Zucca Marina di Chioggia. Foto Andrea Mangoni.

Con l'arrivo dell'autunno arrivano i primi freddi, cambiano i frutti che l'orto ci offre e nelle sere sempre più lunghe e precoci cresce la voglia di un bel caminetto acceso. In questo periodo, almeno per me, pochi ortaggi sono più evocativi dei mesi di ottobre novembre della zucca. E tra le centinaia di varietà di zucca, una più straordinaria dell'altra, diversissime tra loro per forme, colori e dimensioni, nessuna mi piace più della zucca "Marina di Chioggia"

La buccia verrucosa della zucca "Marina di Chioggia". Foto Andrea Mangoni.

Non si sa esattamente da quanto questa varietà sia coltivata nella zona di Chioggia, in provincia di Venezia. Il nome "Marina" pare derivi dal fatto che un tempo le famiglie che per tradizione si occupavano degli orti e della coltivazione delle verdure erano quelle dei cosiddetti "marinanti", differenti da quelle che invece si occupavano direttamente di pesca e commercio. E' nota anche come "Zucca santa" o "Zucca barucca o baruffa", col termine "barucca" derivante forse dall'ebraico "baruch", santo. Goldoni la immortalò poi nelle sue celebri "Baruffe chiozzotte". Quello che è certo è che grazie alle sue ottime caratteristiche organolettiche e alla grande conservabilità ha costituito

Galletto nano ibrido. Foto Andrea Mangoni.

Da tempo nel mio allevamento ho iniziato ad eliminare le altre razze che tenevo, per dedicarmi solo alla Polverara e alle Boffa. Parallelamente a queste, però, ho iniziato a seguire anche qualche altro progetto. E da oggi voglio iniziare a parlarvene partendo da uno in particolare: la selezione di un ceppo di gallinelle ibride nane da cova, ciuffate.
Lo spunto per iniziare a selezionare le mie gallinelle nane da cova un po' più seriamente mi è stato offerto da un amico, che recentemente mi ha dato due minuscoli ibridi ciuffati nati nel suo allevamento. Vista la mia passione per le Polverara, mi è iniziato a balenare per la testa l'idea di provare a selezionare una gallinella nana con forte istinto alla cova che abbia però le caratteristiche della Polverara stessa, ovvero ciuffo, cresta a cornetti, tarsi ardesia. 

Gallinella ibrida ciuffata. Foto Andrea Mangoni.
Ovviamente sarà un'avventura da affrontare piano piano, facendo tanta selezione. In ogni modo, ritrovandomi con
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Cari amici, anche quest'anno hanno preso il via le iscrizioni per i corsi di Botanica e Giardinaggio dell'Università Popolare di camponogara.  Anche quest'anno saremo pronti per un viaggio verde nei segreti delle piante, tra ecologia, tradizione tecniche colturali e natura. 

Con il corso di Botanica e Giardinaggio I affronteremo le basi del giardinaggio, impareremo a moltiplicare le nostre piante, a coltivare ortaggi e verdure, ad approntare un orto, a coltivare le rose, a potare un ulivo e molto altro ancora; con il corso di Botanica e Giardinaggio II invece conosceremo più da vicino le piante d'appartamento, le succulente e le bulbose, ci avvicineremo al giardino acquatico e a quello roccioso, visiteremo virtualmente alcuni giardini storici del Veneto e tanto altro ancora. 

I corsi sono organizzati dall'Università Popolare di Camponogara, e si terranno il martedì sera presso le scuole medie di Camponogara. Per informazioni, contattare la Segreteria dell'Associazione (presso la Biblioteca comunale di Camponogara, piazza Mazzini n. 1, piano terra del municipio; tel. 041 513.99.80 - 331.822.85.33). Potete anche contattare la Segreteria via e-mail all'indirizzo: segreteria@unipopcamponogara.it.

Nella speranza di incontrarvi numerosi, a presto!

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La grande femmina di Gallina di Polverara. Foto Andrea Mangoni.

Qualche tempo fa, presso un allevatore che aveva ricevuto alcuni capi di Gallina di Polverara provenienti dal mio stesso ceppo, mi sono trovato davanti ad un esemplare davvero stupefacente: una femmina di Gallina di Polverara di circa 3 kg di peso. Sebbene non avessi con me una bilancia, ho calcolato il peso basandomi sull'esperienza degli ultimi giorni, in cui ho pesato numerosi capi di taglia similare. L' animale poteva pesare al minimo circa 2,8 kg e al massimo circa 3,2 kg. Considerato che l'attuale standard della Polverara prevede capi di peso nettamente inferiore, quasi un kg in meno, e che la maggior parte degli esemplari in commercio raggiungono pesi ancora più bassi, questa gallina risultava assolutamente notevolissima e straordinaria. 

Primo piano della magnifica Polverara nera. Foto Andrea Mangoni.

