Quali sono i dieci articoli più letti di sempre di questo blog? Ovviamente il risultato è in perenne cambiamento ed è visibile nella colonna di destra in qualunque momento, ma oggi voglio vedere meglio con voi cosa più ha richiamato fino ad ora l'attenzione del nostro pubblico. Quindi rullo di tamburi, ecco che si va ad iniziare!

Il post più letto - e commentato! in assoluto riguardo l'utilizzo migliore della piccola incubatrice manuale covatutto 16. Pare che in tanti abbiano trovato utili i consigli contenuti in questo post, che si riconferma il più letto di tutto il blog. A quanto pare, più di qualche pulcino gli deve la sua nascita...
Irene, gallina Polverara bianca. Foto Andrea Mangoni.
Quando, un paio di giorni fa, l'avevo trovata abbacchiata sulla mangiatoia, inerme, avevo immediatamente capito che non sarebbe arrivata a mattina. Era magrissima, tutta penne e ossa, e nelle ultime settimane era dimagrita e peggiorata sempre più. 

Irene, gallina Polverara bianca. Foto Andrea Mangoni.

Irene se n'è andata così, di notte, sul posatoio notturno che per tanti anni aveva caparbiamente dominato. Era un animale dal carattere forte e deciso, battagliero, ed era pure straordinariamente sana. Era molto probabilmente la mamma di Leonida, e pure di Pippo, mio attuale riproduttore; in questo senso, il suo sangue scorre praticamente in tutte le Polverara di ceppo Rossetto ancora esistenti. Dotata - come la propria madre, di lunghi e sottili speroni, aveva continuato
Coppia di Robusta Lionata. Foto di Susanna Paolillo.
Il Veneto è da sempre una regione dalla spiccata vocazione per l'Avicoltura. Le razze ed i ceppi autoctoni selezionati dalle popolazioni contadine sono statti numerosi, e quanto mai vari per forma, dimensioni, indirizzi selettivi. Ma vi sono stati anche dei tentativi di formare, in maniera forse artificiale, delle nuove razze avicole partendo da razze straniere; questi lavori di selezione, che vennero attuati dalla Stazione di Pollicoltura di Rovigo attorno al 1965, sfociarono nella formazione di tre nuove razze sintetiche: la Robusta Lionata, la Robusta Maculata e l'Ermellinata di Rovigo. E proprio della prima di esse vorrei parlarvi oggi.

La Robusta Lionata nasce dall'incrocio tra la Orpington fulva e la White America, e dal successivo meticciamento degli F1; Si scelse di privilegiare animali a mantello fulvo e coda nera, che da pulcini presentavano il piumino della testa fortemente maculato. Proprio questa caratteristica fece propendere i selezionatori per affibbiarle il nome di Robusta Lionata: era un modo per omaggiare l'esperto avicolo A. Taibell, che negli anni '30 e '40 aveva coniato il termine "lionata" per definire una livrea fulva a coda nera più o meno uniforme, caratterizzata dal piumino picchiettato dei giovani pulcini che ricordava il mantello dei leoncini neonati.

Si tratta di polli dalla corporatura... robusta, come dice il nome; il colore è un fulvo più possibile uniforme, sono ammesse tracce di nero sulla mantellina. La coda ha penne che
Gallo nero di Polverara. Foto Leonardo Bezzegato.

@ Vi ricordate il galletto di cui vi ho parlato qualche mese fa, Boyz II Men? Bene, quest'estate dei giovani allevatori del Piovese, Leonardo, Michele e Federico, mi hanno chiesto se avevo degli esemplari cedibili, e alla fine dopo aver parlato con loro mi sono convinto a dargli proprio quel giovane gallo. Non avendo femmine pure disponibili, ho cercato di trovare delle belle pollastrine F1 (incroci cioè di prima generazione) figlie proprio di quel galletto con una bella gallina cucca. Ovviamente ho garantito loro massimo appoggio nella selezione della futura prole, in maniera da ricostituire nel giro di poche generazioni tutti i caratteri della Polverara. Sono stato perciò felicissimo di poter vedere sul loro blog qualche immagine di questi animali a distanza di alcuni mesi! E sono stato ancor più felice di vedere quanto e come fosse cresciuto quel piccolo gallo! E' diventato proprio un magnifico animale, certo
Ecco in un breve video quella che è la situazione del pollaio in questo autunno così altalenante. Si possono osservare vedere bene le Boffe nel loro nuovo ricovero, le Polverara, le anatre mute di Barberia e i tacchini. E' un piccolo viaggio virtuale nel mio allevamento, spero vi possa interessare. A presto!

