Coppia di Tacchini Bronzati dei Monti Lessini. Allevatore Marco Toffoli. Tutte le foto sono di Andrea Mangoni
Grazie a Marco, ora anche nel mio pollaio razzola una coppia di questi bei volatili. Certo sono ancora giovani, ma il maschio "el fà 'ea rùa", fà la ruota, tutto il giorno, anche se la femmina per ora non sembra dargli troppa soddisfazione. Comunque sia, spero di cuore di vederle sgambettare attorno tanti meravigliosi tacchinotti questa primavera.
L'esuberante fioritura dorata del nocciolo (Corylus avellana). Foto di Andrea Mangoni
Vi dicevo, nelle righe scritte qui a fianco, che sto lavorando per conservare un microhabitat prezioso, quello di alcuni fossati le cui rive alberate rappresentano un autentico rifugio per moltissime specie animali e vegetali. Bene, mi sembra il momento di farvi vedere su cosa sto lavorando!
Ecco la prima delle due rive che sto accudendo amorevolmente. Questo fossato, disposto all'incirca in direzione Nord-Sud, è abbastanza profondo ma non riesce mai a riempirsi adeguatamente d'acqua, a causa della pendenza del terreno. Vi si trovavano salici bianchi (Salix alba), frangola (Frangola alnus), berretta del prete (Euonymus europaeus) e un mare di sanguinella (Cornus sanguinea) e rovo (Rubus sp.). Con gli anni la mia famiglia ha aggiunto numerosi alberelli da frutto (albicocche, prugne, meli, peri, noccioli fichi), di cui attualmente restano solo uno o due esemplari per tipo. L'idea di piantare bambù non si è rivelata, come ci si poteva del resto aspettare, una genialata. Ora come ora occorre estirpare e tagliare, quasi settimanalmente nella bella stagione, tutte le decine di giovani germogli di questa infestante.
Dal canto mio non sono rimasto con le mani in mano. Ho piantato un cespuglio notevole di ligustro (Ligustrum sp.), che in estate sfama farfalle e coleotteri; ho poi aggiunto salice da vimini (Salix viminalis), salicone (Salix caprea), pioppo cipressino (Populus nigra var. italica), biancospino (Crataegus monogyna), acero campestre (Acer campestris) ed alcune pianticelle di farnia (Quercus robur), nate dalle ghiande dell'unico antico esemplare presente nell'arco di alcuni km. Purtroppo la scorsa estate un'esplosione di luppolo (Humulus lupulus) ha soffocato molte delle piante, che sono morte. Quest'anno stroncherò il pericolo sul nascere, in modo da evitare altre perdite. Inoltre proverò a ripiantare il salicone, oltre che la rosa selvatica (Rosa canina) ed il prugnolo (Prunus spinosa).
L'altro fossato è quello mostrato qui a destra, e si sviluppa praticamente perpendicolarmente al primo. Le piante che ne compongono l'ossatura sono principalmente salici bianchi e pioppi (Populus sp.). alcune pianticelle di frangola e biancospino si sono con gli anni insinuate nel dominio di questi giganti verdi. Il fosso è assai poco profondo, e invaso di carici.
Tutti i grandi alberi - salici e pioppi, in pratica - sono abitualmente capitozzati, ma di questo vi parlerò in un'altra occasione.
E' inutile dire che questi due fossati con le loro alberature
sono rifugio per innumerevoli specie animali. Territori di caccia per gufi comuni e ricci, ritrovi riproduttivi per tritoni e rane, rifugio sicuro per merli e cinciallegre... insomma, tutto un intero mondo gira attorno a questi lembi di terra. Datemene modo, e ve li faro conoscere meglio.
...Si ricomincia. Stavolta per il mio blog il cambiamento è radicale: non ha più nemmeno lo stesso indirizzo! Sarà comunque sempre bello poter continuare a condividere emozioni con tutti voi! Ho voluto rendere il blog una "costola" del mio sito. Avevo bisogno di spazi dove postare quel materiale che in Oryctes.com sarebbe risultato difficilmente collocabile, ed un blog rappresentava la soluzione migliore. A presto!