Come potrete rendervi conto dalle foto, si tratta di un animale fisicamente davvero imponente, con un corpo

Splendida coppia di Plymouth Rock Barrata. Esemplari di Marco Vezzoli.
Da quando, qualche anno fa, l'attenzione per la biodiversità avicola nazionale si è fatta più alta, abbiamo assistito a un susseguirsi di “miracolosi” recuperi di razze avicole credute scomparse, alcune più verosimili, altre un po' meno, non sempre però riconducibili a reali casi di salvaguardia della biodiversità.

Nelle ultime settimane ho ricevuto diverse mail che mi chiedono notizie riguardo ad una presunta razza italiana che viene commercializzata nell'ambito di un progetto portato avanti da una nota ditta di mangimi. La "razza" in questione è la "Barrata d'Italia" – o "Barrato d'Italia". Ma si tratta davvero di una razza autoctona? O meglio ancora, si tratta davvero di una
Bacche di pomodoro Re Umberto. Foto Andrea Mangoni.


Io nutro per i pomodori una vera passione. Sono uno dei miei ortaggi favoriti - anzi, sono IL mio ortaggio preferito. Vuoi per il sapore, vuoi per l'allegria dei colori, vuoi per l'esuberanza vegetativa della pianta, ho sempre desiderato provare il maggior numero di varietà che mi fosse possibile, e vista la mia passione per le antiche varietà ne cercavo una che fosse anche un'antica gloria. Poi un giorno leggendo un articolo di Alberto Olivucci sono venuto a conoscenza dell'esistenza del Re Umberto, e ho deciso di cercare di procurarmene qualcuno. E' poi passato del tempo prima che riuscissi ad ottenerne dei semi, grazie alla generosità di Angelo Passalacqua, de Gli Amici dell'Orto, e finalmente quest'anno ho potuto aggiungere questa varietà a quelle già coltivate nel mio orto.

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Il pomodoro Re Umberto è un'antica varietà italiana, selezionata nel XIX secolo, il cui nome rappresenta un omaggio a Umberto I Re d'Italia, per la sua prima visita a Napoli nel 1878. Si tratta di un eccellente pomodoro da sugo e conserva, ma anche da serbo: a fine stagione se ne estirpavano le piante e le si metteva appese ai muri esposti a sud, per essiccarli. La sua fama crebbe
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Cari amici, quest'anno l'Università Popolare di Camponogara ha organizzato, in data 1 e 2 Settembre 2012, una serie di incontri e conferenze che confluiscono nella prima edizione della "EXPO - La fiera dei saperi". In questa occasione, in quanto docente dei corsi di Botanica e Giardinaggio, terrò il primo settembre alle ore 15.10 una miniconferenza dal titolo: "Biodiversità: una sfida possibile". Sarà un'occasione in più per parlare delle tante problematiche che la difesa della biodiversità riscontra nel panorama agronomico odierno, oltre che di salvaguardia delle antiche varietà ortofrutticole. Io sarò comunque presente dalle 10.00 alle 18.30, per cui chi volesse fare quattro chiacchiere viso a viso sarà il benvenuto.  La fiera si svolgerà presso le Scuole Primarie Don Milani di Camponogara e in piazza Mazzini a Camponogara (VE). Per maggiori informazioni, cliccate sull'immagine sottostante e scaricate il volantino. A presto!

CLICCA SULL'IMMAGINE PER SCARICARE IL VOLANTINO
Primo piano di giovane Polverara sparviero scuro. Foto Andrea Mangoni.

Molti allevatori desiderano provare a selezionare nuove colorazioni all'interno di una ben determinata razza. Questo lavoro può essere molto difficile e complesso, e di certo richiede pazienza, scrupolosità e soprattutto una buona conoscenza delle basi di genetica delle colorazioni per riuscire a ottenere qualche risultato nel giro di poche generazioni.Oggi voglio vedere con voi un esempio a questo proposito, riguardante la razza Polverara e la colorazione sparviero.

Da alcuni anni sto infatti provando a selezionare tale colorazione nella Polverara. A questo scopo, ho iniziato lo scorso anno incrociando una gallina di grande taglia, tipologia mediterranea e colorazione sparviero (reperita nelle campagne del vicentino) con un Polverara nero. Ho ottenuto alcuni galli sparviero scuro con ciuffo posteriore, accenno di barba, cresta semplice che si sdoppia posteriormente, bargigli evidenti. Ho tenuto un esemplare e ne ho donato un secondo a un allevatore padovano che quest'anno, dopo averlo fatto accoppiare con una femmina nera di Polverara, ha ottenuto questo giovane pollastro che mi ha poi regalato e che vado a mostrarvi. 

Primo Piano di una giovane Polverara sparviero scuro. Si nota bene la piccola cresta a cornetti, perfetta. Foto Andrea Mangoni.

