici sui social network non mi porta a pensarla troppo diversamente. Quello che per lo più sfugge agli avicoltori, è che devono essere loro, non l'incubatrice, a far schiudere i pulcini. Occorre seguire il processo dall'inizio, valutarne le variabili, es essere consapevoli che con le adeguate attenzioni anche un modello di base può dare risultati ottimi e che al contrario una macchina ipertecnologica abbandonata a se stessa potrebbe dare schiuse deludenti. Questo non significa che una macchina vale l'altra: significa che quando si acquista una macchina si deve considerare ogni aspetto, dal tempo che possiamo dedicarle fino al costo. Una macchina economica in generale richiederà più tempo e attenzioni, una tecnologica forse un po' di meno, ma solo il nostro impegno ci farà avere ottimi risultati.
Di seguito vado ad elencarvi le marche che personalmente ritengo più affidabili e valide tra quelle disponibili sul mercato italiano. Verranno citate in ordine ALFABETICO, per evitare di stilare indesiderate classifiche di performance, che francamente non mi interessano. Ci saranno certo anche altre marche sul mercato, ma né io né i miei contatti abbiamo avuto modo di testarle, per cui preferisco non citarle. Queste sono invece quelle che mi sento di consigliarvi.
  • Borotto. Ditta italiana, produce incubatrici automatiche e semiautomatiche di capienza compresa tra 12 e 49 uova (Serie Real). Buone le performance delle automatiche in condizioni climatiche ideali, ovvero incubando in locali con temperature comprese tra 18°C e 26°C. Le Real 12Real 24 e Real 49 sono ottime macchine, la scelta migliore per chi ha l'esigenza di incubare piccole quantità di uova. 
  • Fiem. Altra ditta italiana, giustamente famosa per la qualità delle sue macchine. In particolar modo sono ottimi i modelli coibentati che permettono di incubare anche in locali non riscaldati. Tra i modelli più adatti alle esigenze degli allevatori amatoriali, la Cip Cip 40 analog, la MG 50 Junior,  la MG 70/100 Family, la MG 100/150 B. Family, la MG 140/200 Rural. La Fiem produce inoltre ottime schiuse, come la MG50H e la MG100H.
  • Maino. Un'altra ditta nota per le buone incubatrici, coibentate e non, che produce. Bello il design della non coibentata SEE77AX, più classico quello delle coibentate Pio Pio 56, MiniPro 108 e P252AXD
  • Novital. La linea Covatutto della Novital conta molti modelli che possono essere consigliati agli allevatori amatoriali. Il design caratteristico e i colori sgargianti le rendono inconfondibili. Tra i modelli consigliabili della nuova linea digitale la Covatutto 16 L, la Covatutto 108 e la Covatutto 162, tutte ottime macchine da far lavorare in ambienti a temperatura idonea. 
  • Rcom. Ditta coreana, macchine in genere molto valide e tecnologicamente molto avanzate, forse le più evolute attualmente a disposizione dell'acquirente sul territorio nazionale. La SURO King 20 è forse il modello più abbordabile di questa ditta, adatto a chi necessità di incubare piccole quantità di uova. 
Riproduttori sani e vigorosi, allevati al pascolo  e con un'alimentazione ricca e varia, daranno uova fertili e pulcini robusti.

Non pensiate che l'incubazione artificiale sia una pratica moderna. Se è vero che solo dalla seconda metà del XIX secolo essa si espande nel mondo occidentale, è vero però che già gli antichi egizi, 3000 anni fa, incubavano artificialmente migliaia e migliaia di uova, con ottimi risultati. Le uova venivano poste in piccole stanze continuamente riscaldate bruciando carbone, sterco essiccato ed altri materiali. Gli inservienti voltavano ciascun uovo una volta al giorno, e ne monitoravano la temperatura semplicemente posandolo sulle proprie palpebre. Un modo piuttosto simile di procedere era diffuso nell'antica Cina, dove però le uova erano riscaldate grazie al calore derivante dalla decomposizione del letame. I Cinesi avevano inoltre capito che le uova a fine sviluppo producevano calore, così avevano iniziato a mescolare uova che avevano appena iniziato l'incubazione con uova che erano giunte quasi al suo termine, in modo da ottimizzare il riscaldamento. 
E se gli antichi Romani ritenevano che si potesse far schiudere le uova covandole tra i seni di una donna incinta (e dal sesso del pulcino dedurre il sesso del bambino da essa portato in grembo), sarà un italiano, Giambattista della Porta, a iniziare gli studi per la realizzazione di un'incubatrice per uova di gallina, nel 1588, seguito poi da Cornelius Drebbel e da Rene-Antoine Ferchault de Reaumur, che verso il 1750 realizzò la prima incubatrice che avesse un certo riscontro commerciale. Insomma, una storia lunga e affascinante, quella dell'incubazione artificiale, che continua ancor oggi.

Dal Blog
In passato abbiamo già affrontato argomenti correlati all'incubazione artificiale; in particolar modo vi segnalo questi post: 



ALTRI SITI, FORUM, GUIDE

Nei siti che si occupano di polli e avicoli in genere si trovano spesso indicazioni riguardanti l'incubazione artificiale. Iniziamo dal


c'è un'intera sezione dedicata all'incubazione artificiale. Vi sarà anche possibile trovare due gruppi d'acquisto, uno per le incubatrici Borotto e un altro per le Fiem.