...Dalla mia prima moleskine, un grappolo di cinorrodi di rosa selvatica (Rosa canina) ed il bruco di una Nottua. Ricordi di un inverno che mi sembra davvero lontanissimo...
"Padova, 16/01/2005. Oggi ho raccolto le bacche della Rosa selvatica. Sono bellissime, sembrano piccoli gioielli! grappoli di Ambra rossa traslucida, o strani Rubini a goccia... In questo gruppo una delle bacche iniziava a rinsecchirsi. attorno agli steli c'era un viticcio secco di rampicante (una Brionia? o una Dulcamara?), simile ad una minuscola idra contorta e rinsecchita."
"Camponogara, 18/01/2005. Zia Ida mi ha dato un bicchierino di carta con dentro questo bruco... E' molto bello, con le sue mille sfumature di marrone e di verde. Credo si tratti di un bruco di Noctua, forse N. pronuba. Corrisponderebbe benissimo al fatto che il bruco è svernante. Ho usato nel disegno i due nuovi acquerelli, il verde ed il nero. Non ho resistito poi alla tentazione di aggiungere qualche tratto a inchiostro..."
Licenidi e rugiada. Ovunque vai, qualunque forum fotografico frequenti, licenidi e rugiada (sembra che queste farfalline siano delle calamite per le goccioline). O ragni e rugiada. O asilidi e rugiada. Insomma, insetti, insetti, insetti... e rugiada. Meravigliosi, immobili, addormentati e ricoperti di goccioline che sembrano modelli di Cartier.
Le meraviglie della fotografia all'alba: luce soft, di norma poco vento, insetti addormentati, coreografiche goccioline - che desiderare di più?
E quindi, dopo mesi - anni - di frustrazione, mi decido. Oggi è l'unico giorno da qui a 3 mesi che, per problemi di lavoro e studio, mi potrò permettere una sveglia all'alba per fotografare. Quindi sveglia alle 5 e mezza e alle sei giù nei campi! baldanzoso prendo la macchina, apro il portone e.... meraviglia! Il vento, che da eoni probabilmente non si faceva vedere a queste ore, decide di fare una magnanima visita, spazzando ogni centimetro quadro d'erba con la sua irruenza.
"Vedrai, finisce presto", mi dico speranzoso. Licenidi! Voglio i Licenidi addormentati! Di giorno ce ne sono sempre tanti, la sera ho visto dove vanno ad addormentarsi....li troverò di sicuro e saranno meravigliosi modelli. chiaro.
Non c'è un licenide a pagarlo oro. No, in verità non c'è una farfalla a pagarla oro.
Zero assoluto. Nada. Rien. Nisba.
Solo mosche. Piccole, grandi, medie, rosse, a strisce... mosche.
E ce ne fosse una, dannate loro, una solo, che dorma. Nessuno ha spiegato agli insetti che all'alba dovrebbero essere ancora dormienti. O forse è più probabile che nessuno abbia spiegato a ME il LORO concetto di alba. Tutti si muovono, tutti, corrono, tutti fanno quel diavolo che vogliono.
Altro mito da sfatare: la rugiada. Sarà che il vento porcello soffia da troppo tempo e l'ha asciugata... Ce ne fosse una goccia. O meglio, le gocce che ti bagnano pantaloni e stivali ce ne sono eccome, una cascata del niagara di gocce.
Ma ce ne fosse una su uno stelo, la punta di una foglia coreografica, un insetto con una misera gocciolina (anche con una goccia di moccio al naso, mi andrebbe bene lo stesso!)... niente. Cartier ha chiuso gentilmente i battenti in mio onore, stamattina.
Ma noi siamo stoici, e continuiamo la ricerca. Coleotteri! Finalmente qualcosa di interessante.
Ma controluce. Porza paletta zozzona. E vento. Porca la maiala zozzona.
Vabbè, inizio a scattare. A mano libera, gli steli si muovono per il vento, le bestie sfregano le antenne con fare minaccioso... Ovviamente, non ho cavalletto nè flash. E la frustrazione mi aumenta come la carogna sulla spalla.