L'animale è troppo giovane per stabilirne il sesso agevolmente, ma la forma della testa, la cresta arrossata, così come l'abbozzo di bargigli, mi fa pensare che si tratti
Melone rospo. Foto di Andrea Mangoni.
Da tempo speravo di avere l'occasione di coltivarlo, ma non ero mai riuscito a trovarlo. Lo scorso anno invece l'amico Angelo Passalacqua de Gli amici dell'orto mi aveva fatto dono di alcuni semi provenienti dai suoi esemplari. Così anch'io, finalmente, sono riuscito a veder crescere nel mio orto una pianta davvero particolare: il melone rospo.

Il melone rospo, anche se a causa del suo aspetto ricorda una zucca, è in realtà un vero e proprio melone, appartenente al gruppo dei cantalupi (Cucumis melo gruppo cantalupensis). È rotondeggiante, leggermente schiacciato ai poli, con evidenti costolature; ma il suo nome peculiare si deve alla buccia, ricca di gibbosità ed escrescenze, che ricorda vagamente la pelle del poco avvenente anfibio.

Il melone rospo visto da sotto (a sinistra) e da sopra (a destra). Foto Andrea Mangoni.

In verità la buccia dei frutti prodotti dalla mia pianta era sì rugosa, ma non eccessivamente ricoperta di

Sparta, gallo bianco di Polverara. Foto di Andrea Mangoni.

Questo post vuole essere un esempio di come nel mio allevamento pongo in essere l'applicazione di alcuni di quei principi di selezione di cui vi ho parlato tempo fa. 

In questi giorni ho iniziato a fare una prima selezione sommaria dei Polverara e degli ibridi F2 con 75% di sangue Polverara (Polverara x [Polverara x La Flèche]). Avrei dovuto scegliere un gallo da usare come riproduttore per l'anno venturo in una delle mie linee di sangue, ma quale tenere? I giovani galli promettenti erano molti,  ma la scelta avrebbe dovuto avvenire tra i
Giovane gallo di Ermellinata di Rovigo. Esemplari di Giuliana Cappelletto e Gianni Uliana. Foto Andrea Mangoni.

Nell'immediato dopoguerra, nella seconda metà del secolo scorso, l'avicoltura nazionale stava ancora cercando di trovare una strada che permettesse all'Italia di vantare alcune razze a duplice attitudine che si rivelassero formidabili produttrici quanto tante gloriose razze straniere (Plymouth Rock, New Hampshire, Orpington, eccetera). Fu così che nel 1959 alla Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo si procedette a selezionare una nuova razza, partendo dall'incrocio di Sussex e New Hampshire: l'Ermellinata di Rovigo.

Adulti di Ermellinata di Rovigo. Esemplari di Giuliana Cappelletto e Gianni Uliana. Foto Andrea Mangoni.

L'Ermellinata di Rovigo è un pollo di tipo eterosomo, simile alle razze che hanno contribuito alla sua
Differenti varietà di mais (Zea mais). Mai come ora la biodiversità agronomica del nostro continente è a rischio di erosione genetica. Foto Andrea Mangoni.

La notizia sta rimbalzando sui social network italiani solo ora, ma risale al 12 luglio scorso: l'Unione Europea starebbe dando il colpo finale al libero scambio di sementi di antiche varietà orticole. Ovverosia in un Europa in cui si discute se liberalizzare le droghe leggere diventa illegale scambiarsi i semi di un pomodoro. Ma cosa è successo davvero? E come stanno le cose?
L'Unione Europea ha recentemente dato ragione alla ditta sementiera Graines Baumaux sas nella sua causa contro Kokopelli, l'associazione no profit che si salvaguarda e commercializza semi di antiche varietà orticole provenienti da tutto il mondo. L'accusa nei confronti di Kokopelli era quella di concorrenza sleale e di vendita di varietà orticole non comprese nel registro europeo delle sementi ammesse alla vendita o allo scambio. In pratica, l'Unione Europea ha sancito che

Negli ultimi anni mi è capitato più volte di aver necessità di cedere, per motivi logistici (spazio) ed economici (spese di gestione) alcuni dei miei animali, nella fattispecie quei capi che andavo a scartare dalla selezione compiuta. In questo modo sono però entrato in contatto con un mondo che credevo inesistente, popolato da una creatura degna di un manuale di criptozoologia: l'acquirente improbabile. Vista la notevole panoplia di comportamenti registrati, permettetemi il lusso di un piccolo post polemico sull'argomento. 

  1. Ciao, mi puoi dare gratis un animale? Visto che tu allevi ceppi così rari, sarai certo contento di darli via gratis pur di diffonderli! Già, certo. Perché io devo per forza essere felice di cedere animali che comunque sono frutto di anni di sacrifici, sforzi e selezione al primo che mi scrive, persona di cui non consoco le doti come allevatore, la serietà, la passione, in poche parole nulla... vero? Ok, se era una prova per il tuo provino per Zelig mi va benissimo, ma se parlavi seriamente è meglio che ricalcoli i tuoi obiettivi. La mia filosofia è quella