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AVICOLTURA E BIODIVERSITA': LETTURE PER SAPERNE DI PIU'

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Una delle femmine di anatra muta di Barberia. Foto di Andrea Mangoni.

Comunicazione di servizio... come da titolo, cedo esemplari (coppie ed eventualmente alcuni giovani) di anatre mute di barberia. Animali di taglia medio piccola, ottime covatrici e madri, capacissime di volare, e - lo ammetto - molto gustose. Ne potete osservare alcuni esemplari nei miei video. Se interessati potete contattarmi a info@oryctes.com per qualunque tipo di informazione. ciao!
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Lunedì 17 ottobre sono iniziati i nuovi corsi di Botanica e Giardinaggio che tengo per conto dell'Università Popolare di Camponogara

Il corso di I livello, che conta ben 24 iscritti, cercherà di dare agli studenti delle nozioni di base per affrontare l'avventura del giardinaggio e dell'orticoltura nel migliore dei modi. Parleremo del terreno e delle sue caratteristiche, di concimazione, di natural gardening, di progettazione del giardino, e delle varie piante che lo abiteranno; apriremo una finestra sulle modalità di riproduzione delle piante, e delle tecniche ad essa collegate (talea, margotta, innesto, conservazioni dei semi); vedremo le caratteristiche delle principali piante orticole e accenneremo a tecniche di coltivazione poco note a molti (agricoltura naturale, sinergica, permacoltura), ed infine cercheremo di trattare la gestione dell'olivo e di altri alberi da frutto.

Meno numerosi ma comunque molto motivati gli studenti del corso di II livello: con loro affronteremo il mondo delle piante d'appartamento, delle bulbose, del giardino roccioso e dello stagno; parleremo della coltivazione delle principali tipologie di fruttiferi, compreso qualche albero da frutto meno comune; infine, faremo un viaggio visrtuale in alcuni dei più bei giardini del Veneto, per poterli ammirare e scoprirne i segreti.

Insomma, anche quest'anno un'avventura entusiasmante, che mi terrà occupato tutti i lunedì sera per i prossimi mesi! Un grazie enorme a tutti gli studenti che mi accompagneranno in questo viaggio, spero che possiate trovarlo utile e proficuo! A presto!

PS Sebbene le iscrizioni siano chiuse, per chi desiderasse maggiori informazioni o volesse provare a
 organizzare qualcosa di simile nella propria città, contattatemi ad info@oryctes.com.

Andrea Mangoni

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Molte orchidee, come questa Epipactis palustris, occupano nicchie
ecologiche estremamente ristrette. Foto di Andrea Mangoni.
Il concetto di nicchia, lo ammetto, mi stava traendo in inganno. Al leggere il titolo di questo quinto Carnevale della Biodiversità, ospitato stavolta da Andrea Cau di Theropoda, la mente era già partita verso vermoni giganti che vivono vicino alle dorsali oceaniche tra acque caldissime e lava continua; oppure a tanti altri animali che hanno scelto habitat incredibili, e...

Appunto. Habitat. Stavo confondendo i termini habitat e nicchia. Se il primo rappresenta l'ambiente d'elezione di una specie, il secondo invece indica l'insieme di tutte le condizioni fisiche, di rapporti con le risorse ed i predatori, di interazioni con gli altri organismi che la caratterizzano. Vista da questo punto d'osservazione, la cosa si fa di sicuro molto più vasta ed intrigante.

Sì, perchè nel considerare estrema una nicchia non concorrono più solo l'ambiente esclusivo di vita, ma anche tutti i rapporti con il cibo, le prede, i predatori, che l'organismo si trova a vivere. In quest'ottica ovviamente tutto si complica, e ammetto che ho dovuto pensare non poco, a questo punto, per trovare una nicchia che sia davvero estrema. Poi piano piano mi è balenato (è proprio il caso di dirlo!) in mente un animale che non ha mai davvero riscosso le mie simpatie, ma che di certo può vantare una nicchia estrema: il capodoglio (Physeter macrocephalus).
Pieris rapae su nepetella. Foto Andrea Mangoni
Vi ho già parlato in passato di come attirare le farfalle in giardino grazie ad essenze fiorite.Rimane però difficile per la maggior parte di noi attirare le farfalle al nostro coloratissimo “bar” e convincerle ANCHE a deporre le uova da qualche parte in giardino, per far sì che vi si stabiliscano permanentemente. OBruco di Pieris rapae. Foto di Andrea Mangoni.ggi quindi torno sull'argomento in maniera un po' particolare, descrivendovi come poter osservare in una sola aiuola il ciclo vitale di una bella farfallina diurna: la cavolaia minore (Pieris rapae).

