venerdì 17 febbraio 2012

Appunti di Avicoltura - Vertical Chicken Farms, le nuove frontiere dell'orrore?

Il modello di produzione proposto da A. Ford. Fonte: WIRED

Quando le ho viste, sul sito di Wired, mi sono seriamente chiesto se si trattasse di uno scherzo oppure se fosse l'incubo materializzato di un appassionato un po' folle della saga di Matrix

E invece no, pare sia vero: Andrè Ford, sudente di architettura, ha proposto uno scioccante sistema di allevamento dei polli in verticale, in strutture degne di un film di fantascenza, dove ogni animale è imbragato ed intubato per massimizzarne l'alimentazione, la somministrazione di farmaci, la raccolta delle deiezioni. Ma come ottenere la "collaborazione" dell'animale a questo infame e perverso sistema di esistenza? Semplice: rimuovendone la corteccia cerebrale. 

Si, lo so, pare assurdo... ma avete capito bene. 

Secondo Ford, rimuovendo la corteccia cerebrale dei
polli si impedirebbe la percezione degli stimoli esterni agli animali, che si accrescerebbero senza sentire dolore per la loro condizione esistenziale. Verrebbe risparmiata quella porzione di cervello in grado di garantire le funzioni di crescita e metabolismo basale dell'organismo. Senza contare il risparmio di spazio e la maggiore facilità di gestione: fino a 1000 polli potrebbero essere stoccati in strutture verticali simili a enormi pannelli, che garantirebbero una densità di "allevamento" di 11,7 polli per metro cubo... Ovviamente, per guadagnare spazio, ai polli verrebbero eliminati anche i tarsi ed i piedi. 

L'allucinate sistema di produzione, ben lontano mi auguro dall'essere realizzato, è così commentato dal suo ideatore: 

Vi sono numerose differenze tra l'attuale imperante sistema di produzione e quello che io propongo, ma la principale differenza è la rimozione della sofferenza.

Ok. Gli allevamenti intensivi sono orrendi. Questo blog si è sempre schierato contro di essi e sempre lo farà. Il nostro motto è e rimarrà "Galline felici? Sì, grazie!".
Ma un animale in batteria o allevamento intensivo fa una vita orrenda, fa una vita dolorosa, ma è ancora UN ANIMALE, e soprattutto è ancora VIVO. Qui non si tratta di risparmiare sofferenza ad un vivente, qui si tratta di aver concepito nuovi insulti e degradazioni del concetto stesso di VITA, spingendo al limite il concetto di animale non inteso come vivente ma come mero ammasso di carne. 

Andrè Ford, lascia che ti dica una parolina all'orecchio.  
Puoi essere un bravo architetto, non lo metto in dubbio, e probabilmente la tua proposta vuole essere solo un esempio di viral marketing ben congegnato. Però, se mai queste fossero realmente le tue convinzioni, vorrei ricordarti che al contrario di quello che credi, questa tua non è la soluzione ai problema della maggiore richiesta di carne nel mondo, e nemmeno a quella della sofferenza.

Il primo problema non si affronta fonendo metodi inumani di produzione di carne, ma cercando di invertire la rotta facendo diminuire la richiesta della stessa, inversione peraltro consigliabile vista l'insostenibilità degli attuali modelli di consumo e di spreco di risorse ad esso collegato. Se proprio vuoi, applicati per spingere la ricerca verso altre strade, come l'ottenimento di carne da cellule muscolari riprodotte in vitro.

Riguardo al secondo problema, invece, quello della fine della sofferenza, non hai capito che stai lavorando invece verso la fine della Vita. Concetti sotttilmente diversi. E soprattutto, per garantire ai polli una vita DEGNA e priva di sofferenza, datti un'occhiata al video qui sotto: i miei polli ti possono insegnare a questo riguardo molto più di Matrix.


*****

 . 

5 commenti:

Artemisia ha detto...

proporrei Andrè decelebrato e attaccato in parete..

Artemisia ha detto...

Andrea è difficilissimo scrivere commenti, richiedono due parole di sicurezza illeggibili e numeri.. abbassa la protezione! bacione
Artemisia

Elisa Vigolo ha detto...

Sono allibita, tanta follia per confermare ciò che penso di tanti uomini. Ma possibile che dobbiamo complicarci la vita così? Io credo che le uova prodotte da quelle galline siano estremamente prive di ogni energia, non quella fornita dalle calorie. Che architetto fantasioso e pieno di inventiva :(

Andrea ha detto...

la follia sottesa a questa concezione della vita è ASSOLUTA. Non si può pensare che una persona in grado di concepire una simile esistenza di tortura possa davvero venir consideratoumano nell'accezione meno biologica del termine. riguardo alla sua decerebrazione, direi che per aver partorito una simile idea dev'esser già decerebrato abbastanza, che dite?
ps gli animali sarebbero allevati per la produzione di carne, non di uova... ma questo non cambia la bestialità della cosa...
PPS Artemisia, avevo impostato quel livello di sicurezza perché ero investito di commenti spam. in effetti l'ho rimosso, ed i commenti spam sono tornati, ma il filtro di blogger sembra reggere per ora ;-)! I prossimi commenti dovrebbero essere più facili. ciao!

Vero ha detto...

Provo vergogna a volte di avere un cervello umano, quanto sarebbe bello che avessimo tutti un cervello da gallina!