Neotinea tridentata, infiorescenza. Foto Andrea Mangoni.

In questa Giornata della Terra 2013, il nostro blog torna a parlare di creature davvero speciali, le orchidee spontanee, e in particolare di una di loro: l'orchidea tridentata, Neotinea tridentata.

Di questa specie mi sono innamorato anni fa, quando un amico, Marco Uliana, me ne ha indicato uno splendido sito a Codevigo (PD), dove vivevano centinaia di esemplari di queste orchidee. Ogni anno torno a cercare queste piante meravigliose per poterle fotografare e godere così della loro effimera bellezza. Si tratta di una specie di medie dimensioni, alta fino a 40 - 50 cm, con una rosetta basale di foglie che in aprile genera un lungo stelo che porta l'infiorescenza. 

Neotinea tridentata. Foto Andrea Mangoni.

Le infiorescenze di queste piante sono costituite da una pannocchia di fiori che può assumere nel suo complesso forme affusolate, globose o piramidali. I fiori di N. tridentata sono di norma bianchi o rosa con strie e
Un fiore di pulmonaria (Pulmonaria officinalis) appena sbocciato. Foto Andrea Mangoni.

Un tempo a molte piante veniva associato una determinata predisposizione a curare le malattie basandosi non tanto sule loro effettive proprietà medicinali, ma sulla loro somiglianza con questa o quella parte anatomica. 
così una bella pianta di sottobosco un giorno venne denominata pulmonaria, o polmonaria, per via delle sue foglie verdi chiazzate di chiaro che ricordavano i polmoni.


In effetti, per secoli la pulmonaria (Pulmonaria officinalis) e molte sue congeneri sono state usate nella farmacopea tradizionale come espettoranti, anche a causa della
Leslie Shiels, "Rooster".

Facebook è sempre più un terreno comune per allevatori, agricoltori, appassionati di natura. A volte vi trovo cose che mi piacciono molto e che vorrei condividere con voi, e per questo ho pensato che sarebbe stata una buona idea stilare una sorta di classifica dei 10 spunti più interessanti trovati nell'ormai quasi irrinunciabile social network. Condividerò con voi quindi immagini, ispirazioni, foto che penso possano essere adatte allo spirito del blog. Rulli di tamburo, quindi, si va ad iniziare!
  1. Iniziamo con il quadro che apre questo post. Io lo trovo magnifico! Si tratta di un quadro di Leslie Shiels, "Rooster", condiviso sulla gruppo facebook di Poultry for anyone. Lo sguardo dell'animale sembra quello di un demone di John Blanche, ma mi ricorda assolutamente quello del mio Polverara, Pippo! Troppo bello per non condividerlo.
  2. Seconda doverosissima condivisione, un breve video dove si parla di Luigi Chierico, un signore appassionato di agricoltura che si è trasformato in un vero e proprio "Noè" di bovini e ovi-caprini, impegnandosi per salvaguardare un certo numero di razze di questi splendidi animali. Oggi, con oltre 300 capi di razze italiane e straniere in via d'estinzione, il suo allevamento è un vero e proprio scrigno di biodiversità!
  3. Al terzo posto questa splendida idea per un abbeveratoio funzionale per avicoli. Ricorda nel concetto base gli abbeveratoi della Tecno Mediana di cui abbiamo parlato in passato, ma mi


Cari amici, vi segnalo che sulla rivista Vita in Campagna del mese di Aprile 2013 troverete un mio articolo di tre pagine intitolato La cova naturale della gallina chioccia: come favorirla e renderla proficua

Nell'articolo prenderemo in considerazione i nidi migliori, i suggerimenti per stimolare l'istinto alla cova di una gallina, come spostare una chioccia, cosa fare quando schiudono i pulcini e come risolvere alcuni problemi legati alla cova. 

La rivista Vita in Campagna, Edizioni L'Informatore Agrario, è distribuita su abbonamento; potete vistare il sito della rivista e scaricare articoli in formato pdf a questo indirizzo: http://www.vitaincampagna.it.

Sempre sull'argomento "Chioccia e cova naturale", vi ricordo questi due articoli del nostro blog:


Cosa fare quando una gallina diventa chioccia



A presto!