Questa bella specie è oramai diventata un'ospite stabile del mio giardino, non solo in quanto frequentatrice delle piante fiorite ma anche perchè vi si riproduce regolarmente. Mentre scrivo, nei primi giorni di settembre, vi sono almeno tre esemplari che si rincorrono lungo l'aiuola e poco fa ho visto una femmina deporre le sue uova. Proprio per questo
@ A proposito di ceppi satellite. Qualcuno di voi magari ricorderà che anni fa diedi un gruppo di Polverara di ceppo Rossetto a due amici di Camposampiero, Davide e Marco. Bene, gli animali sono cresciuti e stanno bene. Il gallo sembra essere una vera macchina da guerra, è diventato davvero grande ed aggressivo! Peccato per alcuni difetti come il colore degli orecchioni, la forma del ciuffo, quella della cresta... ma accoppiato con le giuste femmine il problema non dovrebbe porsi. Nessuna delle tre galline che avevo dato loro peraltro era strettamente imparentata con le altre, e questo fa sì che il gruppo in questione avesse le potenzialità per dare una prole sana e soprattutto con una buona variabilità genetica. Così, visto che ho deciso di intramprendere con le Polverara uno schema di selezione a più famiglie matrilineari, ho pensato di chiedere a Davide qualche uovo e, se fosse stato possibile, anche una delle tre galline, unica figlia di una Polverara a cui tengo molto. Se da un lato la gallina purtroppo non ha fatto uovo perché aveva già iniziato la muta, dalle uova datemi da Davide sono nati 4 bellissimi pulcini che stanno crescendo davvero bene. Li potete vedere nel video sui miei pollai 2011, sono i quattro bei pollastrini nella gabbia. alcuni hanno una struttura quasi da carroarmato, sembrano proprio
Maschio di Aegosoma scabricorne. Foto di Andrea Mangoni.
In questo periodo dell'anno è possibile trovare, in molte zone d'Italia, un bellissimo e grosso coleottero cerambicide: Aegosoma scabricorne. Fa parte della famiglia dei Cerambycidae e della sottofamiglia dei Prioninae, che comprende alcune specie tropicali davvero spettacolari. Nell'ottica dell'entomofauna del nostro Paese, però, anche A. scabricorne è un piccolo gigante: può superare i 5 cm di lunghezza e le sue antenne sono ancora più lunghe. Si tratta di un insetto


Cari amici, dopo parecchio tempo mi ritrovo con diversi esemplari cedibili. Si tratta di alcune Polverara ceppo Rossetto di seconda scelta, incroci di prima generazione (F1) tra Polverara e altre razze e ibridi vari, compreso un delizioso galletto nano. Gli animali hanno età comprese tra il mese ed i 3 mesi e mezzo. Come al solito di ogni esemplare trovate le caratteristiche salienti. Ove già possibile determinarlo con certezza, è stato indicato il sesso dell'animale.

Ricordo a tutti che chi riceve i miei animali riceve anche se lo desidera la mia consulenza e la mia assistenza nel portare avanti la selezione della futura prole allo scopo di ottenere animali il più possibile vicini agli standard di razza.

Per vedere gli animali cedibili, vai alla lista delle cessioni:



Patate Vitelotte. Foto Andrea Mangoni.
Avevo fatto tanti bei progetti e programmi, quest'anno, sulle cose da piantare e da fare; purtroppo la Vita ha disposto diversamente e sono riuscito a ripettare solo pochi degli scopi che mi era riproposto di perseguire... pazienza! Le piantine di melone e zucca marina sono state distrutte dal maltempo e dagli animali, e molte varietà non sono proprio riuscito a seminarle. Almeno un ortaggio però mi ha dato qualche soddisfazione: le patate

Avevo infatti piantato in un metro quadro di terreno una serie di tuberi-seme di due varietà. La prima era una bella patata grossa, a buccia rossa, che avevo trovato in Cadore; l'altra era una meravigliosa varietà francese antica, gentilmente donatami da Angelo Passalacqua de Gli Amici dell'Orto: si tratta della patata viola o Vitelotte

Patata Vitelotte. Foto Andrea Mangoni.
La Vitelotte è un'antica varietà francese (pare la apprezzasse molto Alexandre Dumas), derivante direttamente dalle patate selvatiche coltivate in Perù. La forma è allungata, raramente ovoidale. La caratteristica principale che la rende speciale agli occhi dei più è lo straordinario colore: la buccia nero bluastra racchiude una polpa intensamente colorata di viola, tendenzialmente farinosa. Questo colore così peculiare, che a