martedì 9 dicembre 2014

Polverara - Storie di ordinario e triste campanilismo.

Un superbo gallo di razza Polverara della selezione dei coniugi Ongaretto. Foto Andrea Mangoni.

Questo è uno di quei post che non vorresti mai scrivere. Si tratta del mesto resoconto di uno dei tanti problemi che affliggono il nostro Paese, in tutti i campi: un triste, squallido, meschino campanilismo.

La Polverara è una razza che vive, ora come ora, un momento di crisi. A quasi quindici anni dalla sua rinascita, nella maggior parte degli allevamenti è andata incontro a una costante degenerazione di alcuni dei caratteri di razza. Ad esempio, gli orecchioni sono in
molti esemplari rossastri; la cresta a cornetti altrettanto spesso è assente. Ma è stata soprattutto la taglia degli animali a risentirne, tanto che recentemente un Ente ne ha riscritto al "ribasso" lo standard: il peso del gallo è passato da 3 a 2,2 kg, quello delle galline da 2 a 1,6 kg. Già di per sé questo è terribilmente triste: di fronte al fallimento dei tentativi fatti per mantenere (se non migliorare!) la taglia dei capi di quindici anni fa, si è deciso di modificare lo standard piuttosto che di cercare nuove strade maggiormente impegnative ma potenzialmente foriere di successo. 

Ma come ovunque anche qui ci sono degli spiragli di luce: esistono infatti alcuni allevatori che cercano di fare quel lungo e difficile lavoro che è la selezione, per migliorare e non snaturare la razza Polverara. Tra questi, i migliori in Italia sono di sicuro i coniugi Paolo e Desy Ongaretto

Vi sono sembrato perentorio? Forse, ma lo posso affermare con cognizione di causa. Sono ad oggi gli allevatori che maggiormente hanno rispettato i dettami dello standard originario, intraprendendo anche un serio e metodico incrocio per sosituzione per migliorare e mantenere i caratteri di razza. Hanno prodotto più di ogni altri, anno dopo anno, decine di capi di ottima qualità, di taglia esemplare, dalle meravigliose caratteristiche di razza. Sono, lo ripeto, i migliori allevatori di razza Polverara in Italia.

E lo scorso week end hanno deciso di partecipare, con alcune coppie dei loro esemplari, a una mostra monorazza dedicata alla Polverara. Hanno affrontato in due  giorni circa 350 km, salvo poi scoprire che gli allevatori del posto non erano particolarmente inclini a far loro esporre i propri animali, adducendo scuse pretestuose e fuorvianti. Solo l'intervento di un'autorità ha potuto permettere l'ingabbio degli animali, ma il giorno dopo la sorpresa è stata amara e beffarda: erano stati resi votabili solo gli animali degli allevatori locali. Perché? Forse gli Ognaretto avevano portato animali di bassa qualità? Tutt'altro: tre coppie magnifiche, di grande taglia, con galli alti quasi 55 cm, peso vicino ai 3 kg, orecchioni bianchi, cresta a  cornetti ben presente. Il problema era che gli animali degli ALTRI allevatori NON ERANO così: orecchioni spesso rossastri, cresta a cornetti spesso assente, e la taglia... Be', mettiamola così: alcuni galli erano grandi circa come le galline degli Ongaretto. 

Tristezza? Squallore? Entrambe, ma soprattutto una straordinaria occasione persa per dare brio alla razza, fare entrare nuove energie nella sua selezione, permettere la nascita di nuove sinergie. Un'occasione sprecata che poteva essere inizio di nuove aperture, e che si è conclusa invece con una mera chiusura. Ne valeva la pena? Forse gli allevatori del paese in questione credono di essersi tolti di torno un pericoloso concorrente, ma non capiscono che si sono solo alienati il possibile appoggio di un potenziale, prezioso alleato nella selezione di questa razza. Questa è la più grande tristezza: la gelosia, il dispetto, la meschinità passano quasi in secondo luogo rispetto all'occasione perduta per la salvaguardia e il miglioramento di questa razza. Non è più tempo per questo; non ci deve essere più spazio per simili assurdità. In Avicoltura più che mai oggi occorre introdurre una pratica semplice ma efficace: la selezione degli allevatori. Occorre formare infatti gli allevatori, improntando il loro operato all'etica e alla limpidezza, aprendoli alle collaborazioni e al sostegno; in caso contrario, qualunque progetto si voglia perseguire per salvaguardare una qualunque razza sarà solo una goccia d'acqua nel deserto: destinata ad evaporare senza nemmeno far sbocciare un fiore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono queste le cose che mi fanno allontanare dal mondo dell'ornitologia e dell'avicoltura. Le mostre e la competizione sfrenata che causano, l'invidia, l'ipocrisia, la falsità sono cose che non dovrebbero far parte di questo mondo. Ci sono dentro e ci voglio rimanere (alle mie condizioni), ma questo non è il mio mondo e non lo sarà mai.

Parlando di Polverara poi, in prima persona ho fatto i conti con soggetti presi da illustri istituti e allevatori locali, trovandomi con soggetti senza le caratteristiche di razza, con pesi ridicoli e spesso frutto di incroci incontrollati. Il qui presente Mangoni può confermarlo. Questo è il segnale che qualcosa non va nella selezione di questa razza, e di questo passo non si va da nessuna parte.

Luigi Bugin
www.allevamentobugio13.jimdo.com