Altro coleottero, crisomelide. La foto sarebbe più esteticamente gradevole se non avesse rilasciato dietro di se una montagna di guano degna di una colonia di sule delle galapagos, ma fa lo stesso. Si prova sempre a scattare, sdraiato nell'erba che come per magia sembra spremere fuori dagli steli litri di rugiada abilmente nascosta.
Pazienza.
Un altro bel soggetto, non in ombra, ma alla luce! E qui anche la luce mi abbandona, dandomi un'alba livida e segnata come se avesse visto troppe volte il film "300".
E allora vaffa alla rugiada, agli insetti e a me, pure. Torno verso casa. Improvvisamente, su un ramo, una scena finalmente bella: una mosca scorpione intenta a mangiare dalla tela di un ragno. Ficus! Scendo nella scarpata ricoperta dai rovi pungenti, inizio a scattare, e... il dolce vento, per non lasciarmi solo, ricomincia dopo 10 minuti di inattività a soffiare beato. Mi contorco per fare più foto possibili, ma non ne riesce una.
Alla fine la panorpa smette di mangiare e vola via. Il vento, irretito dal lungo naso della signora, le muore dietro. svanito d'incanto.
Calma piatta su di me.
Stavolta basta.
Torno a casa.
Davanti al cancello dei campi, un lampo grigiolino sul trifoglio.
Non ci credo.
Un licenide addormentato.
A mezzombra.
Protetto dal vento.
A dieci metri da casa mia.
Maledico in armeno la mamma di tutti i licenidi.
Foto, foto, foto! tira fuori la macchina, settala, abbassati, scatta e... scatta? scatta? perchè non scatta???
Batteria esaurita.
Si deve essere svegliato esaurito anche il licenide, perchè vola via.
Maledico in dialetto kazako i parenti tutti delle batterie delle macchine fotografiche.
Entro in casa. sono le sette, devo studiare e poi prepararmi, perchè stanotte sono di turno al lavoro.
Apro il computer, scarico le povere, misere foto, e mi si ripresenta beffarda, sbucando da una cartellina, un' immagine della scorsa estate.
Due licenidi in accoppiamento, coreografici, bellissimi, in una foto scattata alle due del pomeriggio, con luce durissima e poco vento.
.......*@#!?zzo!
Buona giornata a me, sperando che non si veda dal mattino.
E vaffa all'alba!!
Due meravigliosi licenidi (Polyommatus icarus) si accoppiano in un mare di trifoglio. Foto di Andrea Mangoni.
...Immobile, la sua ricerca è finita. Il bruco di Macaone (Papilio machaon) ha trovato il suo posto speciale... ed ora deve solo aspettare.. solo aspettare. Aspettare il tempo di essere crisalide; aspettare il tempo di essere farfalla. Sogni d'oro, amico d'infanzia, e sogna cieli tersi e fiori profumati. Buon riposo.
Un bruco di Papilio machaon attende di divenire crisalide. Foto di Andrea Mangoni.
E' di nuovo sera... gli Aster splendono viola nella luce soffusa del tramonto. cerco di fotografare una Licena, e, ancora, non ci riesco. Ma c'è qualcos'altro, di poco nitido, sotto una corolla... un piccolo maschio di zanzara. Bellissimo. lui si sta per svegliare... buona notte, e attento a dove ti posi...
Culicide addormentato. Foto di Andrea Mangoni.
E' sera, la campagna si appresta a dormire. Passo presso un filare di Salici, e un Gufo comune scappa spaventato; si ferma per qualche istante a fissarmi da un ramo poco lontano, inchiodandomi con i suoi enormi occhi rossi sgranati. Provo a fotografarlo, ma... inutilmente. Fugge ancora. Passo oltre, e sull'erba della riva di un fossato è un altro paio di occhi rossi a farmi fermare. Molto più piccoli, ma anche meno spaventati... probabilmente già dormono. Click. Goodnight!
Ectophasia crassipennis. Foto di Andrea Mangoni.
...Prima giornata di autentico sole primaverile.... prima uscita ufficiale con la nuova macchina fotografica (una Olympus e300... sono certo che mi darà le sue belle soddisfazioni quando avrò imparato ad usarla)...e prima farfalla di primavera, una bellissima Inachis io...
Inachis io. Foto di Andrea Mangoni.