Palline di sterco sulla pianta del piede e sulla punta delle dita di un pulcino. Foto di Andrea Mangoni.
Gli allevatori alle prime armi, che dopo aver fatto schiudere le uova stanno crescendo i propri pulcini, spesso si trovano ad affrontare quelle che sembrano piccole emergenze ma che in realtà non lo sono davvero. È il caso di un ragazzo che mi ha contattato perché i suoi pulcini mostravano una strana deformazione scura a ciascuna delle estremità delle dita dei piedi. Lui temeva si potesse trattare di qualche tipo di infezione altamente trasmissibile, visto che tutti i suoi animali la presentavano. Ma di che si trattava veramente?

Ancora le palline di sterco e detriti sulla punta dei piedi di un pulcino. Foto Andrea Mangoni.

In realtà, una volta vista la situazione, è stato immediatamente chiaro che si trattava di... cacca!
In condizioni di scarsa igiene, se i pulcini di trovano a camminare su un substrato solido e continuo su cui si
Tacchino Azzurro di ceppo Rossetto. Foto Andrea Mangoni.
Come avevo anticipato, nel nostro allevamento c'è stato qualche importante arrivo. Per la precisione, assecondando le mie speranze, è arrivata una splendida coppia di Tacchini Azzurri di ceppo Rossetto. Si tratta di una delle ultime due sicuramente rimaste e disperse tra allevatori diversi. Forse esistono ancora una o due femmine spaiate. 

Primo piano del maschio. Foto Andrea Mangoni. 

Il maschio è uno splendido animale, molto docile e vitale, la femmina è piccola, molto delicata. Entrambi di taglia piuttosto piccola, come potrete vedere nelle foto in cui sono vicini a una ovaiola commerciale ISA. Di seguito quindi troverete una piccola galleria di questi splendidi esemplari che, probabilmente, per motivi tecnici non
Giovani della provincia di Venezia negli anni '40.
 
Anche quest'anno, morbida come le nuvole di primavera in un cielo azzurro, è arrivata la Pasqua! Da sempre questa festa ha, nel mondo cristiano, un'accezione infinitamente importante: simbolo del Cristo che risorge dalla morte dopo averci liberato dai peccati del mondo, è divenuta per estensione non solo festa della Resurrezione ma festa della Vita in generale.

La tradizione popolare ha sempre associato a questa festa un simbolo di vita altrettanto potente: l'uovo, minuscolo scrigno dalla forma perfetta. In passato nel mondo contadino veneto le uova non venivano solo mangiate in quest'occaione, ma anche utilizzate da ragazzi e adulti per attuare un divertimento particolare: el rugo£tto (rugoletto), che si giocava di solito di domenica nel periodo pasquale.
Le uova, simbolo di Vita

Per giocare, occorreva possedere alcune uova da far sode. Queste venivano decorate esternamente, in modo da essere personalizzate e inconfondibili, mettendo
.

Maschio di Tacchino Azzurro di ceppo Rossetto. Foto Andrea Mangoni. 

In passato avevo già avuto modo di parlarvi dei Tacchini Azzurri selezionati anni fa dall'allevatore padovano Bruno Rossetto. Avevamo detto che si trattava di animali oramai quasi sul punto dell'estinzione. Vi lascio qui una serie di foto NON storiche assieme ad un video di alcuni esemplari, come anticipazione di una piccola interessante novità. 



L'ultima delle foto qui sotto rappresenta invece una femmina di Tacchino Bianco dei Colli Euganei, altra vera rarità. Incrociate le dita e aspettatevi delle interessanti novità...
Bouquet di primavera. Viole mammole e canine, pratoline, ciclamini e occhi della Madonna. Foto Andrea Mangoni.

In questi giorni, dopo le ultime piogge, il prato sotto il terrazzo si sta trasformando lentamente in un delicato arazzo di colori. Oltre alle delicate sfumature del verde, tanti piccoli fiori iniziano a punteggiarlo trasformandolo sempre più in un piccolo quadro impressionista. Prima che la prima falciatura dell'anno elimini queste delicate bellezze, ho voluto raccolgliere alcuni di questi fiori per un particolare ed assolutamente informale bouquet primaverile, utilizzando poi quest'ultimo come spunto per parlare delle piante che lo compongono. Andiamo dunque a vedere di cosa si compone.