Non esiste una sezione divisa invece nel peraltro completissimo forum di


ma usando la funzione "cerca" nella sezione Polli e più in generale in tutte quelle dedicate agli Avicoli non mancheranno numerosi post sull'argomento.

Su Facebook i gruppi dedicati all'avicoltura sono molti,  e tra questi si occupano di incubatrici ad esempio


Passando all'estero, la quantità di siti che affronta l'argomento si spreca. Tra le tante, segnaliamo le pagine e i forum:


Questi sono solo alcuni dei tanti siti

Passando invece ad altri media, vi ricordo che sulla rivista VITA IN CAMPAGNA è stata allegata la Guida illustrata all'incubazione artificiale, che potrete ordinare (o scaricare in formato PDF) a QUESTA PAGINA.

La rivista poi si occupa mensilmente di svariati temi attinenti l'Avicoltura, e nell'allegato dedicato ai lavori del mese si parla spesso dei cicli di allevamento degli avicoli, incubazione compresa.


LIBRI

Tra i libri consigliabili, vi segnalo:

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INCUBATRICI

Potrete comprare le incubatrici nei garden center, nei consorzi agrari o richiedendole direttamente alle case produttrici, nei cui siti si trovano periodicamente anche offerte interessanti. Vi segnalo poi anche la possibilità di acquistare levostre macchine direttamente tramite Amazon, in tutta comodità:

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VIDEO

Infine ecco alcuni video e tutorial sull'utilizzo di alcuni modelli di incubatrice di cui abbiamo parlato nell'articolo, oltre ad un filmato sulla speratura delle uova.

USARE L'INCUBATRICE REAL12 BOROTTO



USO DELLE INCUBATRICI FIEM



PREPARAZIONE DELL'INCUBATRICE MAINO PIOPIO35



USARE L'INCUBATRICE RCOM20 SURO




LA SPERATURA DELLE UOVA




Anche per questa volta è tutto. Spero che l'articolo e le risorse in esso contenute possano aiutarvi a iniziare al meglio l'avventura di incubare le uova dei vostri animali. Buone nascite e a presto!

7 commenti:

Alex ha detto...

Grande Andrea!!! Il tuo post cade a pennello, ho appena comprato una piccola incubatrice, ed una buona guida mi ci voleva proprio, ora però avrei bisogno del post-incubatrice, cioè come gestire i pulcini nei primissimi giorni, non sono propio un primizio in materia, ma quante più campane sento meglio è, e poi tu te ne intendi di questo tipo di musica, che allevia ogni giorno noi appassionati, ciao

Alex ha detto...

A proposito di uova da spedire, c'è qualche allevamento in rete dove si può fare affidamento? Grazie ancora

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Alex, grazie, sono contento che l'articolo ti torni utile. In passato ho spiegato come costruire una pulcinaia di emergenza in economia, che permetta di gestire i pulcini nei primissimi giorni di vita. trovi l'articolo qui: Come costruire una pulcinaia d'emergenza.
In un commento non posso affrontare un argomento così vasto, ma certo potrà essere soggetto di un prossimo articolo.
riguardo alla spedizione di uova, nelle pagine facebook che ho nominato trovi tanti appassionati che cedono uova. ce ne sono troppi da nominare tutti, ti segnalo "La Giuliana pollaio" per le razze venete, Pietro peter testa per le Morozzo, e tanti altri ancora. Sul forum di Agraria.org c'è un'apposita sezione per lo scambio di uova, con un post di feedback che consente di capire chi si comporta seriamente e chi no.
ciao!

Anonimo ha detto...

Ciao!
Mi chiamo Elisa, lavoro per Farmaker, un'azienda che produce e vende oggetti realizzati artigianalmente per coltivare hobbies in linea con la natura (orticoltura, allevamento, ecc.).
Ti sarei davvero grata se dessi un'occhiata al sito e ai prodotti in vendita, e, qualora fossi interessato ad una collaborazione contattassi il mio referente Alessandro Sarti all'indirizzo info@farmaker.com.
Spero che troverai qualcosa di interessante :)

Elisa

Andrea Mangoni ha detto...

Ti ringrazio Elisa, ho provveduto a inviare un'e-mail al contatto da te indicato. A presto!

ele64ele ha detto...

Ciao Andrea, avrei bisogno di un importantissimo consiglio: venerdì 3 marzo alle ore 15 ho messo uova di gallina in una vecchia incubatrice Novital. Per circa una settimana avevo monitorato la temperatura interna (facendola girare a vuoto) e sembrava perfetta. La mattina del giorno dopo aver inserito le uova, mi sono accorta che la temperatura era di soli 33 gradi! Ho iniziato ad aumentare con molta cautela la temperatura e intorno alle ore 18 (sabato 4), ho raggiunto i 37,7.
Il mio dubbio è: considero l'inizio dell'incubazione il venerdì, anche se la temperatura era decisamente bassa, o il sabato, quando ho raggiunto i 37,7 gradi? Non so quando smettere di girare le uova, è questo il problema!!!
Spero di avere un tuo consiglio.
Grazie :-)
Elena

Andrea Mangoni ha detto...

ciao Elena, secondo me puoi smettere di girare le uova calcolando dal venerdì, e tenendo conto che probabilmente comunque nasceranno al 22° giorno. Non dovrebbero esserci grossi problemi, vedrai. ciao!