Delle viole il blog si è occupato in diverse occasioni. Nel mazzolino sono presenti viola mammola e viola canina. Questi deliziosi e delicati - ma profumatissimi - fiori di primavera colonizzano presto le parti del prato un po' più umide, così come quelle più selvatiche. Lasciatele prosperare sotto una muretta e non mancheranno, col
Wyandotte argento orlo bianco di Marco Toffoli. Foto A. Mangoni. 
Tra le razze selezionate negli Stati uniti, di certo la Wyandotte è una delle più belle e appariscenti. Vuoi per la livrea, vuoi per il carattere, vuoi per le buone doti produttive, questi polli si sono conquistati un posto privilegiato nel cuore di tanti allevatori di tutto il mondo.

Coppia di Wyandotte argento orlo nero di Marco Toffoli. Foto A. Mangoni.

Questi polli si presentano come animali di costituzione robusta, con cresta a rosa, orecchioni rossi, bargigli non troppo grandi, tarsi gialli nudi, pelle gialla. Depongono uova a guscio roseo-bruno, e raggiungono una buona
Un bombo si nutre tra i fiori di lavanda. Foto di Andrea Mangoni
Un bombo si nutre sulla lavanda. Foto Andrea Mangoni. 

Recentemente alcuni studi hanno confermato l'importanza del ruolo rivestito dagli insetti selvatici nell'impollinazione delle piante coltivate. Se dapprima si pensava che la moria delle api potesse avere esiti catastrofici, ora si è consapevoli che anche la perdita degli altri insetti pronubi sarebbe una tragedia.
Abbiamo detto sarebbe, ma purtroppo il verbo giusto da usare in questo caso è... “è”. Sì , perchè recenti studi hanno mostrato come stiano venendo a scomparire tuttauna lunga serie di insetti impollinatori selvatici, ovverosia per meglio capirci bombi, api solitarie, ditteri di vario genere, farfalle, coleotteri, eccetera. L'attuale ritmo di scomparsa di questi insetti dalle nostre campagne rischia di ridurre considerevolmente anche le produzioni ortofrutticole, in quanto alcuni di questi insetti entrano in azione in periodi dell'anno differenti rispetto alle api trasformandosi così in aiutanti preziosi e insostituibili per l'agricoltura.
Attualmente l'uso di pesticidi e insetticidi, unito alla perdita dell'habitat e ai mutamenti climatici, sta falcidiando lentamente il novero di questi animali.
Ma c'è nel concreto qualcosa che possiamo fare per aiutarli?

I fiori di campo danno ospitalità agli insetti impollinatori. Foto Andrea Mangoni.

Visto che possiamo influire solo marginalmente e su lunghe distanze sui mutamenti climatici, non ci rimane
In questi giorni ho avuto modo di leggere una notizia davvero molto bella, interessante, e quando l'ho sentita non ho potuto fare a meno di pensare a un racconto (successivamente trasformato in cortometraggio, vincitore anche del premio Oscar) chiamato "L'uomo che piantava gli alberi", di Jean Giono. Vi prego, prima di proseguire regalatevi una mezz'ora di tempo e fermatevi a guardare questo gioiello. 



Giono affermò di non essersi mai ispirato a nessuno per la figura del protagonista, Bouffier, e che l'intera storia era inventata. 

Ma si sbagliava, perché la storia non era inventata, era solo... antesignana di qualcosa che sarebbe dovuto accadere in un differente altroquando. 

Il protagonista di questa storia non si chiama Elzéard Bouffier, ma Paolo Lugari, figlio di emigranti italiani, colombiano. Lugari ha preso una terra desertica e ne ha fatto scorrere di nuovo i fiumi sopiti, ha preso una valle polverosa e l'ha trasformata in foresta pluviale, è tornato a dare verde, cibo, terra e speranza a persone che